Frammenti
Frammenti, raccolti tra le pieghe di tre o quattromila giorni: senzo troppo ordine, alla rinfusa.
Raccolti tra ore e chilometri, notti e aerei, fiammiferi e mele cotte. Frammenti spesso sfatti di stanchezza, d’occhi pieni di luci artificiali e abbaglianti infilati sotto l’iride.
Frammenti.
[clicca sulla copertina per il download]

![Mattias, Livigno SO [8.6] Mattias, Livigno SO [8.6]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/mattias-025-800x600-150x150.jpg)

![IGT Maremma Toscana Bianco “San Martino” – La Busattina2007 [7.2] IGT Maremma Toscana Bianco “San Martino” – La Busattina2007 [7.2]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/la-busattina-san-martino-2007-150x150.jpg)






Credevo fossi diluvio.
Credevo fossi un evento straordinario, e invece.
Invece no. Non sei una cosa enormemente banale come acqua
che scende stolida dal cielo per quaranta giorni, tutti i giorni tutto il giorno.
Perché tu sei qualcosa di molto più eccezionale.
Tu sei marea, che avvinghia i mondi gonfiandone gli equatori.
Che muove oceani, e plasma continenti.
Tu sei marea, che torna.
Sempre.
:-)
ma ti occorreva l’ausilio di un revisore di tua fiducia, uno che potesse accorciarti parole e metrica, dacché così…
Credevo fossi diluvio. Credevo fossi un evento straordinario; e invece.
Invece no, non sei una cosa così enormemente banale, acqua che scende stolidamente dal cielo, per quaranta giorni, tutti i giorni, tutto il giorno.
Perché tu sei qualcosa di molto più eccezionale. Tu sei marea: che avvinghia i mondi, gonfiandone gli equatori.
Che muove oceani, e plasma continenti.
Tu sei marea, che torna.
Sempre.
…
è poco sexy, da leggere (e il sesso vende)
da un lato, gentile lettore, è facile essere d’accordo sul qeull’acapo formale, ma anche un po calligrafico.
dall’altra temo che sia di nullo interesse per lo scriba l’essere sexy, nè tampoco il vendere.
e, sì, del revisore ho tanto bisogno…
;-)
:-))))
ti occorreva a suo tempo, testone!
Qualcuno perse tempo a leggere quelle parole, qualche manoscritto finì sul tavolo di qualche editore e da lì direttamente nell’archivio verticale: il cestino, il miglior amico dell’uomo.
“Ti presenti a quest’ora, ma non hai cuore di
divellere il tuo cuore e cucinarlo alla Stroganoff”
:)
e d’altronde si sa, non lesinano perigli le onde di parole, più di quelle del mare
“Guarda a terra, centimetro per centimetro.
Eppure è dall’azzuro cielo che cadrà la prossima
tegola”
nè mai si vide un verbitonsore prima d’ora…
Ecco cosa resta, in fondo al nulla
di un tunnel luminato di mezzanotti meccano-grafiche:
cartine digitali che dicono *resta ancora tanta strada* da fare
km 109, cartelli fluorescenti
e pezzi di tabacco forte, incastrati tra le labbra.
Nicotina a tenerlo sveglio. Ma ben conciata.
Un tunnel giallo, che porta nelle budella del nulla.
8-)
(la poesia non è di chi la scrive, è di chi gli serve)
Ecco cosa resta, in fondo al nulla
di un tunnel luminato di mezzanotti meccano-grafiche:
cartine digitali che dicono *resta ancora tanta strada*
km 109, cartelli fluorescenti
e pezzi di tabacco forte, incastrati tra le labbra.
Nicotina a tenerlo sveglio. Ma ben conciata.
Un tunnel giallo, che porta nelle budella del nulla.
(niente *da fare*, meglio senza)
Non c’è mai felicità in un bicchiere vuoto.
Non c’è felicità nel sapere abbastanza
da non sapere abbastanza.
:-)
il senso è bello: se c’è poco sai tutto però sai poco… oppure il senso è un altro?
Non c’è mai felicità in un bicchiere *vuotato*
Non c’è felicità nel sapere abbastanza
da non sapere abbastanza
Il senso è che solo chi ha un po’ di talento soffre il dolore di non averne abbastanza…
non vedo sufficiente correlazione tra il primo verso e gli altri due: il bicchiere è una metafora che andrebbe spiegata meglio, soltanto qualche parola in più.
Sai, trovo abbastanza mortificante spiegare con parole altre parole. Come quando provi a spiegare una barzelletta che nessuno ha riso: se non fa ridere, meglio incassare il fallimento e passare avanti.
Gli unici di cui ci si poteva veramente fidare erano loro due, Alex e GambadiRagno. Alex teneva insieme la banda, ogni giorno rinnovava il nostro interesse con le sue idee, le sue trovate. Eravamo sicuri, ogni volta, che ci avrebbe detto qualcosa di nuovo. Però Alex, da solo, non se la sarebbe cavata: le sue idee erano belle, ma per volerle fare più belle (perché lui non poteva farne a meno) finiva sempre col mettersi in imprese tecnicamente impossibili, come costruire scafandri o macchine per volare.
Perciò GambadiRagno gli stava ben vicino. Lui le cose le sapeva fare; non aveva molte idee ma sapeva subito, se una cosa era possibile o no. Non parlava mai molto, però alla fine le cose che faceva lui – fossero tirasassi, archi, canne da pesca, cerbottane, scalette di corda, zufoli – erano le meglio fatte, le più precise. Le idee meravigliose di Alex, dopo che le aveva ascoltate Gambadiragno diventavano più piccole, ma si era sicuri che si potevano realizzare. (da Ragazzi di una banda senza nome)
Cose se fossero spiagge bianchissime,
a ricevere plotoncini di bottiglie piene di messaggi…
s’aggira torno torno cercandone alcune, almeno poche,
almeno una che portasse ben arrotolati consigli per gli acquisti:
un dentifricio al fluoro, un coadiuvante per la digestione,
uno yogurt affollato di lattobacilli.
Un telegramma di congratulazioni, la copia fotostatica della tassa di circolazione.
Scrupoloso, attende quelle pergamene color del mai.
…
per oggi basta,
attendi le mie impressioni generali arrotolate via mail
tanto tempo fa mi spiegarono che chi legge ha due possibilità:
- o legge e si diverte
- o legge e si annoia
nel primo caso il fortunato lettore gode
nel secondo caso chiude il libro e/o lo regala, e/o lo cestina, e/o lo affida alla polvere
Perchè, di grazia, revisionare le bozze se qui siamo davanti a un libro già edito e di correttori di bozze non ne abbiamo ormai più necessità?
Perchè se qualcuno come Caffarri è bravo qualchealtro deve mostrare muscoli per dire che è anche più bravo.
Forse chiunque parlerebbe di emozioni analoghe a modo suo, ma Caffarri lo fa così. E come accade per Dante o Montale, o si ama o si odia.
Io lo amo…il libro di Caffarri, si intente. E lo ringrazio, perchè trovo il suo universo poetico perfetto e struggente.
Giorgio, semplice impiegato di un catasto qualsiasi senza presunzione alcuna di fare il letterato.
Mi succede, a volte, di abbandonarmi alla lettura: tutto viene messo in letargo, non ho coscienza di nulla tranne che di quello che leggo.
Sono solo gli occhi che hanno il potere di dire basta, magari dopo 200 pagine o un appuntamento dimenticato.
Quindi niente sorpresa se in un fiat sono arrivata a pagina 98, ma i conti non tornano.
Che bello, ciò vuol dire che ci sono altri frammenti da qualche altra parte, scritti. E forse avrò la fortuna di leggerli.
Grazie :)
v.
Buongiorno Scribapocosexy ,
su suggerimento di Astime sono approdata ai tuoi Frammenti. Grazie per averli offerti in condivisine. In altre occasioni sono passata dal tuo blog dove leggo cosebuoneditalia e sospiro… solo all’immaginazione concedo di sfrenarsi mentre rinvio a misure più consone il piacere degli assaggi. Di nuovo grazie, ora mi leggo i Frammenti. Ciaomaf
ohilà maf, ben atterrata qui e buon viaggio là.