Locanda del Palazzo, Barile PZ [7.1]

locanda-del-palazzo-barile.jpgNon è che ci arrivi per caso, a Barile: la devi volere, questa deviazione dei percorsi di traffico d’affari che non siano enologici. Eppure Lucia e Rino Botte hanno dedicato anni di cure maniacali alla ristrutturazione delle scuderie del palazzo dei Caracciolo riportandolo ad un sommesso ed elegante splendore. Belle le camere del piano superiore, bella ed accogliente la hall, sontuosa la sala da pranzo: con i suoi soffitti a crociera alti otto metri e i colori caldi,  opere di pittura e scultura di un certo impatto alle pareti.
Nella carta delle vivande c’è ampia scelta di terra e di mare: e non sorprenda che lo Jonio è a meno di un’ora d’auto da qui. Non s’offre una degustazione, e non ci si perde in frivolezze ed ammenicoli, fissandosi ad un robusto pane locale: ma gli educati numeri della colonna di destra consentono di spaziare all’assaggio senza troppi patemi.
Per soprammercato dalla cucina un bel benvenuto: un fagottino con ricotta ed erba cipollina e salsa al prezzemolo, di cui ricorderai facilmente la travolgente intensità del sapore.
Avrai l’antipasto di fegato funghi e patate, con sapori decisi e bella presenza del profumo di rosmarino, in generale equilibrio. Fegato molto ben passato che riporta appena un’oncia di tenacia nella fibra.
Opterai per una poverissima e tradizionalissima minestra di fave e cicoria: piccante il giusto, ricca e rustica allo stesso tempo. Un piatto di grana grossa ma usata con sapienza, ben tirata e resa davvero gustosissima. Il caciocavallo finale è un tocco di poesia.
In terra d’Aglianico non potrai resistere alla seduzione dei piatti preparati con il grande vino lucano in base: ecco dunque la sella di vitello all’Aglianico che nella sua costruzione assai classica ti riserverà più di una sorpresa. Soprattutto nella inestinguibile verità delle verzure, appena scottate e perfettamente integre nel loro sapore.
Ben ideata e ben realizzata la composta di cipolle in sottofondo alla carne in un piatto ovvio ma non banale. Vellutata ma un filo burrosa la salsa.

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Seguendo l’istinto che fino ad ora ha guidato bene avrai la torta di noci con “perfetto” all’Aglianico (ancora!). Sedotto dal vezzo semantico, t’avventurerai tra le saporitissime noci e la dolce, intensa salsa. Buono assai pure il “perfetto”.
Sensi dunque appagati e satollanza e gaudenza agli estremi. In una serata poco affollata il servizio è fervido e regolare, il ritmo procede senza strappi. Naturalmente il trionfo dei vini è sui locali.
L’ambiente è tanto ampio da rischiare una certa freddezza: ma potrà essere anche la fugace sensazione del viandante solitario.
Generosa l’addizione, ferma a 40 europei per l’intero viaggio.



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