5 Questioni su wi-fu: Filippo Ronco
Poteva mancare in questa intervista collettiva il più intraprendente, entusiasta e inossidamile fomentatore di roba wi-fu in rete? Eccolo pronto al cimento, Filippo Ronco. Tra la nuova versione di TigullioVino e la nuova release di Vinix, trova il tempo di rispondere. Imperdibile la numero tre.
Grande crescita commerciale ma anche grande crescita qualitativa. Dopo la sbornia dei prezzi, gli scandali e le cantine piene. Dov’è arrivato e dove sta andando il vino italiano?
Il vino italiano si è dato una calmata. Circolano strani listini fantasma a prezzi – stracciati – quasi imbarazzanti ma non lo può dire nessuno. Le cantine sono ancora in buona parte piene, diminuisce secondo me il consumo di massa a favore del consumo di nicchia, pur con le dovute proporzioni.
Cuochi superstar, cuochi in TV. Grandi personalità di spicco, ma ancora troppi locali omologati. Dov’è arrivata e dove sta andando la ristorazione italiana?
Preferisco chi sta in disparte a coltivare il suo genio. Sinceramente non è il mio ambito di lavoro. Da uno sguardo semplicemente appassionato mi sembra ci sia – finalmente – un ritorno alla concretezza. Credo che i locali che più di ogni altro stiano sopravvivendo bene alla paventata crisi siano quelli con lunga tradizione alle spalle, grande materia prima, cucina di territorio non troppo rivisitata. Più sostanza in pratica e meno “fuffa”. Un desiderio infine: prendiamoci tutti meno sul serio.
Continua a crescere il numero dei siti e dei blog dedicato al Wine & Food. Che c’azzecca l’Internet con l’enogastronomia?
Internet c’azzecca con tutto. La mia teoria spicciola ? Il mondo ruota intorno a donne, vino e cibo, fonti di piacere, gioia e soddisfazioni. In quest’ottica cibo e vino, on o offline assumono un’importanza quasi strategica per il benessere quotidiano. Internet aiuta a raggiungerlo questo benessere perchè è veicolo di conoscenza e quindi consapevolezza. Tutto il resto viene di conseguenza.
E’ un fatto: c’è la legge e ci sono i controlli. Si può discutere nel merito, ma intanto i consumi di vino al ristorante crollano. Quali proposte concrete?
Personalmente sono piuttosto insofferente per natura ad ogni tipo di restrizione, forse perché credo di essere in grado di non arrecare fastidio ad altri. E’ un problema serio comunque, soprattutto a sentir parlare gli amici ristoratori. L’unico sistema a mio avviso sarebbe predisporre dei servizi efficienti che consentissero da un lato al consumatore di poter godere pienamente e non in modo castrato dell’uscita al ristorante e dall’altro al popolo della strada di non rischiare nulla. Parlo di servizi pubblici ma anche privati legati ai ristoranti. A mio avviso potrebbe essere uno dei tanti “nuovi” lavori per i quali molti si stanno attrezzando per andare avanti.
Prospettive, politica, cultura. Ma di cosa non può fare a meno l’enogastronomia italiana?
Cultura, consapevolezza delle proprie origini, prospettive ancorate alla propria storia.

