Ce ne vuole, per portare l’amico siciliano – vulcanico, direi – a cena in Emilia senza lasciarsi tentare dalle verzure dell’emilianità. No, per stavolta non c’era spazio per tortelli e lasagne, ragù e gnocchi fritti: il fine someliè e goloso conversatore andava pregiato di una Tavola che mettesse un po’ di sale nel piatto.
E dire che Licia Cagnoni il sale usa con parsimonia: estrema. La sua cucina ha tutte le vocali virate al femminile, non ostante il piglio deciso con cui si abbandona ad una composizione dei piatti direi elementare: che non è sinonimo di banale, anzi direi: il contrario.
Nel dehor bellissimo, ed in verità torrido nella torrida…
continua a leggere ››
![IGT Benaco Bresciano Rosso “Ronchedone” – Cà dei Frati 2006 [7.0]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/benaco-bresciano-IGT-ronchedone-cà-de-frati-2006.jpg)
Il blend della prestigiosa Casa sirmionese ha Sangiovese e Marzemino oltre ad un saldo di Cabernet Sauvignon, anche se soprattutto quest’ultimo ne caratterizza l’assaggio.
E’ rubino appena spento, con l’unghi fortemente pigmentata. Si ritira con molta calma, in piccolissimi archi a sesto ribassato.
Nasone robusto, pervadente. C’è di frutta matura, frutta cotta, frutta rossa sopra tutto. C’è il tono del cioccolato, c’è un piccolo brivido vegetale nel finale, piuttosto coperto.
L’assaggio è governato da un poderoso abbraccio tannico – eredità del Sangiovese – che possiede il sorso lungo la linea che conduce…
continua a leggere ››
![DOC Barbera d’Alba “Gabutti” – Cappellano 2003 [7.9]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/barbera-dalba-gabutti-cappellano-2003.jpg)
Diciamo: me lo sarei aspettato diverso. Non ho grande frequentazione per i vini di Cappellano, se non in letteratura: sarà perciò per la temperatura di servizio eccessivamente elevata, sarà per l’annata, il Gabutti ’3 era diverso da come me l’aspettavo.
Fitto, spesso, grosso: aggettivazione tutta impegnativa e presente assai. Rubino con riflessi viola, digradante al bordo e torbidescente verso la fine.
C’è frutto nel profumo, una ricca prugna conservata, e una giusta nota carnale. Riconosci anche il sottobosco d’autunno, i funghi, verso il termine un’esalazione di liquerizia.
La bocca è poderosa, segnata dai 14° di targa che …
continua a leggere ››

Questa settimana tocca a Paolo Ranieri. della Bottega dell’Arte del Vino di Milano. Triestino trapiantato, folgorato sulla via di Damasco dalle gioie dell’enologia. Le sue risposte vanno lette con attenzione perchè contengono spunti di riflessione molto, molto interessanti.
Si presenti. Come, dove e perchè la Sua enoteca.
A Milano, vicino alla Stazione Centrale. Sembra, dal di fuori, piccola, ma poi così piccola non é. Sembra appena aperta, ma in realtà sono cinque anni a settembre; e con l’eredità impegnativa ma anche fortunata dell’enoteca omonima che, nel blocco stesso della Stazione Centrale, gestiva da decenni Gianfranco Balzaretti, …
continua a leggere ››
![Turm, Fiè allo Sciliar BZ [8.9]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/turm_bn.jpg)
Dovunque dalle nostre parti, se incontrassi gli indigeni vestiti dei loro abiti tradizionali saresti indotto al sorriso: o peggio, avresti quella bieca sensazione di rievocazione storica che affonda le caviglie nel più torrido pittoresco, abbondantemente irrorato di stucchi pitture e parrucche finte. C’è un solo posto dove se incontri un signore in brache sopra il ginocchio e calzettoni, la domenica andando alla messa, non ti pare fuori luogo: c’è un solo luogo nel quale se ti si fa incontro una Walchiria con il gonnellone il grembiulone e le maniche a sbuffo non ti vien di prenderla a ridere.
L’alterità dell’Alto Adige è anche in questo: una profonda…
continua a leggere ››