DOC Morellino di Scansano “Barbicato” – Alberese 2005 [7.9]
La Vigna Barbicato è quanto si possa immaginare di più lontano da Scansano: la zona del Morellino è sterminata, e dà origine a prodotti affatto differenti. Per arrivare qui da Scansano bisogna scendere la discesa – quasi una caduta libera – dell’Aione, passare il borgo di Montiano e scendere tra le praterie di viti di Cupi. Attraversare il brutto taglio dell’Aurelia e fare ancora un po’ di strada nella piana alluvionale dietro ai monti dell’Uccellina; oppure scendere i 20km dalla Statale del Monte Amiata per Magliano e farne altrettanti per raggiungere i litorale. Eppure anche qui è Morellino.
Protetta dal cento vento di mare dal cordone montuoso, nella spianata in cui sono ancora vivi i segni della bonifica, propsera prospera a Vigna. Questo cru è rubino appena più virato al granato, diventa progressivamente più nero nel cuore. Severo al naso, apre con buona insistenza di frutto – richiamerai la cililegia, la mora, il lampone – e belle note maschili, il tabacco. Intenso anche all’uscitaprelude ad un assaggio virile, robusto d’attacco e muscoloso, quasi tagliente nella progressione. Sul fondo appena sovrestratto ha succo bruciante e polpa zuccherina, quando verso il termine la potente vena alcoolica incontra una bella acidità residua. Non manca di una vena di piacioneria, ma resta un bel bicchiere, e ben bevibile.


siamo vicini di casa con l’azienda regionale di alberese. Eggia’, e’ un vino pubblico, fatto dal contribuente (specialmente se siete toscani). Almeno e’ buono, e non e’ poco.
per la verità non è nemmeno tanto a buon mercato: non so che tipo di bilanci abbiano e quanto costi, appunto, al contribuente questa struttura con fior di consulenti, ma le bottiglie valgono.
La vigna propspera: dicesi di uve tendenti alla rifermentazione in pianta con evidente onomatopeico scoppiettar d’acini prima della vendemmia. Fenomeno che alcuni -ma l’ipotesi non ha trovato conferma scientifica- attribuiscono alla assenza di cento marino, fattore che impedirebbe il corretto bilanciamento termico del grappolo.
L’assonanza tra i due fenomeni ha fatto sì che i viticoltori alberesi abbiano nominato puzzette le flatulenze dei propri pargoli, definizione che si è successivamente ampiamente diffusa anche in altre aree della Penisola.
Propsera e cento davano il senso al mio giocoso commento, che “aggiustato” perde senso, sapore e gusto.
Orcocàn, ho visto la pagliuzza e ignorato il travicello. Me ne dolgo assai.
Guarda quà che bella bottiglia mi hanno regalato, fa il mio amico, stasera ce la beviamo. Cena, si stappa, si assaggia….delusione, e grossa.
Il vino è decisamente cattivo, tanto che ognuno dei presenti assaggia e passa ad altro. Etichette molto meno blasonate (e meno costose) gli sono state preferite.
Ho indagato, per il 2005 si va sui 25-30 euro. Non ne vale 10
Esperienza diversa, ad evidentiam. Magari una bottiglia mal conservata? a me non era dispiaciuto, niente affatto. E in negozio l’avevo pagato attorno ai 10, se la memoria non m’inganna.