Osteria in Scandiano, Scandiano RE [6.9]

 

Signori e cavallier che ve adunati
Per odir cose dilettose e nove,
Stati attenti e quïeti, ed ascoltati
La bella istoria che ‘l mio canto muove;
E vedereti i gesti smisurati,
L’alta fatica e le mirabil prove
Che fece il franco Orlando per amore
Nel tempo del re Carlo imperatore

Non mi appassionava allora e non mi appassiona adesso lo stile volteggiante del Boiardo: di cui più altro ricordo la vita un po’ jellata e l’immortalità di serie B a cui fu costretto dalla contiguità con l’Ariosto. Perchè il suo Orlando Innamorato tende a scomparire a fronte del Furioso (Le donne, i cavalier, l’arme, gli amori…) e perchè la sua opera principale si perde nelle classificazioni più superficiali di genere cavalleresco. Eppure “L’alta fatica e le mirabil prove” hanno lasciato il segno, a Scandiano: tutto il paese ruota attorno alla Rocca, portata al massimo splendore durante il suo Governatorato, trasformata in splendida residenza alla moda estense.
Camminando sugli acciottolati interni senti quasi risuonare gli zoccoli dei cavalli, con le vestigia di quel tempo che ti circondano un po’ da per tutto. E’ bello, qui: di quella bellezza sussurrata dell’Italia minore, che non ha pretese di troppa scena ma conserva una sua seducente dignità. E qui all’ombra della Torre della Rocca dei Boiardo Contrano Medici da tempo conduce la sua Osteria votata alle più classiche preparazioni della cucina reggiana con l’aggiunta di una bella passione per le etichette di prestigio.
Ora il gaudium magnum viene dalla distesa approntata sotto le mura del Castello, dove ci si può rifugiare anche all’ora di pranzo per una sosta di particolare piacevolezza.

Osteria in Scandiano, Scandiano RE [6.9] - Gnocchini Osteria in Scandiano, Scandiano RE [6.9] - Scaloppa Osteria in Scandiano, Scandiano RE [6.9] - Tortelli
Osteria in Scandiano, Scandiano RE [6.9] - Maialino Osteria in Scandiano, Scandiano RE [6.9] - Lingua Osteria in Scandiano, Scandiano RE [6.9] - Zuppa Inglese
Osteria in Scandiano, Scandiano RE [6.9] - Golosità

I salumi del territorio non mancano, e nemmeno i mini gnocchini fritti, e bene: ma con di slancio vorrai anche la scaloppa di fegato d’anatra con uva e pinoli ricca assai, ma appena gravata da un venale fallo di confusione. Splendidi, rigorosi, decisi come dev’essere i tortelli di zucca di novellara mantecati al soffritto all’uso locale. Sodi al giusto senza cotture da pit-stop, ben conditi senza essere grevi, vanno cantati per l’equilibrio tra la forza espressiva di una tradizione opulenta di suo e una più attuale attenzione alla pulizia. Molto buoni.
La lingua con salsa verde è morbida e delicata, la salsa caratterizzata da una virgola amaricante nel finale, imprevista ma plausibile. Perfetto, letteralmente,  il classico arrosto di cosciotto di maialino con mazzetti di fagiolini, fasciati in un pletorico fiocco di pancetta. Raccomandabile il taglio di carne, di qualità pregevole.
Non perdere l’ottima zuppa inglese, dal taglio filologico e dalla gran sostanza.
Dunque non uno spuntino frugale: anzi una Tavola per appetiti generosi. Ma null’altro si può chiedere oltre alla bella cantina, ben trattata e ben servita e al servizio sciolto ma non sciatto. Anzi prodigo di commenti.
Van via 40/45 europei che non è un regalo, ma van via meritati.

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3 commenti

  1. v. scrive:

    Ti segnalo che “pletorico” è in quarantena almeno sino alla fine della legislatura.

    Buona giornata :))

  2. uh.
    maggiori particolari?

  3. Bette scrive:

    Solo Lei può permettersi di scrivere ‘Molto buoni’ (col punto prima), così, tutto corto. Rallegramenti.

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