Civico 17, Osio Sotto BG [7.0]
Mentre uso raffinate tecniche di vogata sul volante della tedesca, mi guardo attorno le strette e contorte strade del contro di Osio. Alt, Osio Sotto. Ho cercato per ore cosa distinguesse Osio Sotto da Osio Sopra, oggi pare solo l’Autostrada A4. Non certo i sette/dieci metri di altitudine media dei due comuni limitrofi. Quindi il toponimo non spiega nulla, Fratello Gugol non spiega nulla: se non che i due Osio furono legati (ma non si sa come) per gran parte della loro storia (ma non si sa quanto). C’era la faccenda del salnitro, per cui varie fazioni si sbudellarono allegramente nel corso dei secoli attorno all’introduzione delle armi da fuoco. E di certo girare per le vie del centro non aiuta ad avere una visione panoramica. Se qualcuno ne sa di più, parli.
Nella angusta e pieghevole via s’apre l’indirizzo che fu della Lucanda: Marcella e Guido, due degli allievi di Luca Brasi, hanno intrecciato qui vita e professione. Di sopra alcune camere dai nomi pittoreschi, molto belle. Anche il locale è molto bello: niente apposizioni stentoree, niente proclami, più che altro buon gusto, e piuttosto ritirato. Ti piacerà.
Ti piaceranno i pani di tre tipi e i grissini, e ti piacerà scegliere da un carta saporitamente terragna anche quando affonda nel mare, o per meglio dire nei mari. Già l’appetizer apparentemente acqueo non dimentica un rimando inconfondibile: Gambero con kataifi e maionese con chiacchiere al nero di seppia. Avrai i bocconcini di kobe con salsa barbecue e patate, con l’apocalisse di morbidezza del manzo appena scottato, più normale l’intorno.
Tonno, sì c’è il tonno, prodotto in crosta di sesamo nero alla catalana con gelato al basilico: architettura perfetta con aeree corrispondenze tra aromi e sapori, la cipollina a sfrombolare elettricità. Ma il tonno, il tonno lo vorremmo vedere dimenticato. Ben fatto eh, ma è come suonare Imagine ad un ritrovo di compagni di classe diciamo che non è indispensabile.
I (gli) gnocchetti croccanti con sughetto di gamberi, zafferano e chips di guanciale. Delizia morbida fiammeggiata all’esterno, in gran presa tecnica; più appoggiata la salsa, localmente appannata. Quanto invece amerai le semplici candele mantecate al ragù d’anatra, che diventano invece la palestra d’ardimento per accoppiamenti vagamente esotici, idee agrodolci e caratteri a confronto. Pagherai volontieri la piccola sovrapposizione di sapori in cambio della sanguigna sincerità del piatto, schiettamente carnivoro.
Sensazionale il mezzo piccione arrosto con purea di sedano rapa e gelato di castagne, perfetto in cottura, formidabile in consistenza ed acchiappante all’occhio. Bella prova generale.
Dolci anche impegnativi, come la sfera di cioccolato con semifreddo al torroncino e pistacchio, o il muffin con la marmellata all’arancio e lo zabajone gratinato al Moscato d’Asti, molto ben realizzati, ma probabilmente sovrastati dall’esondazione di sapori precedente risultano più molli. Senza difetti, per dire, ma meno coinvolgenti.
Gran gusto per la piccola, servita in tegoline di porcellana, e l’ottimo caffè.
Servizio giovane e lesto, privo di sbavature: bene, che meno è meglio, e si può solo migliorare.
Bevi bene dalla piccola carta con etichette ricercate: e per stavolta spesso tra le mie cantine del cuore. Non vale, ma va detto.
Manca una Degustazione, ma alla carta te la caverai sui quattro piatti con poco più di un cinquanteca.
E Guido Arturo e Marcella Gritti fanno una cucina di carattere, di contrasti, ancora in cerca di un equilibrio teso e disincantato che non mancherà di irretire, a volte perplimere. Ma di certo mai indifferente.
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bene, l’aspettavo …
a osio sotto abita il mio capo … non sono note alle cronache altre ___importanti___ differenze a discriminarla con osio sopra
lo temevo. poi quando ci vai mi dici eh. che secondo me qui c’è dell’avvenire.
ciao bo!
seguendo il tuo consiglio siamo andati a provarlo: la steve ti ringrazia soprattutto per le cappesante e per gli gnocchetti!
ho invece apprezzato il tonno e la sfiziosissima tempura di verdure e pesce.
buona la sfera di cioccolato onnipresente nei dessert: più scelta non guasterebbe.
rilevata forse un certa tendenza a mettere un po’ troppo ma la panza approva. già che je frega a lei.
Sono felice, bello ri-vedertivi da queste parti!
daje!
invece quando passi dalle nostre di parti organizzamo una rimpatriata con la mafietta lombarda
… stato iersera … un po’ disappointing, il tuo 7.0 e’ corretto ma … ne diro’ qualche parola, ora sono ancora un po’ irritato :-(