Wi-Fu 5 | Paolo Ranieri

 

Bottega dell'Arte del VinoQuesta settimana tocca a Paolo Ranieri. della Bottega dell’Arte del Vino di Milano. Triestino trapiantato, folgorato sulla via di Damasco dalle gioie dell’enologia. Le sue risposte vanno lette con attenzione perchè contengono spunti di riflessione molto, molto interessanti.

Si presenti. Come, dove e perchè la Sua enoteca.

A Milano, vicino alla Stazione Centrale. Sembra, dal di fuori, piccola, ma poi così piccola non é. Sembra appena aperta, ma in realtà sono cinque anni a settembre; e con l’eredità impegnativa ma anche fortunata dell’enoteca omonima che, nel blocco stesso della Stazione Centrale, gestiva da decenni Gianfranco Balzaretti, da cui ho imparato tutto sul commercio del vino, quasi tutto sul vino, e parecchio su cento altri argomenti.
Perché? Difficile a dirsi. Un triestino si rispecchia sempre facilmente nel vino, come ci ha bene illustrato Lelio Luttazzi; era un’avventura professionale nuova dopo molte altre del passato. Io sono un soggetto un po’
in stile americano, che passa a fare cento lavori, in cento città con tante persone diverse. Pensavo, e l’esperienza me l’ha confermato, che il vino potesse essere uno splendido tramite per intessere relazioni nuove e diverse. Fra l’altro, ho verificato fra gli appassionati, molta più finezza e profondità di quanto mi aspettassi. Il mondo del vino, con le sue debite eccezioni, è stato per me una bellissima sorpresa.

1. Il mondo al tempo di internet è pieno di informazioni che riguardano il vino. Cosa chiede il cliente che entra in enoteca?

Più il mondo è pieno di informazioni, più diviene difficile giudicare, scegliere, fare esperienza. I clienti – perché non esiste “il cliente”, esistono tanti soggetti differenti – vogliono essere aiutati a rendere memorabile questo spicchio della loro vita che dedicano al vino. L’enoteca è il luogo dove possono depositare questa loro memoria che cresce e si consolida, e metterla in relazione e in confronto con la memoria notsra che lavoriamo qui, e, tramite noi, di tantissimi simili a loro. In un mondo che ci isola sempre di più, il vino è uno strumento impareggiabile di relazione, e noi mettiamo a disposizione una piattaforma dove tutte queste relazioni possono radicarsi.
Non sempre ci si riesce, ma sovente sì, e sono belle soddisfazioni. Anche con i clienti stranieri che magari passano una volta e poi mai più, ma possono portare a casa il racconto del vino italiano, e non solo qualche
(ottima) bottiglia

2. Cantine con la vendita diretta, supermercati con cantinette e sommelier a tempo pieno. Perchè l’enoteca?

Innanzi tutto la vendita diretta spesso entusiasma d’acchito, ma, tornati a casa, tutto quel vino non è detto che ci restituisca le emozioni di quel posto, di quel momento, di quelle persone. Quanto ai supermercati, difficile dire se si stiano rivelando investimenti azzeccati. L’enoteca comunque ha solo da guadagnare dal moltiplicarsi dei luoghi, dei momenti, delle persone, delle circostanze che fanno capo al vino. Noi siamo quelli che arrivano a consolidare un interesse o una passione, se questo interesse nasce, se questa passione cresce. Tramite l’enoteca il bevitore ha una possibilità di divenire conoscitore, appassionato, esperto. Di trasformare un pezzetto della spesa quotidiana in un’occasione di riflessione. Pensiamo solo alla conoscenza della geografia che vantano gli appassionati di vino, rispetto a tutti gli altri. E subito dopo arrivano la storia, la chimica, la biologia…non solo il vino piace alle persone colte, ma rende più colte le persone. Senza fatica, bevendo e ricordando ciò che si è bevuto e pregustando ciò che si berrà

3. Abbinamento vino e cibo pare argomento di gran moda: qual è il grado di attenzione dei vostri clienti al piatto che sarà servito assieme al vino?

Notevole e crescente: per gli italiani poi, che il vino sia un cibo è qualcosa che rimane ancora radicato nella sensibilità. Certamente ci aiuta il fatto che in Italia il numero dei vini (e a monte, dei vitigni) sia così grande; e che la cucina italiana sia così incredibilmente varia e complessa.
Per cui gli abbinamenti (che sono in fondo delle moltiplicazioni di emozioni
potenziali) risultano praticamente infiniti. L’abbinamento cibo-vino è uno dei temi, oltre tutto, più divertenti, sia per i clienti sia per noi, e consente dei dibattiti interminabili, che sovente coinvolgono nuovi arrivati, fino a creare situazioni sorprendenti in cui persone che fuori di qui non avrebbero ragione di parlarsi, discutono senza posa di vini e di piatti, e di ristoranti e di viaggi, e di nonne e di grandi chef.
Piacevolissimo

4. Scegliere l’enoteca per un regalo ad un appassionato, o per una occasione speciale. Verità o luogo comune?

Certamente verità, e perciò anche luogo comune…Regalare vino è un’abitudine in perenne crescita: il vino è un regalo a buon prezzo (sotto i cento euro si fanno regali di grande rilevanza, ma anche sotto i venti esiste il modo di dare qualcosa che non passerà inosservato), di buon prestigio, adatto praticamente a tutti (esclusi gli aderenti alla lega antialcolica…e a certi nostri legislatori, si direbbe), e straordinariamente espressivo. Consente di “dirlo col vino”, perlomeno quanto lo si “dice con i fiori”.
Anche scegliere un regalo insieme con i clienti, è un’esperienza interessante, in cui si apprende tanto dei nostri contemporanei e delle loro relazioni. E, come sempre, un poco anche di noi stessi

5. Infine: chi è il cliente dell’enoteca?

Persone che vogliono fare regali, persone che vogliono bere bene, abitanti del quartiere, turisti, viaggiatori, ristoratori, appassionati: in un’enoteca come la nostra che cerca di proporre una selezione ampia sia territorialmente sia qualitativamente, tutti sono i benvenuti. E prima o poi tutti entrano. O, quanto meno, speriamo, entreranno in futuro

Bottega dell’Arte del Vino
Via Fara 25, Milano
t. 026697596

Vedi Anche Se Ti Piace

share retweet
 

un commento

  1. Lizzy scrive:

    “non solo il vino piace alle persone colte, ma rende più colte le persone”. Questo sì che è un aforisma.
    Da applausi!

    L.

commenta

*

Ricevi un avviso se ci sono nuovi commenti. Oppure iscriviti senza commentare.