La Bandiera, Civitella Casanova PE [8.2]

 

La Bandiera, Civitella Casanova PE [8.2]Ti lasci alle spalle il mare, che è il punto di riferimento più banale di queste plaghe: la rigona azzurra che veste tutto l’orizzonte non ti abbandona, ovunque tu voglia girare in lungo e in largo l’orlo della gonna del Gran Sasso d’Italia, o della più austera e riservata Maiella.
Al tramonto finalmente quella luce – abbagliante nei giorni di sole, infeltrita e piatta con il grigio – ti lascia solo e libero di scegliere: magari un’autostrada e poi una strada, poi una stradina e infine una stradetta per arrivare di piccolo in più piccolo fino alla Locanda.
Se le nuvole decidono di coricarsi altrove anche di notte il panorama è mozzafiato: o forse di notte, di più. Le immensità rocciose incombono a un lato e dall’altro, ad ogni curva un nuovo sipario di colli e vallette crivellati di puntini lucette casette.
Una eterna avanscoperta, che sarebbe assai più plausibile se ci fossero dei cartelli che t’avvisano che stai salendo sulla Macchina del tempo. La ghiaja scricchiolante sotto le suole è già la prima, burbera voce della Casa che ti aprirà le porte tra poco: ed è una Casa amata, lo capirai in breve. E’ amata dagli abitanti, che ne hanno fatto vita e virtù qui spersi nei secoli dei secoli, ed è amata dagli ospiti che anche un martedì di febbraio decidono di inerpircarsi qui per farsi viziare da Marcello Spadone e dalla sua famiglia: un figlio in sala un’altro in cucina.
Al tuo tavolo puoi alzare gli occhi sulla sala tutt’attorno, potrebbe essere la sala da pranzo di casa tua. Magari solo sfiorando la Minuta delle Vivande, perchè le Degustazioni sono così amabili da farsi scegliere subito: ed hai solo l’imbarazzo della scelta tra la Tradizione e uno speciale Tutto Baccalà. Viene lo chef ad assicurarsi che sia tutto chiaro, che domani andiamo in ferie e qualche cosa non c’è, e ti sentirai già pronto per abbandonarti.
Ecco la Macchina del Tempo: la sapienza di mille anni condensata in un boccone. Sapienza che è la conoscenza del fare le cose, di metterci le mani, di trasformare senza deformare. Guarda  quelle focacce, e quei panetti, e attenzione: che domani andiamo in ferie e non c’è tutta la scelta, eppure sono già più di quanti ne potresti assaggiare. Cominci già a pensare quando sarà la prossima volta. Tanti vini buoni al bicchiere, incluso – udite udite – Villa Gemma, 2003. Tanti vini buoni nella liste, una regionale ed una nazionale: roba di classe superiore a prezzi masticabili, nel frattempo che t’arriva una dolce tartare di baccalà.
Assaggi: porchetta melograno e cotenna fritta, il rustico filetto con funghi e frutta, diretto  e privo di orpelli e sbavature. Poi ricotta di pecora fresca di giornata, come non mai, poi la cipolla grigliata, poi le travolgenti salsicce. E poi ancora, una frittatina con il tartufo nero, in cui l’uovo è restituito nella sua integrità. Micidiale. E il carciofo con il soufflè.

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La Bandiera, Civitella Casanova PE [8.2] - Tartare di Baccalà La Bandiera, Civitella Casanova PE [8.2] - Porchetta La Bandiera, Civitella Casanova PE [8.2] - Filetto
La Bandiera, Civitella Casanova PE [8.2] - Cipolla e sarsicce La Bandiera, Civitella Casanova PE [8.2] - Frittatina La Bandiera, Civitella Casanova PE [8.2] - Carciofo
La Bandiera, Civitella Casanova PE [8.2] - Zuppa La Bandiera, Civitella Casanova PE [8.2] - Pappardelle La Bandiera, Civitella Casanova PE [8.2] - Stinco
La Bandiera, Civitella Casanova PE [8.2] - Animelle La Bandiera, Civitella Casanova PE [8.2] - Formaggi La Bandiera, Civitella Casanova PE [8.2] - Il Predesert
La Bandiera, Civitella Casanova PE [8.2] - Il Desert La Bandiera, Civitella Casanova PE [8.2] - IL Caffè La Bandiera, Civitella Casanova PE [8.2] - Golosità

Hai solo il tempo di riprenderti dalla grande ricchezza sensoriale, in aromi e consistenza, che una scodella ti donerà la zuppa di quadrucci con ceci e funghi. Hai trovato il combustibile per la Macchina del Tempo: nessun sapore è sconosciuto, tutto è consueto, ma: così denso di saggezza. Saggezza della misura, del racconto, del rispetto. Senti la felicità spandere il suo tocco su di te: ed è lì che avrai il coup-de-grace con le pappardelle con scalogno e papero muto. Dopo, saprai che questo è il piatto bandiera della Bandiera, in carta da 25 anni e mai eliminato: a ragione. Pasta all’uovo, ragù, sapienza. Vasto in descrizione dei sapori, una vera e propria festa della rimembranza. Perfetto.
E riuscirai ancora a dire perfetto dello stinco glassato al montepulciano: di cui dubiti si possa ancora dire qualcosa, ed allora assaggia questo, un manifesto di misura e controllo.
Stai già amando tutti: i giovini che volteggiano in sala con una parola per tutti, lo chef che non manca di apparire per capire, per vivere il service. Ma l’amore sarà eterno, quando vedrai arrivare una “assaggio” di animelle d’agnello, solo perchè il dito si era fermato sulla carta al momento dell’ordinazione su quella Pietanza, con un momento di dubbiosa golosità. Visto che era indeciso, mi sono preso la libertà di portarle un assaggino, dice, conquistandoti per sempre. Perchè anche questo è un distillato di storia dell’Uomo.
C’è un carrellino di formaggi, serviti con la composta di pomodori verdi.
C’è il pre-desertino: la mousse di pere con il brodo di frutta.
Il dolce è un’invenzione, ed è il più perfettibile dei piatti: bruschette con gelatina di pomodoro e crema leggera, una specie di majonese dolce – e un po’ burrosa – con una macedonia di pomidoro,
Hai persino la Carta dei Caffè, con il suo bel Blue Mountain a disposizione, in abbinamento all’ultima golosità.
45 europei la Degustazione, faran 50 alla carta. C’è tre camere, belle e convenienti, per chi vuole spiaggiarsi quassù.
Che bello.

La Bandiera
Contrada Pastini, 4
65010 Civitella Casanova PE
t. 085 845219
web: La Bandiera

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Imagine, Zurich Hauptbahnhof CH [6.0]
Locanda dell'Arcimboldo, Coriano VR [7.7]
Azafran, Sevilla E [6.7]
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4 commenti

  1. Posto super, concordo. Peccato l’ubicazione

  2. erasmo granchelli scrive:

    Egregio Signor Francesco,
    sono un signore di 80 anni ma con il cervello ancora funzionante. Nella vita ho fatto di tutto: persino il valido ed apprezzato corrispondente di provincia di un Giornale quotatissimo ai miei tempi. Lo dirigeva Gianni Letta. Oggi è diventato un cesso !
    Chi lo ha diretto e chi lo dirige oggi si devono vergognare per come scrivono e per quello che scrivono.
    Premesso ciò,ho letto il tuo scritto (esteso poco prima del terremoto) sulla Bandiera e su Marcello Spadone. E’ stato un piacere leggerlo. Mi sono riconciliato lo spirito con un ottimo scritto ma troppo aulico e sperticato per fare gli elogi senz’altro meritati ad un territorio e ad un ristorante,sia pure di altissimo valore e di altrettanta classe.
    Marcello,sua sorella ed il figlio se li meritano tutti e pienamente.
    Marcello non lo sa. Mio padre (vigile urbano) e mia madre (ostetrica condotta) sono
    stati i padrini della famiglia di Marcello. Marcello non era ancora nato. Io in quella contrada,che era una landa deserta (senza scuola,senza strade,senza acqua,senza luce,senza riscaldamento,senza servizi igienici),ho conosciuto mia moglie,unica insegnante elementare di 22 anni,che era stata trasferita da Castiglione della Pescaia. Signorina bellissima ma sconsolata e disperata per il suo nuovo incarico. La maggioranza dei residenti erano analfabeti.
    Oggi il Sindaco di Civitella Casanova (PE) è il Geom. Alessandro Lattocco. Mia moglie
    risiedeva sul posto perchè in quel tempo non c’erano le automobili per viaggiare.
    C’era soltanto qualche dissestato autobus per raggiungere Pescara. Abitava in una casa colonica di proprietà dei genitori dell’attuale Sindaco.,dove le impellenti necessità
    corporali doveno essere soddisfatte nella stalla delle mucche.
    I primi rudimenti scolatici il Sindaco li ha ricevuti da mia moglie.
    Anche io,per quel che ho potuto,ho contribuito da pubblico amministratore a cambiare il volto di quella contrada.
    La prima cosa che ho fatto,ho costruito una bella e confortevole scuola,che oggi è
    sta venduta ad un privato perchè non ci sono più alunni in quando non nascono più i bambini,che ai tempi di mia madre nascevano in notevole numero sino a superare le
    morti.
    Il Comune è diminuito di popolazione residente. Ci sono rimasti soltanto i vecchi che
    sono quasi tutti in mano alla badanti straniere perchè non c’è più il culto e l’onore di
    appartenere e coltivare il mito ad una famiglia unita.Il mio paese e l’intero territorio si sono spopolati completamente. Oggi il rimanente e definitivo danno lo ha fattoil terremoto del 6 aprile 2009. Il centro storico di Civitella Casanova è stato distrutto completamente dal terremoto come l’Aquila. Quello spaccone-esibizionista di Berlusconi e quell’impreparato e approssimativo economista di Tremonti (legato smaccatamente e spudoratamente alle politiche nordiste ed antiunitarie di Bossi e della Lega) non hanno stanziato,sino ad oggi,nemmeno una euro per ricostruire i centri storici del mio paese,de l’Aquila e degli altri paesi compresi nel cratere.
    Amico carissimo,presumo scrittore e giornalista emerito,Voi Padri-santissimi della
    carta stampata dovete parlare di più di questi drammatici argomenti e non più di altre cose meno importanti. Mi scuso se ho sproloquiato troppo,forse in modo vacuo ed inutile,anche di altre questioni. Ma ti ringrazio tanto per avermi ascoltato con pazienza anche se so di averti rubato del tempo molto prezioso.
    Cordialità vivissime
    Erasmo Granchelli

    • Salve Sig. Granchelli,
      probabilmente l’imperfetta impaginazione ha creato qualche confusione: Francesco Annibali quassù è sì giornalista, ma per sua fortuna non è l’autore dello scritto.
      Scritto “troppo aulico e sperticato” secondo Lei, di cui invece sono del tutto responsabile io. Che non sono “giornalista emerito”, ma un semplice scriba appassionato delle delizie della Tavola.
      Per quello quando trovo un posto come La Bandiera mi lascio trasporare dal pathos, e cerco di contagiare i miei (meno di) 25 lettori con la stessaemozione che ho provato io.
      Di altre questioni sì, ha ragione Lei: sarebbe opportuno scrivere, avendone titolo e cognizione.

      Grazie per il Suo racconto.

      • erasmo granchelli scrive:

        Signor Stefano Caffari,
        chiedo scusa se rispondo solo oggi. Le ragioni del ritardo le spiego subito.
        Nello scritto precedente ho precisato che ho 80 anni compiuti e per questo
        motivo,a volte,sono costretto ad assentarmi per cure. Il computer in queste
        circostanze lo trascuro e ci ritorno in confidenza appena possibile.
        Ti ringrazio,scusami per il tu,per avermi risposto.
        La prossima volta non darmi del Lei. Dopo le ferie,se vivo ancora,ti vorrò incon=
        trare e sarai ospite mio a Pescara,in modo gratuito. Ti racconterò dell’altro.
        Su di me,potrai chiedere informazioni a Marcello Spadone che mi conosce molto
        bene. Cordialità vivissime
        Erasmo Granchelli

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