Mariella, Fragno di Calestano PR [7.0]
I misteri della passione o la passione per i misteri? E’ una domanda che continua a vorticare mentre scendo a valle in mezzo alla notte, ascoltando con il Nocchiero dischi poco famosi degli anni settanta.
Capita di inciampare in epifanie così inconsuete, così improbabili – e mai come ora questa consunta parola troppo modernista è esatta – da richiedere un supplemento di fede per essere credute. Diciamola tutta: Fragno è in nessun luogo. La strada più vicina, una provinciale, è già una via di comunicazione marginale, che conduce a posti dal nome evocativo ma già confusi nella leggera foschia dell’orizzonte: Fugazzolo di Sopra, San Michele de’ Gatti. La statale, la Cisona di motociclistica memoria, patria di radiatori in ebollizione nella faticose scampagnate in FIAT 750, è ancora più lontana. Ad un tiro di sasso, in linea d’aria, ma a molti ardui chilometri di curve e controcurve.
Ebbene, dalla Provinciale ci sono ancora quattro chilometri e seicentoventitre curve, le ho contate: ma non perderti d’animo, che quel che t’aspetta è un vero mistero. Di giorno, tra boschi e panorami, di notte tra le ombre di un pellegrinaggio d’altri tempi.
Proprio sulla curva, in una palazzina facciavista compare la Tabaccheria con bar, e sulle tende da sole a righe con una qualche fatica potrai leggere il nome della tua meta. Mariella.
L’ingresso con bancone è in pieno carattere bar di mezza montagna, ma qualcosa inizierà a farti pensare: le scansie con le bottiglie alle pareti, tante, coricate, e non certo la vinella del bianchino o il prosecchino andante. Prova a leggere qualche etichetta, prima di accomodarti nella sala da pranzo.
Mentre ti godi una fetta della miglior mortadella di questa parte del globo, e anche dell’altra: quella di Pasquini, magari con un focaccia al forno fragrante e ancora calda, ti arriva tra le mani una valigetta, con cinque o sei carpettine scritte fitte. Stenti a crederlo, ma Mariella te lo dice, E’ la carta dei vini. E basisci.
Te lo avevano detto in cento, la cantina di Mariella è un evento: ma lo è ancora di più avere tra le mani la prova concreta. E lo sarà ancora di più quando comprenderai da dove è nata quella collezione – chiamala così – e cosa significa un monumento del genere quassù.
Si mangia bene da Mariella, una veridica e schietta cucina di trattoria. Ma la ricerca delle materie prime è orientata all’eccellenza: i salumi sono di una categoria inaccessibile alla spesa quotidiana, i macellai sono quelli giusti, le paste sono fatte in casa, le Vivande sono di stretta osservanza.
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Prova la polentina con fonduta di formaggio e tartufo, magari debitrice di un tratteggio dei sapori non troppo preciso, o i cappelletti in brodo, ricchi di un ripieno dolce e morbido come pochi. Prova l’opulenta trippa, condita riccamente come da programma e profumata, o il morbidissimo guancialino con il purè.
Ma non potrai nemmeno per un attimo mollare l’attenzione a quella miniera che è la cantina. Sia che tu scelga le preziose referenze in carta, proposte a prezzi commoventi, sia che tu decida di affidarti alle cure di Mariella per la scelta di un tesoretto degli anni che furono nascosto negli anfratti della cantina, o magari uno champagne di carattere insolito, sarai stordito dalla ricchezza, profondità, varietà delle proposte e soprattutto dalla competenza. Nessuna prosopopea trasparirà nei commenti degli Osti, Guido ad affiancare il servizio in sala, durante la degustazione. Nessun atteggiarsi a mimiche tanto consunte quanto inutili: ma ti basta guardare la complessa e delicata operazione di scalzare un tappo vecchio di trent’anni e comprenderai il resto.
Il mistero è risolto: la passione, ma ancor più l’amore per il vino come espressione del territorio ha infuso la ricerca inesausta in questi benefattori del gusto. Loro per il mondo a ricercare gemme, e noi a goderli, seduti al nostro tavolo, con un sorriso in mezzo alla faccia che vale più di cento commenti.
Per mangiare, alzerai 30, 35 europei. Per bere, molto meno di quello che immagini per molto meglio di quello che immagini.
E che non ti venga in mente di atteggiarti a conoscitore dell’Alta Fedeltà: qui c’è una delle maggiori autorità mondiali sull’argomento. Maneggiare con cura.
![Mariella, Fragno di Calestano PR [7.0] Mariella, Fragno di Calestano PR [7.0]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/mariella-fragno005-140x104.jpg)
![Mariella, Fragno di Calestano PR [7.0] - La mortadella di Pasquini Mariella, Fragno di Calestano PR [7.0]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/mariella-fragno004-140x104.jpg)
![Mariella, Fragno di Calestano PR [7.0] Mariella, Fragno di Calestano PR [7.0]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/mariella-fragno020-140x104.jpg)
![Mariella, Fragno di Calestano PR [7.0] - La Polentina Mariella, Fragno di Calestano PR [7.0] - La Polentina](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/mariella-fragno008-140x104.jpg)
![Mariella, Fragno di Calestano PR [7.0] - I Cappelletti Mariella, Fragno di Calestano PR [7.0] - I Cappelletti](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/mariella-fragno010-140x104.jpg)
![Mariella, Fragno di Calestano PR [7.0] - La trippa Mariella, Fragno di Calestano PR [7.0] - La trippa](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/mariella-fragno015-140x104.jpg)
![Mariella, Fragno di Calestano PR [7.0] - Il Guancino Mariella, Fragno di Calestano PR [7.0] - Il Guancino](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/mariella-fragno016-140x104.jpg)
![Mariella, Fragno di Calestano PR [7.0] - Costolette d'Agnello Mariella, Fragno di Calestano PR [7.0] - Costolette d'Agnello](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/mariella-fragno017-140x104.jpg)
![Mariella, Fragno di Calestano PR [7.0] - La "Carta" dei vini Mariella, Fragno di Calestano PR [7.0] - La "Carta" dei vini](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/mariella-fragno001-140x104.jpg)
![L'altro Cà del Merlo, Vezzano s/Crostolo RE [6.9]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/pro-cork-012-800x600-150x150.jpg)
![Mattias, Livigno SO [8.6]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/mattias-BN-150x150.jpg)
![Bacco, Bari [7.4]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/immagine-001-800x6002-150x150.jpg)



Giusto per curiosità: che vino hai scelto?
P.S. Nessun commento sulle costolette d’agnello?
Un Chianti Rùfina Selvapiana 1981, ma non l’ho esattamente “scelto”
e dire che prendevano anche il mio Balsamico e non ci sono mai andato, molto male! :-/ rimediero’ al piu’ presto (da segnalare anche il loro negozio hi-fi news in centro a Parma)
sì, e dicci anche qualcosa in più su questo aceto eh.
Capiti mai a Novellara?
http://www.acetaiasangiacomo.com :)
Capitare no, ma si può fare in maniera…
:)
ieri sera, una piacevolissima sorpresa da Mariella: ho gustato la polentina con il tartufo, ma soprattutto ho apprezzato un vino eccezionale,un jurancon sec del 2005 che si accompagnava benissimo al piatto. se posso sottolineare una pecca: la velocita’ tra una portata e un’altra. grazie a mariella e alla sua famiglia
[...] Fronduti. Poi c’era solo il piatto e gli obiettivi li abbiamo dimenticati a casa, complice una delle più seducenti Trattorie d’Italia: Mariella, a Calestano. Un po’ di incroci di amici digitali e analogici: il [...]