Il vino, il marketing e l’eufonia
Parlate con un audiofilo: vi dirà cose incredibili. Nel senso di Non Credibili, tipo che un apparecchio si sente meglio con i cavi montati in un verso piuttosto che nell’altro. Più o meno l’effetto Bicchiere: un Grande Vecchio è molto meglio in un Grande Bicchiere… anche se i professionisti dell’assaggio usano le bicchierelle con lo stelo uguali per tutti.
Studi serissimi dicono che – per certo – il vino più costoso risulta anche più buono: e che l’acquirente di un prodotto di una data importante cantina si sentirà più gratificato della presenza di detta bottiglia “prestigiosa” sul suo desco. Assai più che del miglior prodotto al miglior prezzo ma conosciuto a me, a Vittorio Rusinà e ad altri tre cercatori d’oro.
Va da sè che l’etichetta, come ci insegna il Maestro Antonio Tomacelli, non ha importanza secondaria.
Io stesso, lo ammetto con candore, sono rimasto impressionato dal bellissimo packaging di Al-Cantàra: bottiglie incartonate con un bel cartone bordò una per una, forma affusolata dei contenitori, etichette bellissime. Una delle combinazioni più belle che abbia avuto a vedere negli ultimi anni. Ora assaggeremo, ma il primo pensiero che ho avuto è stato: Questo vino non può non essere buono.
| Le Etichette |
| Grecanico Gewurztraminer |
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| Nerello Mascalese Nero D’avola |
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| Cabernet Sauvignon |
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| Gewurztraminer Moscato |
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| Carricante |
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| Nerello Mascalese Nerello Cappuccio |









etichette bellissime per una cantina che non conosco, attendo tua degustazione e incrocio le dita perchè anche a me verrebbe da pensare “non può non essere buono…”
ti ringrazio per avermi inserito nel gruppo dei “cercatori d’oro”, dopo anni di studi e viaggi per vigne rimango ancor oggi stupito di fronte a produttori tipo Camillo Donati che sanno offrire una barbera bio a rifermentazione naturale in bottiglia a euro 3,90 franco cantina, una barbera buonissima, una vera provocazione.
Piuttosto bene fatte le etichette, si sa chi le ha fatte? Mi interessa, non si sa mai.
Mi risulta: Alfredo Guglielmino. Però è più complesso, perchè Guglielmino fa parte con altri due Maestri d’Arte del progetto “Cartura”: il nome è la sintesi di Carta e Spazzatura, con cui in una Bottega a Catania realizzano composizione a tre e due dimensioni.
Interessantissimo il connubio tra poesia, vino e arti visive.
Mi scuso anticipatamente con l’Azienda e/o con l’Autore nel caso avessi fornito informazioni inesatte o incomplete: anzi li invito a partecipare con contributi di prima mano.
Salve a tutti.
Per rispndere al vostro dubbio;
si il realizzatore delle etichette e di tutto il packaging figurativo, lo cura Alfredo Guglielmino.
Alfredo, a prescindere la sua così grande bravura, è riuscito ad esprimere perfettamente l’ntento del Patron Dott. Giuffrida, quindi esprimendo tramite le etichette l’unione di vino e poesia.
Grazie a tutti per i commenti lasciati.
Resto a vostra completa disposizione.
una delle cose piu’ difficili, farsi fare le etichette, perche’ a prescindere dalla bravura del grafico o dell’artista, bisogna che abbiano affinita’ con chi produce il prodotto. Se questo avviene allora e’ il massimo, e in questo caso mi pare sia cosi.