Appunti Diviàggio: Un Posto Quasiasi a Milano

 

 

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Piove ancora, il Naviglio è pieno d’acque. Scorre qui di fianco, con il rumore di duecento serpenti che strisciano sulla sabbia. Sono umido e illividito, e quando si è umidi e illividiti si corre il rischio di perdere il senso della misura: e di dire cose ingiuste di gente che in fondo è lì a lavorare. Quindi semel in anno, niente nomi.
Perchè la storia è tutta qui: un locale bellino con le luci fioche e tutti gli ammennicoli vintage della bella metropoli meneghina del tempo che fu, un sacco di gente che piace alla gente che piace. Pieno a foderi, tavoli fitti come tessere della scacchiera.
Nel piatto la pasta arriva sfinita dalle precotture, lenta, tiepida, annegata nella salsa di pomidodo dalla latta da cinque chili. Stracotto, annegato di salsa di pomidoro. Torta? un malloppo asciutto e polveroso.
E tutti alzano i calici.
Mi rannicchio nel mio malcontento, che la vita è troppo breve per mangiare male.

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6 commenti

  1. federico scrive:

    che bel quadro. un’istantanea dei tempi attuali. la foto però evoca ben altre piacevoli emozioni. evidentemente è il miglior commento per un posto così, dove niente è ciò che sembra e tutto suona come il canto delle sirene

  2. artemisia scrive:

    uhm, si vede che era asciutta…

    PS: il fenomeno andrebbe commentato; locali di cibo pessimo, pieni di gente felice; quale alchimia? (commenti che non liquidino subito, del tipo quellissoscemi, è la moda ecc).

  3. stamattina ne parlavo ancora visibilmente seccato, visto che lo stracotto mi ha accompagnato tutta la notte, con la gentile signora del mio B&B.
    La sua risposta icastica è stata “ma allora la gente non sa proprio mangiare”.
    in effetti se la pietra di paragone è la Busta Liofilizzata beh, allora l’invereconda pastasciutta di ier sera vale certamente i 10 euri grassati allo scriba.
    Eppure nella stessa Milano io stesso che milanese non sono conosco almeno 3 posti che con 5, massimo 10 euri in più fanno veramente bene…
    ma sono ineluttabilmente: vuoti.

  4. cristina scrive:

    Il mangiare bene purtoppo si sta perdendo.
    nessuno ha più voglia di mettersi dietro ai fornelli per preparare succulente pietanze.Si fa prima ad andare in rosticceria o nl reparto congelatori!5 minuti e il pranzo o cena son serviti.
    Ma vuoi mettere preparare le tagliatelle con i “buragi” (le borragini) o i ravioli o gli gnocchi fatti in casa e la soddisfazione dei commensali?famigliari e amici?

  5. cristina scrive:

    Il mangiare bene purtoppo si sta perdendo.
    nessuno ha più voglia di mettersi dietro ai fornelli per preparare succulente pietanze.Si fa prima ad andare in rosticceria o nl reparto congelatori!5 minuti e il pranzo o cena son serviti.
    Ma vuoi mettere preparare le tagliatelle con i “buragi” (le borragini) o i ravioli o gli gnocchi fatti in casa e la soddisfazione dei commensali?famigliari e amici? Specialmente in queste giornate piovos che non permettono di andare a raccogiere le olive?!

  6. Carla scrive:

    Capita, a volte, che si cerca in due piattini riusciti bene la consolazione ad una giornata nata male. Salvo poi rimanere intrappolati in cibi assolutamente mediocri. E la delusione è ancora maggiore perchè carica di aspettative. Però vuoi mettere quelle volte, invece, che non ti aspetti niente e ti ritrovi a gustare sapori da sturbo?

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