U Limottu, Moneglia GE [5.5]

 

A Moneglia in auto ci si arriva per due versi, entrambi scomodi, lenti e faticosi: dal Bracco, scendendo per due strade strette arrampicate sul fianco della montagna come rami d’edera, in forte pendenza e impegnativi tornanti, oppure dalle gallerie. Avevo il dubbio, osservando la sezione stretta ed alta dei tunnel, che si trattasse di un riuso di passaggi ferroviari: infatti sulla volta d’ingresso dell’ultimo, dalla banda di Genova, puoi scorgere una scritta “FS 1910″. Può darsi mi sbagli, gli sbalzi di luce accecano. Ancor più convincente è il senso unico alternato a cui sono costretti i veicoli, anche in direzione opposta: 18 minuti di rosso, 2 di verde, e poi la corsa lunga sei chilometri. C’è il divieto di passaggio per le biciclette, che non possono tenere la velocità richiesta di 50/60km: quindi per uscire dalla conca di Moneglia su due ruote a propulsione umana c’è solo la salita. L’ho fatto: il panorama vale le sette camicie sudate per arrivare fin lassù.
Poi ci sono altre due alternative: a piedi, via terra, oppure via mare. Non è di certo una logistica che favorisca gli assalti turistici, e infatti il luogo resta ritirato. Un po’ sospeso a mezz’aria, ma bello di una bellezza discreta, mai urlata.
Infiniti i luoghi di ristoro, generalmente mesti della mestizia dei posti che non devono industriarsi troppo per stare in piedi: una voltà lì, lì devi rimanere, e in qualche modo da qualche parte cadi. T’ hanno consigliato il bel localino nella bella piazzetta vicino alla chiesa, deliziosamente raccolto tra case prive anche di un solo angolo in squadro, ci sei andato fiducioso.
Seduto nella distesa estiva ascolti il giovane cameriere arrancare tra le pietanze, chiedendoti se non esiste almeno un minimo di preparazione prevista per legge per indossare la camicia bianca e i calzoni neri, e accostarsi al tavolo con un blocnòtes in mano: che so, tipo imparare a memoria i 16/18 piatti di una Minuta di Vivande. O che la Bianchetta Genovese, scritta in chiaro sulla stessa Carta delle proposte gastronomiche, non è la vinella bianca sfusa alla spina. E’ giovane e si deve fare, e guadagnerà due lire, e lo patisci e compatisci: chissà, forse nel conto ci sarà uno sconto come tassa sul praticantato, ma ne dubiti.

U Limottu, Moneglia GE [5.5] U Limottu, Moneglia GE [5.5] - Frittelle U Limottu, Moneglia GE [5.5] - Corzetti
U Limottu, Moneglia GE [5.5] - Spaghetti Neri U Limottu, Moneglia GE [5.5] - Acciughe U Limottu, Moneglia GE [5.5] - Fritto del Golfo
U Limottu, Moneglia GE [5.5] - Il Cappun Magro U Limottu, Moneglia GE [5.5] - La chiesa

Però arriva rapido il piatto delle ottime frittelle offerte per benvenuto, asciutte e morbide; sarà la cosa migliore della serata.
I corzetti con scampi (uno, piccolo) e pesto leggero sono cotti al Gran Dente, tanto per non prendersi rischi: in complesso plausibili anche se il sugo di pesce è un po’ fuori fuoco. Gli spaghetti neri con cozze vongole, in verità una chitarrina nera, hanno la medesima cottura attentissima ma il sapore di fondo, confuso dal pomodoro, pare sempre lo stesso.
Buone le acciughe impanate e fritte, ordinaria amministrazione per il Fritto del Golfo, privo di particolari emozioni nel solco del più tipico fritto da Rotonda sul Mare. Impresentabile il Cappun Magro, un mucchietto indifferenziato di verdure, poco pesce, pan carrè (!), salsa verde e prosciutto cotto (!!), chiamato Specialità della Casa ma che ricordavi ben altrimenti intrigante.
Alcuni dolci completano la cena dei più volonterosi, accompagnata da una ventina di etichette, proposte a prezzi onesti.
Addizione a 45 europei: qui te l’aspetti, ma resta ugualmente approssimata per eccesso rispetto al modesto livello della proposta.

Vedi Anche Se Ti Piace

La Macedonia di Nic Cavallaro
L'Orto della Carmen, Fellegara RE [6.3]
Antica Trattoria il Busolo, Lavagno VR [5.2]
share retweet
 

commenta

*

Ricevi un avviso se ci sono nuovi commenti. Oppure iscriviti senza commentare.