Sud Ristorante, Quarto NA [8.0]

 

Marianna Vitale

A Pozzuoli – o meglio, ai Campi Flegrei, sono stato la prima volta a sei anni. Ricordo l’afrore dello zolfo e la “guida” di turno, che faceva vedere ai turisti l’uovo cuocere sotto la sabbia.
A Pozzuoli – o meglio, sul cavalcavia che sovrasta quell’Averno – sono stato l’ultima volta una sera d’estate, il sole al tramonto e un pezzo pesantissimo a volume tellurico: Roots, dei Sepultura. Finestrini aperti e l’aria fresca a stirare sulla faccia l’espressione incredula per quelle miriadi stipate a numero di diecimila per chilometro quadro, a guardare gli autotreni passare a tre metri dalla finestra della cucina.
Quando l’amico fresco di conio – e poi dicono che internet non serve a nulla – mi suggerisce di andare a Quarto, a provare il “Sud” che qualcuno ne sta parlando, e bene, io sono un po’ perplesso. A Quarto ci sono i casermoni, i viadotti, i pasto-prezzo-fisso-sei-e-cinquanta, mica la Grande Cucina.
Il viottolo da imboccare non è del tutto rassicurante: un anfratto nella conurbazione soprastante. Ma il ristorante spicca come un fiore nel cemento, sobrio ed elegante nelle sfumature di bianco. E bello pure: studiato e preparato per assicurare agli ospiti vivibilità, comodità, e qualche frammento di poesia, come le fotografie in BN alle pareti.
Al tavolo leggi la Minuta delle Vivande strabiliando. Per le generalità delle pietanze proposte, e per i numerini scritti nella colonna a destra. Sette, otto, dieci euri a “Pezzo”, e il miracoloso Menù a 38 35. Lo riscrivo: trentotto trentacinque euri, sette piatti. Non puoi che soccombere alla gola.
Al tavolo Pino Esposito a maneggiare le bottiglie, la prima sorpresa della serata: cantina contenuta ma di grande qualità, cartellini incoraggianti. Ai piatti Stefania, l’altra sorpresa: per tutta la sera racconterà i piatti con l’esattezza di un endecasillabo, con la stessa stupefatta espressione che avrebbe declamando una poesia inedita di Garcia Lorca appena ritrovata. Ecco dunque una zuppetta di telline con ricotta e peperoncino, uno stuzzichino leggero e preciso. Appena prima della stratificazione di Fresella: una composizione di bella verticalità, solo in apparenza semplice, basata sul tonno, ma che acquista levità e finezza nella giustapposizione delle fragranze e delle mollezze.
Ma il tempo della terza e definitiva sorpresa è vicino: quando atterra sul tavolo la zuppetta di cozze piccanti. Intensa, penetrante, spinge *in fuori* il gambero crudo in tutta la sua dolcezza a sfida del sale e del pimento. Senza ulteriore indugio ecco il capolavorino della serata, un piatto che è una pagina di storia: gli spaghetti con le zucchine, alici e 4 pecorini. Appena bruciate su di un lato, accolgono gli ingredienti per abbracciare inestricabilmente la crema di pezzottella di Torca – una referenza rara delle parti di Marina del Cantone – e formare un boccone davvero inebriante.
Si prende una pausa lo stupore con le tagliatelle baccalà mozzarella e noci, piatto ricco assai ma reo di un fallo di confusione, con gli ingredienti quasi ad elidersi e una cottura fin troppo estrema.  Ma passi, che segue la frittura cristallina e mai ossea dell’arancino con verza, salsa di versa e pomidoro secchi. Cuore perfettamente au point, e qualche acciaccatura di marginale importanza per un piatto che diverte e altrimenti convince. Così come convince, e seduce, il maialino con le papaccelle e tre salse: all’aglio, alle olive, ancora alle papaccelle, sorta di peperoni accartocciati molto saporosi. Letteralmente: strabiliante la qualità della carne, impalpabile, che da sola si fa attore e protagonista del racconto nel piatto. La cottura è quella che vorresti sempre, l’uso del sale è sapiente, la successione delle espressioni è azzeccata.
Particolarmente intriganti le dolcezze: la freschezza eterea del bicchierino d’asprinio d’aversa con la percoca; una siderale crostatina con cuore caldo di meringa, marmellata e cioccolato, di cui ti sarà difficile esprimere le sfumature dai toni gravi a quelli acuti, semplicemente stordente; un’ottima panna cotta al basilico con gazpacho d’anguria, una mossa di tic-tac-toe direttamente sulla diafana rete del trapezio. Buono il morbido con ricotta e fichi, buona la piccola pasticceria, buono anche il caffè…
Esce la cuoca dalla sua bella cucina a vista, regalando sorrisi timidi, ma solo un’idea del carattere fermo e volitivo l’avrai dai lampi delle occhiate tutt’attorno.
Accorrete gente, abbiamo posto.

Sud Ristorante | L'appetizer Sud Ristorante | STratificazione di Fresella Sud Ristorante | Zuppa di cozze
Sud Ristorante | Spaghetti agli zucchini Sud Ristorante | Tagliatelle con il baccalà Sud Ristorante | Arancino
Sud Ristorante | Maialino e papaccelle Sud Ristorante | Percoca e Asprinio Sud Ristorante | Panna cotta e gazpacho d'anguria
Sud Ristorante | Morbido Sud Ristorante | Piccola Sud Ristorante | Pane

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14 commenti

  1. bucanero scrive:

    mi sembra di ricordare che i piatti fossero 6; mia moglie era già in difficoltà al 4° :)
    Comunque, approfitto per ringraziare Cortese e te: amo le cucine con margine, e Sud è di sicuro una di queste.

    • sei più dolce: più appetizer, più predesert, più piccola pasticceria. senò già mi sono preso una strigliata che avevo sbagliato il prezzo…

      • bucanero scrive:

        no, aspe’, ho avuto un lampo(senilità allo stato puro la mia) :2 antipasti, 2 primi, 1 secondo, 1 dolce + apetizer, predessert, piccola pasticceria e prosecco di benvenuto.
        Poi è opportuno ricordare 35 europei servizio e coperto included…

        • Maurizio Cortese scrive:

          E che c’è voluto :-) ! Bella realtà il “Sud”. Volevo tornarci ieri a pranzo ed erano al completo. Buon segno. Alcuni amici che ci sono stati dopo la nostra visita mi hanno ringraziato per la segnalazione.

          P.S. Bucanero, che piacere ritrovarti!

  2. allocca scrive:

    COMPLIMENTI DI TUTTO VERAMENTE BUONI PIATTI -IL VOSTRO FORTE E CHE LO FATE CON IL CUORE A PRESTO

  3. paolo scrive:

    Ambiente elegante e asettico.
    Servizio praticamente perfetto
    Stucchevole la ripetuta descrizione delle vivande (anche del pane!)
    Aspetto delle portate buono.
    Sapori latitanti.
    Porzioni semplicemente ridicole.

    Una serata in un ristorante “nouvelle cuisine”, non è una visita ad una galleria d’arte.

    • Paolo, il ristorante SUD c’entra con la “nouvelle cuisine” come io c’entro con il balletto classico al Bolscioi.

      Semplicemente tu hai un approccio alla ristorazione che è molto lontano: da quello di questo locale e francamente anche dal mio. una serata al ristorante può essere per certi versi paragonata ad una visita ad una galleria d’arte. se non provi a vederla da un punto di vista differente da “porzioni semplicemnete ridicole” ti perdi qualcosa temo. io ad esempio le trovo generose.

      • paolo scrive:

        Buon per te, ma un “agnello con patate e piselli” ridotto ad un cubetto di carne di 2 cm. di lato è semplicemente una indecenza. E tieni presente che io mangio pochissimo!
        Mi piacerebbe inviarti la recensione che pubblicherò su TripAdvisor.

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