La Cucina della Festa, da Nicola Cavallaro

 

Cernia al Cartoccio

“Che si fa domenica?”. Forse per risposta alla diffusione del “brunch”, che non ci appartiene né per cultura né per tradizione, forse per un recupero della memoria, forse per una vena di nostalgia per la *tavola del dì di festa*, da fine settembre ecco la proposta del “Pranzo della Domenica”: un menù per tutta la famiglia proprio alle porte del centro città. Con l’idea di dare forza e sostanza al progetto di un ristorante che sia anche un luogo e un appuntamento, specialmente nel giorno che da sempre è occasione di piacevole incontro con famiglia ed amici, abbiamo spostato il nostro giorno di chiusura al lunedì, per poter offrire la domenica a pranzo un menù attualissimo ma ricco di riferimenti ai piatti del più recente passato. E così in tavola i polli della corte, i bolliti, le lasagne e gli gnocchi, i cannelloni; ma anche pesci al cartoccio e guarnizioni.
Una buona occasione per aggiornare la formula della nostra proposta, semplice e chiara: 38 euro per la degustazione che cambia ogni settimana, coperto acqua e caffè inclusi.
Un’occasione per trasformare una domenica qualsiasi in un momento speciale, con la nostra cura per le materie prime d’eccellenza, una cucina pensata in ogni particolare e un servizio ricercato nei dettagli, ma con una formula alla portata di tutti. E se la domenica è “pranzo in famiglia”, i bambini fino a 8 anni non pagano.

Tutte le domeniche a partire dal 27 settembre 2009

Due rivoluzioncine a casa del vulcanico chef-patron del San Cristoforo a Milano.
La prima è l’invenzione della Domenica a Pranzo: una tradizione uccisa – quasi estinta – dal frenetico ritmo della vita moderna e dal crescente disamore per la cucina cucinata in casa. Delle due l’una: un bel pranzo al ristorante per tutta la famiglia.
La seconda è il trattamento cosmetico-finanziario dell’addizione: alla francese, un prezzo chiaro e privo di add-on inattesi. Fazzabù mi aveva dato occasione di manifestare il mio apprezzamento per le Carte tout-compris che si trovano Oltralpe anche in ristoranti di alto e altissimo livello. Lo chef ha mugugnato un po’, poi ha preso la decisione: coperto, acqua e caffè inclusi. Io da quaggiù applaudo spellandomi le mani*.
Ecco il primo Menù per il Pranzo della Domenica

Culatello di Ongina piacentina selezione Carretti con burro di affioramento e sott’aceti
Tagliatelle al ragu di Fassona piemontese
Pollo Passerino selezione Viustino patate al forno e misticanza
Tiramisu

*Cavallaro non è l’unico a non applicare il coperto, ma – a mia conoscenza – è il primo a includere anche l’acqua e il caffè.

Immagine: per gentile concessione di Nicola Cavallaro

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2 commenti

  1. chrysia scrive:

    foto epocale

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