Birra Lager Chiara “Sveva” – Grado Plato [8.1]
Commovente la bottiglia da 0,750 con la macchinetta, come da tradizione.
Ha aspetto invitante, con il suo paglierino chiaro lattiginoso, grigiastro: con una enorme spuma bianca tracimante e sopra tutto resistente, per molti minuti.
Odora netta e diretta di lieviti, luppolo e buccia di limone fresca.
Il sorso è liscio , con solo una timida traccia dell’effervescenza incotrata poc’anzi. Poi s’ingrossa subito, assumendo uno spessore più fitto, senza rinunciare ad una folgorante bevibilità ed ad una chiara freschezza. Dolce nel mezzo, ha una spiccata uscita amara.
Non lunghissima, se non per la spina amaricante che resta attaccata al palato, per 9 euri emmezzo in birreria.


Notare come i voti che finora hai assegnato alle birre italiane siano quasi sempre molto vicini all’eccellenza, sintomo di come il mondo birrario di questo paese sia in incredibile sviluppo, vista la capacità e la passione di tantissimi mastri birrai vogliosi di sperimentare nuove incredibili combinazioni: farro, carrube, castagne, spezie, miglio…
Abbiamo la fortuna di partire quasi da zero rispetto ai mercati affermati di Belgio, Inghilterra e America che vivono della tradizione dei loro magnifici prodotti, ma che non hanno interesse nello sperimentare e commercializzare nuove tipologie di birra come sta invece facendo il giovane mercato italiano.
E non hai ancora assaggiato le migliori…
In effetti trovo che il fenomeno dei microbirrifizi stia diventando una specie di movimento: alcune realtà raggiungono e a volte superano le grandi produzioni d’Oltralpe.
Va indagato e approfondito.