DOC Lambrusco Reggiano – Mazzi e Tasselli [6.9]
Sans annee, come tradzione per il Lambrusco, il Reggiano bio di Rio Saliceto risente già dell’impronta basso-mantovana.
Scuro-nero di schiuma viola, lilla, velocissima a disperdersi, ma poi continua e insistente nell’effervescenza.
Pigmento fitto di parti in sospensione da Salamino, Manari e Ancellotta.
Naso non privo del suo spigolo rustico-cartaceo, trasuda poi un frutto polputo e zuccherino alla fragola e mirtilli, deciso.
Aggrappa un frizzìo rubicondo fin dall’attacco, poi c’è succo masticabile, c’è corrisposndenza con aggiunte abbondanti di prugna molto matura, anche cotta.
Sorso pieno, ha centro pesantemente abboccato come un stile: ma resta facile, straordinariamente bevibile.
E, attenzione, vale 3.98 europei sulla scaffale.
Molto buono.
![DOCG Barolo Tenuta Parà - Luigi Oddero 2004 [9.0]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/immagine-375-800x600-150x150.jpg)
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Mi gongolo un po’ per il fatto di avere semi-scoperto questo lambrusco proveniente da Rio (…dimenticato da Dio, dicevano i detti della Bassa).
Riccardo, il produttore, è di una semplicità sbalorditiva. Semplicità di approccio che riesce ad imprimere al suo vino.
Mi ha detto (in dialetto) “ho tollto la dicitura secco-semisecco etc.. perche’ tanto ogni anno cambia sempre”. Mi pare ovvio.
Infatti due anni fa era praticamente secco. Quello dell’anno scorso no.
Uno dei miei preferiti
bez
Bez hai anche altri e molti motivi per gongolare, ma questo è degno di una commenda.
E poi vedrai quando lanceremo “Lambruschismi”…
E infatti il mio me lo ricordo secco.
Ciao.davide