Marconi, Sasso Marconi BO [8.2]

 

Amabilmente conversando dopo un’ottima cena un certo chef affermò che ci sono pochi cuochi donna ai vertici perchè la gavetta di quella professione è troppo pesante. Non è cosa per femmine – sosteneva – la vita del praticante, tra ore di lavoro infinite e fatica colossale. Non mi convinse granchè, visto che ben più di un Autore sostiene che la resistenza alla fatica delle femmine di Essere Umano è di gran lunga superiore, per via della faccenda della riproduzione. Purtroppo non ricordo chi nè dove.
Non ricordo nè chi nè dove nemmeno di uno studio serissimo di un serissimo ricercatore di una prestigiosa università americana in cui si sostiene che le donne faticano ad imporsi sui colleghi maschi per una questione di… gusto. Infatti  il gusto femminile – dice lo studio – è più sofisticato di quello maschile, e coglie maggiori sfumature anche nella più eterea delicatezza. Gli omaccioni invece, più rustici, gradiscono una più spiccata intensità del gusto. Quindi è più facile per un maschio sintonizzarsi con il gusto di altri maschi, tenendo conto anche del fatto non marginale che per storia,  cultura e tradizione alla cassa passa il maschio, ed è lui che principalmente dev’essere soddisfatto.
Teoria seducente: mi viene in mente mentre scorrono le creazioni di Aurora Mazzucchelli, giovane cuoca del Marconi, brillanti di una definizione esatta ma atomica dei sapori.
Il Locale – di lungo corso – si trova su una curva della Statale, in una posizione favorevole ad una sosta di materiali rotabili: ma trascorre solo il tempo di varcare la soglia che ti cheti, perchè tutto quello che serve per rendere gradevole l’ambiente è stato fatto. Senza acuti nè provocazioni, ma alla ricerca di una soberrima confortevolezza. La Minuta delle Vivande è ampia, contiene anche un paio di percorsi guidati di indubbio fascino, e pure convenienti.

marconi - sasso marconi021 Marconi, Sasso Marconi BO [8.2] Marconi, Sasso Marconi BO [8.2] - Pani
Marconi, Sasso Marconi BO [8.2] - Merluzzo Marconi, Sasso Marconi BO [8.2] - Gamberi ROssi Marconi, Sasso Marconi BO [8.2] - Maccheroni
Marconi, Sasso Marconi BO [8.2] - Scampi Marconi, Sasso Marconi BO [8.2] - Capra... Carota Marconi, Sasso Marconi BO [8.2] - Patisserie

Assieme al cestino dei discreti pani aromatizzati giunge al tavolo un primo segnale dalla cucina: un merluzzo con maionese ed olive di normale normalità. Dalla carta invece, i Gamberi Rossi crudi con essenza di mortadella e piselli ghiacciati. I sapori sono definiti, come direbbero gli inglesi, cutting edge, pur disegnati nell’ambito di tinte pastello. Spiegazione: il ghiaccio dei piselli sembra il solito effetto un po’ costruito, poi ti accorgi che il contrasto si trasforma in un formidabile acceleratore del gusto dei gamberi. Alla fine, un piatto eccellente, per certi versi emozionante.
Poi hai i maccheroni al torchio con anguilla affumicata e ragù di ostriche: superbi, giuocati su sfumature millimetriche, una specie di gouache dipinto con colori acrilici. La pasta è cotta quasi nulla, come pare essere di moda ora, al Gran Dente. Puoi preferirla qual minutino in più, che non guasterebbe.
Alle porte della perfezione il piatto di scampi crudi con cagliata e brodo di funghi: un’architettura così lieve da sembrare diafana, ma il contrappunto degli infinitesimi realizza un equilibrio soave, con ogni ingrediente descritto nella sua essenza ed inscritto nel tutto.
Capra… carote è il dissacrante titolo del dessert fresco, gaio, estivo, colorato: un gelato di latte di capra giustapposto alla salsa di carote. Non si issa ai vertici degli altri piatti, ma resta una buona chiusura completata da una pasticceria che è irrealmente un altro veridico dessert.
Il servizio va via liscio sotto gli occhi di Massimo Mazzucchelli, attento anche a proporre interessanti variazioni ed azzeccati abbinamenti al bicchiere dall’ampia lista, tanto da farti sentire più ospite che avventore. Sopportabile il rallentamento in mezzo ai piatti di mezzo, quando il ritmo s’allasca un po’: ma la sensazione di non essere circondato da pinguini compensa l’attesa.
Ottimo il caffè, che non guasta: una selezione di Leonardo Belli Lelli.
Dunque la cucina di Aurora darebbe forza alla teoria della maggior capacità d’analisi del palato femminile: c’è tutto, ma lieve. Lieve è la mano e lieve è il passo, quando anche grida lo fa con un’attitudine al garbo inesorabilmente femminile.
Il Marconi non ha prezzi popolari: per i quattro piatti – scelta pesce – occorrono circa 80 euri, e si fanno facilmente vista la misurata dimensione delle porzioni, cosa commendevole assai. Ma si sta benissimo, e la sosta li vale fino all’ultimo.

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14 commenti

  1. massimo.b scrive:

    abbiamo la recensione del lunedì, nonostante la stanchezza, noto

  2. oh, quello è merito unicamente della cucina atomica di Aurora di cui pareva necessario pallare.

  3. Dan scrive:

    “tanto da farti sentire più ospite che avventore” :-)

  4. Bette scrive:

    Banale per banale, potevano chiamarlo Radio.

  5. Mauro scrive:

    anche Sasso andava bene

  6. v. scrive:

    Così mi piaci :))
    Sorprendente nel riconoscere il garbo femminile in cucina (dove si palesa), dopo aver teorizzato, per eoni, che la cucina non è per femmine.
    Grande stile.

    buona serata anima vagula et blandula

  7. Aureliano scrive:

    Sono stato al Marconi poco dopo l’attribuzione della prestigiosa stella. I miei ricordi non sono entusiasti come i tuoi, anzi per la verità rimembro ben poco di quella cena fatta eccezione per un risotto zucca e capperi che denotava una certa personalità nel gioco dei contrasti e le famose cappesante cotte nel fieno che mi sono parse dimenticabili.

    Dopo aver letto il tuo racconto urge una seconda visita..

    P.s. il caffè è una selezione di Leonardo Lelli non Belli.

    Aureliano

  8. Bette scrive:

    #5 Mi hai tolto la ragione sociale di bocca.

    #7 Ma il fieno si mangia?

  9. #7. Aureliano, forse la tua componente femminile è meno sviluppata della mia?

    *sghignazza*

    PS.: vado alla correzione, ma non alla sambuca.

  10. Mauro scrive:

    ma ‘sta storia della sambuca e’ incredibile, qualcuno di voi la beve davvero ?

  11. #10. nei caffè “normali” è imprescindibile, così come è proibita nei caffè “buoni”. Tra le industriali Ramazzotti e Averna. Troppo secco il Varnelli, un’esprienza l’Anicione di FInale EMilia (che a rigore però non è Sambuca: infatti è un distillato e non un infuso).
    Berla no, berla.
    :)

  12. Mauro scrive:

    @ 11: ah ecco, meno male :)

  13. Jacopo Cossater scrive:

    Proprio ieri ero nel bolognese a pranzo ed una sosta al Marconi non era ulteriormente rimandabile. In particolare dopo avere letto prima dell’estate le tue positivissime impressioni. ;)
    Grande pasto, l’idea, anche se dopo pochissimi piatti, è di una cucina più di equilibri che di equilibrismi (cit.). Emozionante il ‘battuto d’oca razza romagnola con salsa all’uovo affumicata’.
    Ciao!

  14. Siamo stati di recente al Marconi per pranzo. Il posto elegante con una cucina raffinata e con una gran carta dei vini ha però una sola marca di birra artigianale a testimonianza che a Bologna la tendenza che ha sdoganato la ns amata bevanda non è ancora arrivata.
    Per chi amasse capire di più la birra artigianale e avere visione di un buono spaccato della produzione nazionale, vi invito a partecipare all’ ITALIA BEER FESTIVAL 2009 il Salone della birra artigianale che si terrà a Bologna dal 11 al 13 dicembre 2009.

    Tante birre artigianali e inoltre corsi base gratuiti di degustazione per neofiti, degustazione gratuita di birre con il mastro-birraio, premiazione de “il miglior birraio dell’anno” e tanto altro…

    La location? Bellissima! Palazzo re Enzo un castello medioevale in Piazza Maggiore nel cuore di Bologna.

    Maggiori informazioni le trovate su sito dei Degustatori Birra Emilia Romagna:
    http://www.degustatoribirra-er.it

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