L’olivo del Lago, Rivalta RE [5.0]

 

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Era un primo maggio o un fine scuola della mia principessa piccola, che mi trascinò all’abominevole gara di pesca sportiva alla trota nel laghetto. La pesca è una delle due o tre materie in cui non ho una preparazione enciclopedica, ed andai con certezze: di fare una figura di palta. Genitori pescatori arrivarono con attrezzature olimpioniche, e abboccavano cavedani al ritmo di uno ogni sei minuti: da me nessun mangiava. Devo dire che quando vedo gli appassionati di pesca provo sempre un moto di compassione, perchè mi vien sempre in mente la femmina di pescatore abbandonata la mattina presto per catafottersi sui campi di gara all’ultimo avannotto. E’ più forte di me, ma il pescatore che mi si palesa davanti mi vien di vederlo con dieci dodici palchi appesi alle tempie, in labirintico materiale osseo.
Ebbene, io e la mia principessina piccola agganciammo una trota, i migliori trentatrè. Ma ad un certo punto vidi la canna presa in prestito flettersi in modo sconsiderato, e pian piano tirai a riva una specie di capodoglio. I professionali si apparecchiarono con i retini: distinsi una carpa colossale appesa al mio amo. Il lago esplose in una ovazione. A nulla vale che i responsabili del laghetto si precipitarono e farfugliando qualcosa sulle carpe in epoca di riproduzione mi sottrassero la formidabile preda, ne fui deprivato, e fesso.
Traumatizzato dall’episodio, ho avuto difficoltà ad associare l’Olivo del Lago ad una esperienza gastronomica. Poi una sera d’ottobre, complice una serata di pioggia da morire, arrivo a varcare la soglia dell’ampio locale al piano zero del condominio. S’è fatto di tutto per rendere stilish il grosso stanzone dopolavoristico, e con qualche successo. Un separè per pochi intimi, e uno stanzone con il soffitto di mille metri, temibile.
Al tavolo giunge il menù di Leonardo Malagrinò, cuoco – dice – di lunga esperienza all’estero, anche in tavole prestigiose & stellate: vastissimo, con piatti di mare di terra e di griglia. C’è il burrino “aglio e tartufo” in compagnia di un pane servito in una cestino di aspetto molto cool ma ahimè, anonimo. Il benvenuto dello chef è una crema di zucchine con il crostino e una pralinata tartufata con scaglia di tartufo.
Scegli una zuppa di cipolle alla parigina (quella con il crostone e il groviera) in cui brillerà un sottotraccia denso e felpato, ricco di sensazioni simulate come di brodi e di ristretti di sintesi. Molto fransè l’idea di metterla tra gli antipasti.
Il carpaccio di foie gras – porzione colossale – cerca anche una sua verticalità, ma risulta un po’ obliquo, mentre i tagliolini con ricci e bottarga di tonno sono un confuso mantecato con nuvole di bottarga a perdere e senza un percorso identificabile.
Giunge al tavolo il petto di fagiano con castagne: privo di fagianità al punto di dubitare della specie del volatile. Nel vasto piatto inserzioni piuttosto velleitarie e nemmeno troppo convincenti, come le castagne – che sono secche rinvenute e non fresche come t’immagini d’autunno -  e le patate al forno, che paiono ripassate.
Ai dolci ti vien di rinunciare.
Lo chef ci mette del suo, e mi pare con tanta buona volontà: i risultati sono però sfocati, i sapori annebbiati e le aggiunte ai piatti spesso suonano come orpelli un po’ paracadutati più che come completamenti della pietanza.
Al tavolo hai attenzione e solerzia, attrezzatura di pregio e una carta dei vini incentrata su rassicuranti referenze commerciali a prezzi correnti. Il conto veleggia sui 40, 50 euri, 46 per la Degustazione.

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19.12.2011 Ben informati mi riferiscono che il locale attualmente ha sospeso l’attività

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16 commenti

  1. Francorugby scrive:

    Il racconto della pescata è bellissimo! Complimenti.

  2. Jurgse scrive:

    Alloro non capisci niente di una buona cucina!!! Olivo dei laghi e lo chef Leonardo Malagrinò propogono una cucina per i buon-gustai, per me e per tante persone che conosco!

  3. stefano scrive:

    Eh, caro Caffarri, una giornata storta può capitare a tutti, evidentemente è capitata anche a lei…Forse mal disposto dalla pessima prestazione con amo e lenza, lei ha maltrattato quello che, a modesto parere di chi scrive, è nettamente uno dei migliori ristoranti di Reggio e provincia. Lei dà 7 e rotti a una pizzeria e 5 all’Olivo dei Laghi, e così dicendo abbiamo detto tutto. Diversamente da quello che scrive lei, a chi ama la cucina creativa e non vuole essere costretto a trasferte fuori provincia consiglio vivamente di provare la cucina dell’Olivo dei Laghi. L’Olivo dei Laghi è una ventata di aria fresca nel panorama grigio e anonimo della ristorazione reggiana.

    • Ah, probabilissimo.
      Consiglio anche io di provarlo, e magari di venire qui a raccontarlo. Mi farebbe felicissimo sapere di avere preso un granchio…

      PS.: la giornata di pesca era un primo di maggio.

      • Paolo scrive:

        E’ capitato anche a me di finire (per sbaglio) al ristorante OLIVO dei LAGHI ma alla fine della cena non mi sono affatto rammaricato di avere sbagliato strada. Ho provato ad assaggiare dei piatti che sia a casa mia sia in altri ristoranti reggiani non avrei mai potuto degustare : se al momento della scelta ero molto perplesso, alla fine del pasto ero molto soddisfatto.

        p.s.: non sono un critico di cucina e quindi le mie valutazioni possono risultare superficiali e/o inadeguate ma tanto vi dovevo

  4. Salvatore scrive:

    Caro Caffari,anche io ho avuto il piacere di assaggiare la cucina dell’Olivo dei Laghi e,leggendo la critica da lei fatta sulla cucina proposta dallo chef Malagrinò, ho pensato che forse lei ha sbagliato ristorante vista la sua “tragica” esperienza che a parer mio e di molte persone che hanno visitato il locale e assaporato la cucina, non sembra possibile…. All’Olivo dei Laghi ho trovato la migliore qualità sui prodotti dal pesce alla carne fino ad una carta dei dolci che racchiude prelibatezze mai trovate in altri locali della zona, se non fuori dal confine reggiano… chiudo dicendo solo che un critico di cucina-come lei dice di essere- dovrebbe almeno saper distinguere un petto di fagiano da un’altro tipo di carne… Ma a quanto pare lei non è poi tanto esperto visto anche le critiche riportate alla carta dei vini che contiene vini da lei definiti “commerciali” e che io trovo molto subdula e falsa……Consiglio a tutti gli amanti della buona cucina di visitare l’Olivo dei Laghi… Nessuno rimarrà deluso..

    • Albe scrive:

      Le persone che la mettono sul personale mi fanno tanto sorridere.

      • luciano scrive:

        Condivido. Sembra quasi uno spot “aziendale”.
        Caf, com’è che tutti pensano che tu sia un critico di cucina quando dalla tua bocca non è mai uscita tale definizione??
        Io cambierei il nome del tuo blog: “Appunti di gola di un critico non critico che critica” :-))

    • E dove sarebbe che dico di essere un critico di cucina? vado, mangio, pago, racconto. Il critico è un mestiere e non è il mio.
      Assolutamente legittimo non essere d’accordo, anche se sarebbe carino leggere quello che c’è scritto. Dubitare significa dubitare e null’altro.

      Sulla lista dei vini: commerciali non è un aggettivo dispregiativo, ma un aggettivo di genere. Significa che ci sono etichette conosciute.

      • bucanero scrive:

        Ma ti sarà capitato, a scuola, la richiesta del prof di turno:” bene Stefano, abbiamo letto questo brano, cosa hai capito?”
        Ecco, credo che il problema sia sempre quello:saper leggere è difficile, molto difficile…

  5. Mary scrive:

    Ciao Dott. Caffarri sono stata al Maistess, molto carino si mangia molto bene e sono tutti molto disponibili…ma non avevo dubbi. Invece non andare a sentire Diana Krall… ciao nè!

  6. mery scrive:

    olivo dei laghi, buono lo stuzzichino di benvenuto, buoni ed equilibrati gli antipasti di pesce, ottimi anche i secondi piatti di pese i dolci così così , a mio parere potrebbero essere migliorati.
    Arredamento semplice essenziale e di classe, nel complesso il mio voto è buono .
    Da non sottovalutare l’ottimo rapporto qualità prezzo .

  7. francesco scrive:

    bella presentazione dei piatti, a discapito però del contenuto: ovvero mancano di sapore e a volte paiono essere mescolati gli ingredienti un po a caso.
    Un po lenti nel servizio.

  8. francesco scrive:

    P.S: a mia moglie è abbastanza piaciuto……

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