Consigli di guida per signora: come evitare un ostacolo in movimento

 

Il PizzardoneIn fondo nutro un sentimento di profonda comprensione per le femmine di Essere Umano che cercano di moderare la naturale incompatibilità con i veicoli automobili a quattro, due e tre ruote.
Con il mio corredo di 80 mila kilometri all’anno e la mia bella patente DE (autoveicoli per il trasporto di persone superiore ad otto, anche con rimorchio, ed autotreni, autosnodati ed autoarticolati, furgonati e telonati di massa superiore a 35 q.li) mi sento di rendermi utile con questa piccola rubrica dedicata alle signore al volante, con piccoli suggerimenti che potrebbero essere di notevole aiuto nelle manovre di emergenza.
Oggi parleremo degli ostacoli in movimento: ad esempio un motociclista che in fase di sorpasso azzardato in curva cieca si presenta di fronte al veicolo invadendo la propria corsia di marcia. Com’è del tutto ovvio tale comportamento è del tutto esecrabile: ma chi siamo noi per dire chi è Caino e chi è Abele? [op.cit] e ci limiteremo a valutare le contromisure.

Questi comportamenti & manovre NON favoriscono la riduzione delle probabilità d’impatto con l’ostacolo in movimento:
1) Premere con forza e continuatamente l’avvisatore acustico (clackson)
2) Abbassare il finestrino e sgridare il motociclista che procede in senso contrario
3) Abbassare il finestrino e urlare improperi alla volta del motociclista
4) Gridare frasi sconnesse all’amica con cui si sta parlando al cellulare
5) Sterzare violentemente prima a destra e poi a sinistra abbattendo l’ignaro ciclista che procede per la sua strada

Questi comportamenti & manovre in alcuni casi possono ridurre le probabilità d’impatto con l’ostacolo in movimento
1) Alzare il piede destro dal pedale più a destra, che gli appassionati chiamano familiarmente “acceleratore”
2) Porre il piede destro sul pedale centrale, che gli appassionati chiamano familiarmente “freno”, e premere con forza sufficiente a rallentare la marcia del veicolo
3) NON porre il piede sinistro sul pedale di sinistra, che gli appassionati chiamano familiarmente “frizione”, per favorire la decelazione
4) Abbandonare momentaneamente il cellulare e tenendo saldamente il manubrio con entrambe le mani, cambiare dolcemente ma rapidamente direzione spostandosi leggermente verso destraò La destra è la mano che normalmente impugna il cellulare.
5) Continuare a guardare avanti, abbandonando propositi didattico educativi nei confronti del centauro, e possibilmente schivando l’ignaro ciclista che procede per la sua strada.

Per oggi è tutto.
Ringrazio della cortese attenzione, e rimando alla prossima puntata in cui tratteremo di Manovre di Parcheggio.

Immagine: tonnetti.org

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9 commenti

  1. Lizzy scrive:

    Qualcosa mi dice che c’è un che di autobiografico, in questo…ovviamente, tu non potresti essere nè la signora, nè lo spericolato motociclista…
    ;)

    L.

  2. artemisia scrive:

    una signora disse:

    noto che non ti è passato nemmeno per il cervello di dare qualche dritta a quel pirla del motociclista; ciò fa riflettere.

  3. l’idiozia del motociclista è una variabile indipendente. la signora avrebbe avuto lo stesso comportamento anche se si fosse trattato di un meteorite. Magari no, non l’avrebbe sgridato.

    :)

    PS.: il cartello “ironia” si vede, vero?

  4. artemisia scrive:

    Quando dico che ciò fa riflettere, benché signora, non lo dico tanto per arieggiare la dentatura; ho veramente pensato che ci fosse da meditare e io stessa mi sono data un po’da fare. Ho pensato che il Caffarri non parla al motociclista, perché il motociclista non è umano ed è inutile parlargli. Fate conto, che ne so, che è tutto metallo e caucciù (e la metafora del meteorite mi ha straordinariamente colpito: ho pensato: è su quella lunghezza d’onda). Oppure, il motociclista non è umano, ma è quel tipo di essere cui si parla con gesti specifici, tipo bruciare un bue su un’ara, o versare miele su una pietra, o anche rivolgergli delle parole, ma senza fargli dei discorsi veramente ragionevoli e soprattutto senza attendersi che risponda, o che risponda in tempi certi. Oppure, il motociclista è umano, ma è un vero pirla fatto e finito, e quindi è inutile parlargli; mentre la signora è solo scema, e rientrando così nella perfetta normalità umana, che travalica i generi, c’è speranza. Ho optato per l’ipotesi numero tre, perché mi pareva che questo post fosse un vero inno alla speranza (si coglie che anche la signora, benché piena di borsette, fa dell’ironia? :))).

  5. v. scrive:

    :)))
    ovvero, del punto di vista del ciclista.
    Una donna che si rispetti li arroterebbe entrambi, aggiustandosi il trucco, ieraticamente.

    Buona domenica Stefano :)

  6. bucanero scrive:

    Tutto ok, mi sembra di capire…comunque…

  7. bucanero scrive:

    intendo dal punti di vista a due ruote pedalate

  8. così pare. però lunedì mi compro una bici nuova.

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