Ristoranti | Becco d’Oca, Pieve Rossa RE
Ce ne vuole, per portare l’amico siciliano – vulcanico, direi – a cena in Emilia senza lasciarsi tentare dalle verzure dell’emilianità. No, per stavolta non c’era spazio per tortelli e lasagne, ragù e gnocchi fritti: il fine someliè e goloso conversatore andava pregiato di una Tavola che mettesse un po’ di sale nel piatto.
E dire che Licia Cagnoni il sale usa con parsimonia: estrema. La sua cucina ha tutte le vocali virate al femminile, non ostante il piglio deciso con cui si abbandona ad una composizione dei piatti direi elementare: che non è sinonimo di banale, anzi direi: il contrario.
Nel dehor bellissimo, ed in verità torrido nella torrida pianurka reggiana, avrai la scelta di un menù tradizionalmente diviso nell’esatta metà di carni e di pesci. Tra falangi di zanzare in parte arginate dalle grandi tende di vuàl, avrai una tartare di mango e spada, con un bella salsa acida a conigare verbi di freschezza. Per principio, un’insalata di astice deliziosamente semplice, folgorata da un’addizione di Tropea velo invero perfetta su tutto. Il Riso Carnaroli con le capesante non è un risotto, che si chiama proprio così: ed è reso all’onda, delicato e vero.
Tra le pietanze t’accontenta la triglia fritta – con una friabile volumetrica pastella – accompagnata da una insalata di pomodori costoloni tenuti al verde e una valerianetta di cui faremo sempre a meno.
Imperdibile il dessert, una gustosa bitonale tra mousse di latte di capra e frozen di dragoncello. Connubio azzardato, risultato struggente.
Caffè di Frasi, che come ognun sa vale il viaggio, e rhum Caroni per chi non guida.
Fan sessanta alla cassa, di adeguata felicità.
Micragnosa l’opinione dello scriba nella visita precedente.
Questa unreview è dedicata a Zorro, al secolo L.Z. Molto 1.0 senza camera nè libbriccino, a Vossia piacendo.





> senza camera nè libbriccino, a vossia piacendo
:-)))
Ok, d’accordo… non mi piace. Conveniamo allora che:
1. le fotorece non sono totalmente has been anche se, sfacciatamente,
3. hai voluto stravincere: almeno il pizzino da visita potevi scannerizzarlo!
:-)
E tuttavia allargando il discorso, eccepiamo che:
4. occorre comunque inventarsi una qualche formarece 3.0
5. talmente accessibile e facile che chiunque possa fotocopiarla
6. poiché le fotofrasi che van per la maggiore, e fan tanto *gourmet*
(esempio)
[…] concretezza e grande gusto, tre ingredienti i cui sapori si colgono netti nella loro
essenzialità:
freschissima e cotta perfettamente la seppia, gradevole il peperoncino, splendido l’abbinamento
con un meraviglioso olio del Garda
:-o
sprofondano i lettori-anche-esigenti nello 0.1 più profondo
> […] concretezza e grande gusto, tre ingredienti i cui sapori si colgono netti nella loro
Ma se lo spazio di commento continua per un’altra spanna abbondante:
perché mai ‘sto nuovo form mi manda a capo sfalsandomi la tabulazione?
*è incazzato*
il punto 2 ti deve aver fatto qualcosa… ;-)
PS. mica l’ho scritto io quel robo lì eh…
PS2. non lo so. verificherò poi ti dirò, ma solo quando tornerò :)
:-)
Affatto…
gli è che non scriverò mai un due puntato, su AppuntidiGola: tu fammi notare qualcosa e io te la renderò indietro cento volte, una cosa così ordinaria come editare i refusi e cetera?!
PS. no, l’ho letta qui
PS2. intanto che ci sei, scopri come ha fatto ‘sto utente a pubblicare un’immagine con stringa html: DEBBO AVERLE anch’io, le immagini!
Così, ha fatto:
Cioè: così, preponendo il segno di minore di e posponendo quello di maggiore di:
img src=”http://www.identitagolose.it/img2/fantamarchi/ant-31.jpg” alt=”Niko” title=”Niko” width=”300″ /
:-)
Grazie…
ora debbo solo trovare un blog che consenta
1. la pubblicazione di immagini
3. la funzione *anteprima*
per impratichirmi e appropriami della stringa
da ignorante nord-africano mi appare strana tutta questa charla. forse un pochetto allontanata dai sensi che vennero stimolati nei pasti di quell’afa umida della piana di catania, ops pardon, …reggiana, ma che muovono le dita sulla tastiera del caffa. concludo la rottura assegnado punti di semplicità ed integralità, per me valori imprescindibili nel piatto, alla scieffa. salam ‘alayk
:-)
eh ma certo, che è strana!
Vuole esserla; sono gradi di complicazione che servono, mi creda, dopo anni e annorum di rece e Rete e ciarle… oppure no: dipende sempre dalla vena vivace di ognuno, tuttavia sì, sono mind-pipping che allontanano dalla semplicità della cena in compagnia.
Teniamo comunque a mente
che i primi passi in tal senso, taccuino o fotocamera a tavola, sono assolutamente volontari, in sottordine se i sensi e le dita del caffa escono disturbati da ‘ste ciarle direi che è buon segno: da recensore avvezzo qual è, non ha totalmente perso i contatti colla Terra.
Sinora è stato l’unico, tra i recensoroni della Rete con cui ho abbozzato un dialogo, ad essersi benignato a scendere al mio livello… e chiamiamo pure le cose col loro nome, che tanto qua nessuno s’offende.
:-)