la Nespola, Lusia RO [7.0]
Lùsia, perbacco, no Luìsa, Lùsia. Mi tocca dirlo e ridirlo, che mi si storpia in bocca questo nome con la esse dolce che per noi di Reggio è come una patata fritta infilata sotto la lingua.
Mentre guido la tedesca forte di fianchi lungo le stradette fin troppo bitorzolute della pianurka bassorovigotta, tengo d’occhio l’altimetro tennologico: dice meno due, poi meno uno. Metri. Sotto il livello del mare. Perchè mi fa sempre effetto, sebbene mi sia facile comprendere razionalmente, ma mi fa effetto sapere che due metri più in alto si galleggerebbe.
Giungere nella piazza di Lùsia (no Luìsa!) non è come arrivare a Versailles: varii edifizi d’impronta strettamente littoria, ma non quelli baldamente razionalisti che ti ricordi: una scuoletta, un municipietto con i tratti inconfondibili ma un po’ alla buona, più ordinari che stentorei. E uno spiazzo accentrato attorno ad un parcheggio.
La Nespola è nell’angolo che devi guardare bene, perchè all’esterno ha faccia sommessa e distesa: e varcata la soglia resta questo senso di placida serenità, increspata solo dall’esuberante verve di Antonio Pellegrini che – letteralmente – travolge con le proposte, i suggerimenti, le idee legate al pescato e al vino. Conosce il mestiere di ristoratore, e lo fa al meglio.
La cucina di Paolo Lovisari è infatti prevalentemente ittica, sui prodotti del vicino adriatico e qualche referenza forestiera, arricchita di idee a tratti originali, ma sempre caratterizzate da un grande senso della misura e della composizione.
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Il cestino di pani fatti in casa è seducente: vario, arricchito di impasti insoliti, e in apertura accompagna questo salmone delle shetland leggeremente affumicato con salsa al whisky e purea di pere anche bello a vedersi.
Vien bene anche il racconto dei primi: ti lasci irretire dagli spaghetti neri con scoglio bianco, un piatto che percorre sentieri noti, ma che regala un brivido di puro piacere all’incontro di quello scampo di siderea integrità.
Non poteva mancare il mantecato di baccalà, servito con pane dolce
L’estro del cuciniere si fa spazio nei dessert, belli e colorati, tra cui la spuma di torroncino seduce lo sguardo ma abboffa un po’ il palato: di certo realizzato con sapienza e precisione.
Difficile resistere alla tentazione di affidarsi in pieno all’affabulazione dell’Oste, quand’anche per i vini le idee sono costruite su una tocco particolarmente calibrato: un aperitivo offerto, un bicchiere di passito per soprammercato.
Verso i 50 europei il conto.
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![la Nespola, Lusia RO [7.0] - Goloserie la Nespola, Lusia RO [7.0] - Goloserie](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/la-nespola-lusia025-140x104.jpg)

