5 Questioni su wi-fu: Tommaso Farina

Tommaso Farina risponde con icastica puntualità.

Grande crescita commerciale ma anche grande crescita qualitativa. Dopo la sbornia dei prezzi, gli scandali e le cantine piene. Dov’è arrivato e dove sta andando il vino italiano?
Dove va il vino italiano? Chi può dirlo? Sicuramente, una risposta certa la posso dare a proposito di Champagne e bollicine varie di ogni tipo. Alla faccia della crisi, le vendite in Italia aumentano parecchio, del 10% all’anno o anche più. Lo Champagne da almeno 10 anni non fa altro che crescere, ma pure il Franciacorta (Prodotto italiano) aumenta il venduto, poco a poco. Una bollicina, a volte, può rendere allegri ed esorcizzare la crisi.

Cuochi superstar, cuochi in TV. Grandi personalità di spicco, ma ancora troppi locali omologati. Dov’è arrivata e dove sta andando la ristorazione italiana?
La ristorazione italiana è giunta a un grande grado di consapevolezza. Il problema è la saturazione. La crescita dell’ego dei cuochi. La proliferazione di modelli di fascino ma rovinosi se tra mani non sufficientemente capaci.

Continua a crescere il numero dei siti e dei blog dedicato al Wine & Food. Che c’azzecca l’Internet con l’enogastronomia?
Il web, piaccia o no, è fonte d’informazione sempre più interessante per il gastronomo. Sui blog come il mio o come il tuo sempre più gente trova dritte e suggerimenti per prodotti e ristoranti. Oppure, spunti di discussione. Ergo, ha aggiunto tanta carne al fuoco, non solo in senso metaforico.

E’ un fatto: c’è la legge e ci sono i controlli. Si può discutere nel merito, ma intanto i consumi di vino al ristorante crollano. Quali proposte concrete?
I controlli sono draconiani, insensati, sembrano fatti apposta per alimentare le chiacchiere di gente disinformata (anche giornalisti) che fanno d’ogni erba un fascio. Proposte concrete? Far guidare a un astemio.
Oppure, andare in Svizzera e comprare particolari pillole che neutralizzano gli effetti visibili dell’alcol (che poi, per un bevitore da ristorante, sono ben pochi, molti meno che per un tracannatore da discoteca).

Prospettive, politica, cultura. Ma di cosa non può fare a meno l’enogastronomia italiana?
Tra queste tre? Direi nessuna.



2 commenti

  1. Cristiano scrive:

    Scusate ma trovo allucinante sentir parlare di “pillole che neutralizzano gli effetti visibili dell’alcool” o paragoni con giovani che si ubriacano in discoteca. Discoteca o ristorante l’alcool è sempre alcool, anche per i gourmet. La sicurezza viene prima di una cena o di un paio di buone bottiglie.

    Colgo l’occasioner per fare i complimenti per il sito.

  2. L’argomento è dibattutto. Io sarei curioso di sapere qualcosa di più sulle tanto strombazzate statistiche sui sinistri causati dall’alcool: quanti di essi sono causati da conducenti “ubriachi” con il tacco alcoolemico a zero-virgola.
    l’alcool è alcool anche per i gourmet, verissimo: ma chi si appassiona alla buona tavola – di norma – non si riduce in condizione di non guidare.
    ma questa è una rozza e insignificante opinione di buon senso contadino, che non vale contro la legge: quindi io che nonrmalmente vado a cena da solo e non godo del privilegio di avere l’autista bevo un calice e poi no, grazie.

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