IGT Salento “Amativo” – Cantele 2006 [7.9]

 

IGT Salento “Amativo” – Cantele 2006 [7.9]

Vale, e come vale: questo blend di 6 parti di Primitivo e 4 di Negroamaro. Che toglie quella dolcezza marmellogena che troppo spesso trovo nei Primitivo più concentrati, epigoni di una estrazione che felpa le papille. E invece l’Amativo è sì scuro, di questo bel rubinone denso e fitto ottenuto da severe potature in verde e in frutto, ma ha stoffa da vendere. Ha velo leggero, con un pigmento rosa fucsia, e archetti finissimi. La tensione glicerica non è enorme, ben sublimata dai 14° di targa, ben portati. In effetti il naso esprime una sua generosa complessità: dal frutto, deciso e percepibile, alla spezia – la...
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Birra Lager Chiara “Sveva” – Grado Plato [8.1]

 

Birra Lager Chiara “Sveva” – Grado Plato [8.1]

Commovente la bottiglia da 0,750 con la macchinetta, come da tradizione. Ha aspetto invitante, con il suo paglierino chiaro lattiginoso, grigiastro: con una enorme spuma bianca tracimante e sopra tutto resistente, per molti minuti. Odora netta e diretta di lieviti, luppolo e buccia di limone fresca. Il sorso è liscio , con solo una timida traccia dell’effervescenza incotrata poc’anzi. Poi s’ingrossa subito, assumendo uno spessore più fitto, senza rinunciare ad una folgorante bevibilità ed ad una chiara freschezza. Dolce nel mezzo, ha una spiccata uscita amara. Non lunghissima, se non per la spina amaricante che...
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E’ tutto vero

 

E’ tutto vero

Mi scrive Alex Revelli Sorini, dell’Università di Siena: l’indegno moleskine digitale che state – forse – leggendo è La Notizia del Giorno sui Taccuini Storici. Dice: “Uno spazio curato, ricco di temi e recensioni animate da critica pulsante, mai banale o di maniera e soprattutto chiara, senza nessuna morale culinaria che produce solo tedio”. *si guarda la punta delle scarpe*
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Principe Leopoldo, Lugano CH [7.0]

 

Principe Leopoldo, Lugano CH [7.0]

Potrebbe essere il Gran Canyon, alla dogana di Brogeda: e invece è un piazzale oblungo su cui sono disegnate striscie bianche piuttosto convulse, tanto da farlo rassomigliare ad una strada. Potrebbe essere il Grand Canyon per quanto immensa è la differenza che s’avverte transitando quei pochi cento metri che ti separano dalla Confederazione Elvetica. Il Ticino così uguale eppure così enormemente diverso, fosse solo per quella vignette che la signora in divisa ti regala con un sorriso – in cambio di soli trenta euri – per percorrere in lungo e in largo le autostrade. La Svizzera mi fa sempre un po’ di...
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AdG segnalato dai Taccuini Storici

 

Insomma, i complimenti pubblici mi imbarazzano un po’. La mia mamma mi diceva che “non ci si stima” perchè quelli che “si stimano” diventano antipatici. Nel linguaggio popolare delle mie lande “stimarsi” riflessivo ha un significato ben più estensivo che nell’Italiano della Crusca: significa un complesso cocktail di vanità, esibizionismo, desiderio d’apprezzamento e una serie infinita di sfumature che stanno lì attorno. E’ una condanna: ed è un lascito della cultura di cui noi nello stivale siamo impregnati, quella della superbia che è peccato. Quindi guai a dire dir...
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