Wi-fu 5 | Marta Valentini dell’Enoteca La Mia Cantina a Padova
Dopo la pausa estiva riprende la serie di appuntamenti con i professionisti del Vino.
Marta Valentini è un’enotecaria, se si può dire, di seconda generazione, e condivide con la famiglia questo lavoro che è anche una passione che è anche una filosofia di vita che è anche… beh, ce lo dice nelle righe più sotto, e molto bene. L’ Enoteca La Mia Cantina è a Padova e fa parte di Vinarius.
Si presenti. Come, dove e perchè la Sua enoteca.
Marta Valentini: nata e cresciuta a Padova, luogo in cui vivo e lavoro da sempre.
Il “Perchè” di Enoteca la Mia Cantina? Si riassume in una storia che inizia negli anni settanta e ripercorre le tappe salienti del mondo del vino. Si intreccia attorno alla grande volontà di mio padre Francesco che, in tempi non sospetti, ha creduto nelle proprie intuizioni e nei prodotti di qualità ed ha aperto la prima enoteca della città.
Alla vendita si sono aggiunti i corsi di degustazione, poi le serate con importanti wine makers, un angolo dedicato alla gastrononia di nicchia e una rete di distribuzione – consulenza per la ristorazione.
Da pochi mesi siamo mio fratello, mio marito ed io ad occuparci della gestione: “Come”? Con la volontà di mettere al servizio della clientela l’esperienza e le conoscenze di molti anni di lavoro.
1. Il mondo al tempo di internet è pieno di informazioni che riguardano il vino. Cosa chiede il cliente che entra in enoteca?
Conferme, se è un cliente mediamente preparato e se prima ha fatto un giro in rete e ha raccolto informazioni su un vino o un’azienda. Internet è uno strumento di informazione molto facile da usare, ma i clienti che poi passano in enoteca cercano di aggiungere al proprio acquisto un valore ulteriore: vogliono sapere qualcosa in più, avere la prova che le informazioni in loro possesso siano corrette: è anche un modo per testare la nostra professionalità!
Il cliente preparato, invece, che in rete ha avuto modo di approfondire vari temi, cerca una discussione approfondita. Uno dei nostri obiettivi è proprio quello di diffondere la cultura del vino, e Internet non può essere altro che nostro partner in quest’ottica. Abbiamo in cantiere il nuovo sito istituzionale dell’azienda, con il quale vorremmo contribuire a rendere maggiormente pertinenti le informazioni reperibili sul web.
2. Cantine con la vendita diretta, supermercati con cantinette e sommelier a tempo pieno. Perchè l’enoteca?
Per la stessa ragione per cui esistono le librerie specializzate o le piccole sartorie. Per quel fascino tutto speciale che emanano gli scaffali pieni di etichette, e per il piacere di accedere al mondo contenuto nella bottiglia ancor prima di bere il vino; perchè l’enoteca fornisce il valore aggiunto all’acquisto, che luoghi più generici di vendita non offrono. Perchè l’enoteca è “slow”, e nella frenesia della vita odierna è un modo confortevole di intendere gli acquisti! Perchè dà voce ad ogni produttore presente, e dà ascolto alle esigenze dei clienti. Perchè fare l’enotecario non è una professione, ma solo una questione di passione.
3. Abbinamento vino e cibo pare argomento di gran moda: qual è il grado di attenzione dei vostri clienti al piatto che sarà servito assieme al vino?
E’ una domanda frequente, quella di abbinare il vino alle portate della cena. Non credo sia solo un comportamento di gran moda, penso che il cliente dell’enoteca abbia evoluto la propria sensibilità al gusto. E così cercare l’abbinamento giusto è la naturale evoluzione delle esigenze di una clientela sempre più preparata, che ha capito, anche su nostro suggerimento, che il vino si gusta meglio se abbinato ad una specifica pietanza, e viceversa.
4. Scegliere l’enoteca per un regalo ad un appassionato, o per una occasione speciale. Verità o luogo comune?
Entrambe a pari merito, direi. Molto spesso il regalo o l’occasione sono un pretesto. Capita che il cliente torni, se si è trovato bene, e che provi ad approcciare il vino per conto proprio. O che, invece, riconosca all’enoteca il ruolo di importante consulente tutte le volte che vuol fare “bella figura” con un omaggio. In entrambi i casi l’enoteca è riuscita a svolgere il proprio ruolo di comunicatore; ha passato un concetto fondamentale: il vino è un mondo con un proprio linguaggio che è possibile apprendere, volendo, ma di cui è possibile anche, semplicemente, usufruire.
5. Infine: chi è il cliente dell’enoteca?
Appartiene ad un target “trasversale”. Non può essere segmentato in base a criteri standard come quello economico o sociale o culturale. Il mondo del vino affascina e seduce per moltissime ragioni. Io mi auguro che i nostri clienti trovino sempre soddisfazione nelle nostre proposte, indipendentemente dalle ragioni che li spingono ad entrare in enoteca. E spero anche di riuscire a comunicare loro la passione che sostiene il nostro lavoro, perchè sono convinta che sia la condizione comune a tutti gli amanti della qualità e del buon gusto. Penso che i clienti delle enoteche appartengano tutti, indistintamente, a questa categoria.

![T2, Acconia di Curinga CZ [6.4] T2, Acconia di Curinga CZ [6.4]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/image-043-800x600-150x150.jpg)

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Mi piace tua frase Marta,
“Perchè fare l’enotecario non è una professione, ma solo una questione di passione.”
Andrea