Appunti Diviàggio | Consorzio a Torino

Non so perchè: sarà una questione di sussidiari ingoiati a forza in giovine età, ma vivo Torino come la più retorica delle città italiane. Basterebbero i Savoaia e la FIAT per rendere impervia la digestione, ma aquesto si aggiunge ben altro. E quindi è tutto un sussultare di reminescenze: che poi svaniscono non appena si posa la vettura e si cominacia a calpestare i terrazzi sotto i portici di una qualsiasi delle vie del centro.
Tutto è retorico: anche vetrina della stupefacente Confetteria Avvignano che dice “Succ.” Sta per “successore”. Non è forse retorico star lì a raccontare al tizio che passa che quella confetteria non è più Avvignano ma di qualcuno che gli è succeduto? Oppure c’è il dubbio che il sig.Avvignano fondatore della stessa stia ancora lì alla sua venerabile età?
Eppure è bellissima, Torino, bella da far gonfiare il cuore se ti capita di camminarla una notte di mezza pioggia, le luci fameliche di Piazza San Carlo a favillare il bujo.
Il Consorzio è incastrato in una via del centro, cercarlo è un piacere: così come l’attenzione sincera e per nulla pelosa dei ragazzi che lì hanno deciso di consumare i loro giorni.



6 commenti

  1. che bella descrizione! ho vissuto a Torino da bambina e per me era la nebbia, lo smog e le rare giornate serene quando mio nonno ci chiamava al telefono dicendo: “venite a vedere il Monviso dal terrazzo” oppure le pasticcerie dove mia madre si incontrava con le amiche a bere un caffè, la casa in collina con la neve, il carnevale in via Po

    proprio oggi in ufficio leggevo un articolo che diceva che i giorni di nebbia sono diminuiti fino al 30% in alcune zone (e lo smog pure [credo] visto che non ci sono più i riscaldamenti a carbone)

    che c’entra? niente, sono ricordi

  2. sàh scrive:

    Torino non è retorica, è sabauda e signorile (non per snobberia, ma per educazione).
    arrivare a torino è trovarsi di fronte a qualcuno di timido e soprattutto riservato: se non la guardi con gli occhi giusti e non cerchi di capire cosa c’è dentro/dietro, vedrai solo arroganza e forma.

  3. Massimo D'Alma scrive:

    Bella e riservata Torino, piacevole e sorprendente la casa, non trovi ?

  4. enofaber scrive:

    Grazie per le parole con cui descrivi la mia adorata Torino. E se avrai nuovamente il tempo per lasciare l’auto, percorri le viuzze del centro e indugia sui cortili. Perditi a leggere le targhe sulle pareti, scomprendo frammenti di storie che furono. Oppure vaga per la collina e domina dall’alto lo sfavillare delle luci. Torino ti entrerà definitivamente nel cuore.

    • senzapanna scrive:

      Vero, la collina è magica, mio nonno aveva casa in via val Pattonera, la vista verso il monte Rosa al tramonto dal colle della Maddalena vale il viaggio.

  5. tartetatin scrive:

    E’ bello sentire la voglia di scoprire la mia Torino, molto timida, un po’ anticamente aristocratica, un po’ ..tartassata, un po’..piemontesemente lamentosa.
    Ma all’improvviso diventa fiera, altera e di nuovo bellissima.

    Ora so che ritornerai.
    tartetatin

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