Portovecchio, Salerno [6.7]
Non si fa di raccontare il racconto a più di un mese e quasi due da quando, in una giornata uggiosa alquanto, varcasti la soglia di questa Casa. Adiacente all’ingresso del porto, nomen omen, con l’incongruo aspetto di uno chalet. Ma ricordi bene l’oasi di ristoro che ti si presentò, pur nella bruma della memoria.
Dunque il Portovecchio nel mezzodì lo troverai ben frequentato, con una torma di camerieri che s’affaccenda tra la cucina e le sale con buona lena. Le Vivande sono declamate a voce, con piglio gagliardo, mentre atterra sul tavolo il cestono del pane rustico con taralli, letteralmente omicidi. Nel senso di irresistibili.
Lasciati gli antipasti di mare, tradizionaloni e improntati ad una rassicurante consuetudine, potrai godere di un abbondante piatto di spaghetti alle vongole: senza brividi, ma ben tirati e ben conditi, fors’anche un filo di troppo. Ma conservano integro il sapore delle conchiglie e non indulgono certo a pericolosi esperimenti & avvitamenti.
A seguire, oltre a pesci in ogni maniera, è offerta una spettacolare paranza: alluvionale, enorme, ricolma di tutto, asciutta e varia. Bella parata di totani, gamberi, merluzzetti, triglie e le superbe alici che valgono il viaggio.
Dolci senza sorprese, bottiglieria a richiesta.
Spendi 50yuri.
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alterne le fortune di questo locale…poi mi manca qualche anno di frequentazione in città, ormai…
Vivissimo, però il ricordo di un pranzo per un’anniversario dei miei (o qualcosa del genere) poco tempo dopo l’apertura(circa 15/18 anni fa): titolare amico di papà, piatti splendidi, materie prime eccellenti…