Ratanà, Milano [6.3]
Dev’essere come quando parli di Maradona: non c’è verso, dal trattorista di Borzano all’ingegnere nucleare del CERN sentirai intonare la solita litania, diegoarmandomaradona. Devi proprio mettercelo, il secondo nome, altrimenti non è Lui.
E’ una caratteristica molto italiana, quella di perdersi nelle parole, nei significanti e spesso lasciar per stada come cani abbandonati sulle autostrade i significati. Siamo nel paese in cui la pruderie antiemarginazionalista arriva al punto di chiamare chi è privo del bene della luce diversamente vedente, come se questo lenisse più di una sana cultura della diversità. O, diciamocelo, della minorità. Ci sono dei punti di riferimento che hanno un’attrattiva pop così intensa da essere inevitabili, anzi, ineluttabili.
Quindi parlare del Ratanà senza parlare di Antonio Albanese pare essere un’acrobazia tipo arrampicata del settimo grado, per cui andiamo subito a vederci l’irresistibile perfomance del più famoso dei someliè e torniamo a parlare di questa nuova Casa, vigente in Milano da meno di un anno. Nella compagine – appunto – il poliedrico attore oltre allo chef dal nome evocativo, Cesare Battisti, e a Danilo Ingannamorte, il cognome più dark di questo e dell’altro Universo.
Fa un certo effetto entrare dal grande cancello, prospicente l’ampio cortile d’ingresso di un fascinoso edifizio d’inizio secolo, così ricco di influenze da risulatre anche difficile da collocare: una villetta residenziale? una palazzina d’opifizio? Ma bello è, e la distanza dalla porta si fa breve, che guardandoti attorno vedi i mirabili grattaceli alti mille piani e fitti di luci gialle e verdi.
Una sala dal soffitto altissimo e soppalcato e una mano decisa ma soberrima per gli arredi: solo qualche sprazzo minimal e qualche amarcord, unico richiamo postindustriale la bella scansia di ferro nero per le molte interessanti bottiglie.
Grossi aerosol d’ironia nel menù, soprattutto nella terza di copertina con l’elenco delle “catgorie protette”, cioè quelle a rischio d’estinzione, per cui vengono proposti sconti. Ad esempio i neopapà in congedo parentale, o i pescatori alla mosca in attività.
Sgranocchiando un piattino di mondeghili di stretta osservanza, e piuttosto ben fatti, scorrerai la carta che brilla per varietà: dagli antipasti tradizionali a proposte di pesce d’acqua dolce; dei primi più prudenti come i rigatoni pomidoro e basilico al risotto alla milanese; ai piatti unici come il Bruscitt, il riso in cagnone o l’ossobuco. Dalla costoletta alla milanese (grande, grandissima, e fuori scala anche nel prezzo: 30 europei) al rognone trifolato, in ampia iconografia lombarda.
In degustazione “Identità golose” la mocetta di cervo e di capra della Valtellina, con burro e crostini, accompagnati da copiosi sottaceti.
Segue la famosa busecca alla milanese, servita in massima opulenza di verdure, e polpacciuta e ricca anche di formaggio, un piatto che varrebbe una cena per la vastità della satollanza e per la generosità della porzione. Invece seguono gli involtini di verza con purè, che soffrono di una eccessiva concordanza di intenti e di pulsioni con il piatto precendente, tanto di appoggiarsi notevolmente sull’appettito. Qualche sbavatura nella preparazione rende ancor meno fluida la cavalcata.
Zabaione al rabajà e offelle concludono un percorso saziante, eccessivamente rotondo e non sempre cristallino nei risultati, ma il conto (30eurini) riporta il sorriso al tavolo. Per scegliere quattro piatti alla carta ci vuole qualcosa in più, a seconda delle pietanze scelte dai 45 in su.
Bevi bene, anche benissimo, e puoi reperire etichette di grande pregio: a prezzi conseguenti.
Un indirizzo da segnare per una sera con gli amici o con la principessa, d’ampio orizzonte e addizione commestibile.
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![Trattoria Secchia, Concordia sulla Secchia MO [6.0]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/img-028-800x6003-150x150.jpg)
![Vite, Coriano RN [8.0]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_0201-178x98.jpg)
![Na Gradu Gostilna, Ljublijana SLO [6.8]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_5928-178x98.jpg)



comunque per quel prezzo a milano mi pare un bel mangiare. nessuna possibilità, che tu sappia, mettendoci un supplementino di un pezzo da 50 per avere il grande che ti fa la piu’ bella di tutte, quella che finisce con E’ ROSSO, direttamente al tavolo anche solo per un minuto?
temo non sia questione di vil danaro…
andare senza assagiare risotto nè costoletta è un imperdonabile peccato, ti toccherà tornarci!
La fortuna del Ratana’ e’ rappresentata dalla cucina (veramente valida, all’interno delle loro specificità’), ma il servizio e il direttore di sala sono un dramma. Approssimazione, arroganza per non dire villania mista ad una discreta dote di dilettantismo fanno si che quella che potrebbe essere un’ottima serata, si trasformi in un incubo. Va bene il successo e magari perdere un po’ la testa, ma comportarsi come ci e’ capitato di assistere e’ una vergogna. Piu’ di una persona mi ha confermato la stessa cosa. Non vorrei che finisse che un buon ristorante si rovinasse a causa del servizio e della gestione della sala.
Buonasera,
sono il villano in questione. Mi scuso preventivamente per la brutta serata, ma a questo punto, data la serietà delle rimostranze, chiederei di avere delucidazioni in merito. In particolare perchè proprio l’altroieri è successo un episodio così grave che, per la prima volta nei miei anni di lavoro, il comportamento inaccettabile di alcuni clienti mi ha costretto a chiedere loro di allontanarsi dal ristorante. Nel caso questa sua lamentela non avesse nulla a che fare, le chiedo cortesemente di concedermi la possibilità di chiarire il caso. In caso contrario sarò costretto a raccontare l’episodio in questione.
rispondo a Stefano: detta così pare una sterile calunnia. se vuoi argomentare Danilo è perfettamente in grado di rispondere, dare spiegazioni ed eventualmente dare la sua versione.
altrimenti la tua descrizione contrasta in modo diamentralmente opposto alla mia esperienza & conoscenza.
Ma che strano. Frequento il Ratanà abbastanza spesso, e se c’è una cosa che lo caratterizza a mio parere è sopra ogni altra la cortesia, la piacevolezza, l’allegria e disponibilità del servizio, un’aria di “casa accogliente”. Tutto tranne che un “incubo”. A questo si aggiunge una cantina scelta, costruita e raccontata con grande competenza.
Io ci vado, e so di non essere il solo a farlo, proprio per questi motivi ancor più che per cibarmi .
Se invece hai trascorso una serata particolarmente sfortunata, sarebbe interessante conoscerne i dettagli. Sono sicuro che il Ratanà è disposto a risponderti e dialogare.
Mi inserisco nel dibattito per spostare l’attenzione su altri particolari che ho potuto constatare di persona ieri sera. Cena tra amici, in un posto che ti da sulla carta le giuste aspettative di coniugare ambiente, buona cucina, buon bere e lo stare bene nel complesso.
Fuori pioveva e c’erano 10 gradi. Entriamo e ci accorgiamo subito che la bellissima sala non è riscaldata. La sorridente cameriera ci dice che avevano appena acceso e di avere un pò di pazienza. Replichiamo che un buon bicchiere di vino rosso ci aiuterà ad attendere il riscaldarsi dell’ambiente. Che non avviene. Perchè il riscaldamento la sera del 25 ottobre era spento. Per non rovinarci la serata abbiamo lasciato perdere. Qualcuno del gruppo avrebbe voluto andare ma lo abbiamo dissuaso.
Il vino ha veramente aiutato ed infatti la seconda bottiglia è arrivata subito. Abbiamo mangiato bene. Avremmo preferito degli antipasti più milanesi e meno di lago. I dolci erano un pò carenti di creatività ma la ridente (troppo) cameriera ci ha fatto intendere che sarebbero arrivati dei buoni biscotti con il caffè. Per carità. E’ arrivato un cestino con caramelline al latte e correnti biscottini rotti da dimenticare. Siamo passati ai superalcolici. Gli amici sono amatori di whisky e rum. Ma il direttore di sala (credo) ha visto bene di decantare la qualità di una grappa speciale (vero) giudicando un pò volgari gli altri distillati. Boh…
In conclusione (e mi scuso della lungaggine): un potenziale altissimo ma qualche aggiustamento di tiro va fatto sul menù e soprattutto sul personale un pò approssimativo e non specializzato. Un posto del genere merita altro. Va coordinato. Grazie