VdT Colli di Luni Viasso – Prima Terra 2006 [9.0]

VdT Viasso - Prima Terra 2006La sperimentazione di Walter de Battè, nume tutelare della viticoltura eroica attorno alle Cinque Terre, giunge a coniugare Vermentino, Albarola e “altri vitigni di taglio aromatico” – Traminer e Chardonnay – in biologico, e senza solfiti aggiunti.
Solo acciaio, macerazione sulle bucce paziente.
Vero, il colore è dorata dell’oro usato, e splendente. Tira una riga perfetta sul vetro, disarticolata in rapide colonnine. Ha un profumo complesso già dopo questi tre anni: pur senza legno, ricorda la vainiglia.
Finissimo, ha trama di tulle, con una traccia di buccia di limone. Solo in finale appena una gesto, un soffio d’idrocarburi.
Bocca ricca ma secca, secchissima. Di pulizia cristallina, pur sotto uno spettro aromatico tutt’altro che banale, anzi sfaccettato, dinamico, continuamente movimentato.
Leggendaria la bevibilità, con l’acidità perfettamente sotto controllo, seppur la magìa di questo Vino da Tavola nasca dalla compressione dei disequilibri.
Un capolavoro, tirato in 1700 preziosi esemplari. In vendita a 20€ in alcuni, rari ristoranti.



8 commenti

  1. Andrea scrive:

    Ottima recensione per un ottimo vino, di un ottimo produttore, che ho degustato in un ottimo ristorante delle 5 Terre nella piccola Località di Groppo sopra Riomaggiore.
    Andrea

  2. Andrea, provo indovinare: il Cappun Magro a Casa di Marin.

    PS.: questo vino è letteralmente: emozionante.

  3. Bette scrive:

    Stavolta me lo deve spiegare, una buona volta, da dove attinge la competenza per riconoscere il sapore d’idrocarburo.

  4. la competenza di chiunque: per prima cosa, si tratta di un aroma e non di un sapore e last but not least, lei ha mai guidato (o viaggiato su) una vettura a GPL o a Metano? sono odori indelebili nella memoria, e descrivono diversi gradi della mineralità. Gli altri sono quelli che ricordano la roccia e l’asfalto, magari bagnati da qualche goccia di pioggia prima che cada
    E infine non a caso la benzina ha queste componenti che si chiamano, appunto, “aromatici”.
    Cuntènt?

  5. bucanero scrive:

    @ Bette

    Beh, credo si trattasse di “naso”…
    lì non dovrebbe esserci difficoltà alcuna nel notare tali tracce…

  6. bucanero scrive:

    Caf, mi hai preceduto di un amen…
    Comunque preferisco sempre le tue note a quelle del tipo “sentore di erba bagnata appena tagliata”, che ha il solo risultato di portare i miei livelli di colesterolo ben oltre gli attuali… :)

  7. Bette scrive:

    A parte che non vedo come sia possibile tracciare una distinzione chiara ed assoluta fra quel che si sente con la bocca e quel che si sente col naso.

    Per la mera salvezza della dibattito ammettiamola, la distinzione. Allora però le descrizioni di ciò che si è sentito col naso devono essere separate e distinguibili da quelle di ciò che si è sentito con la bocca. Separate e distinguibili anche solo per posizione nel procedere della descrizione. Per esempio: prima quel che si sente col naso, e poi quello che si sente con la bocca (sequenza tradizionale, mi pare). Ma se – nello stesso periodo – un momento si parla di tulle e un momento dopo si parla di idrocarburi, chiunque è autorizzato a pensare che gli idrocarburi si siano sentiti in bocca. Sfido chiunque a percepire attraverso le narici una “trama di tulle” (troppi buchi, nel tulle, intendo).

  8. L’immaginifica figurazione miss, tentava di riportare l’idea di un profumo con la trama del tulle: per spiegarlo mi occorrerebbero almeno 6535189386789127 parole, e temo che i più di annojerebbero a morte prima.
    Intasco la critica, e dovrò farmnene una ragione: di non essere riuscito nell’intento.

    *va a finire la bottiglia, per consolarsi*

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