VDT Bianco “Aresco” – Cà de Noci 2006 [9.1]
Si chiama ‘vino da uve stramature bianco’. Moscato, malvasia e spergola, che deve stare a cuore parecchio al produttore pedecollinare.
Appassito per tre mesi poi passato in rovere per 12: milletrecento mezze bottiglie di questo nettare estremo.
Ha il colore del cognac di mezz’età, lo confonderesti non fosse per quella viscosità oleosa, da segnare il vetro con dislivelli.
Naso asciutto e non troppo generoso, in cui le albicocche secche introducono un viaggio misurato ma deciso verso la mineralità di una chiusura per nulla abbellita.
Strepitoso l’assaggio, di rara seduzione: dolce di uva passa, alcolico di acquavite, conserva una densa severità che non inclina mai la melenso, resta quasi in piedi tra l’alcool e lo zucchero in una complessità che comprende e travalica gli aromi.
Scalda, e conserva il gusto per varie eternità.


…. Naso asciutto e non troppo generoso, in cui le albicocche secche introducono un viaggio misurato ma deciso verso la mineralità di una chiusura per nulla abbellita…..
chapeau!
Per la serie:”prima provare, poi parlare”…
M’è sembrato un po’ stretto, il voto…