Wi-fu 5: Maresa Besozzi dell’Enoteca RE, a Dolceacqua IM
Maresa Bisozzi dell’Enoteca RE di Dolceacqua (IM), consigliere di Vinarius dal 2003, ha accettato di rispondere alle nostra domandine wi-fu, rispondendo senza nascondere le proprie idee. Chiare.
Si presenti. Come, dove e perchè la Sua enoteca.
Sono Maresa Bisozzi, ho 45 anni nata a Torino ma ho vissuto e studiato in tutta Italia ( Roma Milano Bari Savona Montecarlo ecc.). Approdo a Dolceacqua nel 1997 ed apro un’enoteca con mescita e trattoria annessa ,per una passione avuta da sempre per vino e cibo( ero già sommelier da prima che diventasse una moda e che lavorassi in questo settore).Nel 2004 entra nell’Enoteca Re una socia Raffaella Cassini,anche lei appassionata e sommelier,che mi aiuta in quello che è diventata la principale attività del negozio:distribuzione nella ristorazione e consulenze presso privati che hanno necessità di una cantina importante (siamo a ridosso della Costa Azzurra ).
Nel 2006 vendiamo il ristorante e diamo in gestione il wine bar.
Abbiamo 2000/2500 vini in rotazione quasi tutti italiani ,il nostro criterio di scelta è semplice , su ordinazione si compra quasi di tutto,in enoteca entra solo quello che piace a noi.
Il nostro è uno dei pochi casi in cui l’enoteca non è eredità di famiglia o occasione perchè non si sapeva che fare (oggi un pò tutti vendono vino) ma una scelta nata dallo studio e dal piacere di bere bene.
1. Il mondo al tempo di internet è pieno di informazioni che riguardano il vino. Cosa chiede il cliente che entra in enoteca?
Mi permetto di scindere la domanda,poichè richiede diverse risposte.
Personalmente penso che internet sia il presente in tantissimi campi,e anche se non sostituisce il piacere di leggere un buon libro, rappresenta la forma più rapida di diffusione di notizie, informazioni,idee.
Ovviamente anche nel settore enologico non tutto quello che viene diffuso in rete risponde a verità e questo rischia di creare un pò di confusione in chi legge, per cui il cliente curioso, che si informa, spesso entra in enoteca per avere conferme da un operatore del settore esperto e spesso al disopra delle parti.
2. Cantine con la vendita diretta, supermercati con cantinette e sommelier a tempo pieno. Perchè l’enoteca?
Il fatto che oggi esistano diversi luoghi in cui si proponga il vino, a volte con competenza e a volte in maniera confusionaria , non vuol dire in alcun modo la perdita di significato e di identità dell’enoteca, anzi ancora di più oggi per i produttori rappresentiamo un luogo fondamentale non solo per la visibilità ma soprattutto come strumento di percezione delle necessità del cliente finale con il quale da sempre instauriamo un rapporto di fiducia.Per il cliente invece fungiamo un ruolo insostituibile per la conoscenza del territorio, per la possibilità di avere risposte concrete alle curiosità di cui si parlava prima, per provare cose nuove.
3. Abbinamento vino e cibo pare argomento di gran moda: qual è il grado di attenzione dei vostri clienti al piatto che sarà servito assieme al vino?
Nel nostro caso avendo l’enoteca in un piccolo paese di grande attrattiva turistica ed in cui si produce vino, abbiamo una clientela locale che entra ci racconta la cena e chiede l’abbinamento migliore, abbiamo il turista che chiede il vino del luogo, ed abbiamo quella clientela a cui curiamo la cantina, la quale considera fondamentale l’abbinamento.
4. Scegliere l’enoteca per un regalo ad un appassionato, o per una occasione speciale. Verità o luogo comune?
Sempre più luogo comune, l’enoteca non è un santuario dove si rimane in religioso silenzio di fronte a cotante etichette, ma un luogo aperto accessibile a tutti, in grado di soddisfare qualsiasi esigenza.
5. Infine: chi è il cliente dell’enoteca?
Oddio spero che non esista uno speciale cliente da enoteca, lo sono tutti coloro che vogliono bersi una buona bottiglia di vino pensando che tutti i giorni siano l’occasione giusta.






sono felice di essere il primo a commentare questa bella intervista, bravo Stefano e bravo anche per la precedente intervista, all’altrettanto brava Patrizia, all’amica Maresa, cui mi legano tante cose, in primis un divorante amore per il Barolo che ci rende, entrambi, barolo-dipendenti. Averne di enotecari così. Però a pensarci bene, nella Vinarius del presidente Bonfio, altro caro amico, non sono pochi gli enotecari in gamba, che sanno come interpretare bene, in tempi difficili, il difficile lavoro di venditore specializzato di vino, di tramite, colto e appassionato, tra le aziende ed il consumatore…
una forte stretta di mano a tutti
Franco