5 Questioni sul wi-fu: Leonardo Romanelli

 

Leo Romanelli è più cose di quante se ne possano raccontare in poche righe. Infaticabile indagatore della Toscanità gastronomica, personalità versatile e poliedrica dalla comunicativa multiforme: dalla TV al blog, Quinto Quarto.
Oltre a possedere in buona misura il dono dell’ubiquità, ha accettato di buon grado di rispondere ad AdG e il tormentone wi-fu.

Grande crescita commerciale ma anche grande crescita qualitativa. Dopo la sbornia dei prezzi, gli scandali e le cantine piene. Dov’è arrivato e dove sta andando il vino italiano?
Alla ricerca di una dimensione che lo faccia tornare vino quotidiano o grande vino senza essere troppo muscolare, senza bisogno di stupire, senza necessità di mostrarsi come non è. Insomma, non rinnegare i favolosi anni Novanta ma trarre l’insegnamento della qualità di quel periodo, per rapportarsi ad una realtà nella quale si deve tornare ad educare il consumatore, senza prenderlo per il collo.

Cuochi superstar, cuochi in TV. Grandi personalità di spicco, ma ancora troppi locali omologati. Dov’è arrivata e dove sta andando la ristorazione italiana?
Difficile rispondere in maniera secca ad una domanda che da sola varrebbe un convegno. C’è la paura di cucinare qualcosa che al cliente non piaccia e si propongono piatti troppo ripetitivi: la tagliata, la milanese con pomodorini, il tonno, ecc. Si deve tornare all’artigiano, che sa lavorare bene che propone al pubblico il proprio cibo, convinto e in questo caso ognuno troverà spazio. Non tutte le sere si ha voglia di mettersi il vestito di Prada, a volte basta il maglione e quindi..c’è spazio per tutti. In questo momento la ristorazione non vede bene il futuro, un anno di transizione e poi si riparte.

Continua a crescere il numero dei siti e dei blog dedicato al Wine & Food. Che c’azzecca l’Internet con l’enogastronomia?
Molto, come per tutti i settori. Piazza virtuale dove scambiarsi opinioni, ricettari che da libri passano on line, vini che profumano..questo no, ancora Internet non ce la fa!

E’ un fatto: c’è la legge e ci sono i controlli. Si può discutere nel merito, ma intanto i consumi di vino al ristorante crollano. Quali proposte concrete?
Abbassare i ricarichi che spesso sono eccessivi. Vino al bicchiere davvero, e ben proposto. Promozioni speciali ogni giorno e anche ogni settimana. La leva, insomma, è il prezzo.

Prospettive, politica, cultura. Ma di cosa non può fare a meno l’enogastronomia italiana?
Conoscenza del proprio passato per gestire bene le novità.

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5 commenti

  1. massimo.b scrive:

    siamo sicuri che aa gill scriverebbe: “personalità versatile e poliedrica dalla comunicativa multiforme”? :-)

  2. #2. sicuro, al 100%

    PS.: Sei un uomo orribile.
    *si rincagna a mugugnare in un angolo*

  3. ditemi chi è aa, suvvia!

  4. soliani giuseppe scrive:

    So che ti posso trovare più libero qui sul sito che per telefono quindi… ti pongo seguente quesito… se puoi aiutarmi…
    Voglio fare piccola cena degustazione con un pò di albinetani… base pesce crudo 3 portato e semicotto o cotto 3 portate e un primo…
    fra quello che ho sentito un pò decente ho trovato Contaldi castaldi saten da 1,5 Lt per la prima parte (30 €) e Pojer sandri foje bianco (costo non pervenuto)… per la seconda… in tutta la tua continua degustazione hai trovato qualcosa di meglio e di intrigante???

    Grazie comunque… un abbraccio a te e betti e un bacio ai bimbi
    Giuseppe

  5. #4. Ma prof.Romanelli, diamine! AA Gill è il rencensore più cool del mondo (esclusi i presenti, ovviamente)

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