VDT Bianco “Aresco” – Cà de Noci 2006 [9.1]
Si chiama ‘vino da uve stramature bianco’. Moscato, malvasia e spergola, che deve stare a cuore parecchio al produttore pedecollinare.
Appassito per tre mesi poi passato in rovere per 12: milletrecento mezze bottiglie di questo nettare estremo.
Ha il colore del cognac di mezz’età, lo confonderesti non fosse per quella viscosità oleosa, da segnare il vetro con dislivelli.
Naso asciutto e non troppo generoso, in cui le albicocche secche introducono un viaggio misurato ma deciso verso la mineralità di una chiusura per nulla abbellita.
Strepitoso l’assaggio, di rara seduzione: dolce di uva passa, alcolico di acquavite, conserva una densa severità che non inclina mai la melenso, resta quasi in piedi tra l’alcool e lo zucchero in una complessità che comprende e travalica gli aromi.
Scalda, e conserva il gusto per varie eternità.
![IGT Maremma Toscana Bianco “Biancamara” – Pieve Vecchia 2009 [6.9]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/biancamara-maremma-toscana-pieve-vecchia-20091-178x98.jpg)
![AOC Auxey-Duresses 1er Cru “Les Grand Champs” – Prunier-Damy 2002 [7.8]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/auxey-duresses-les-grand-champ-prunier-damy-800x600-178x98.jpg)
![VSQ Metodo Classico Brut - I Calanchi s.a. [6.5]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/i-calanchi-metodo-classico-brut-178x98.jpg)



…. Naso asciutto e non troppo generoso, in cui le albicocche secche introducono un viaggio misurato ma deciso verso la mineralità di una chiusura per nulla abbellita…..
chapeau!
Per la serie:”prima provare, poi parlare”…
M’è sembrato un po’ stretto, il voto…