Pappacarbone, Cava dè Tirreni SA [9.0]

 

pappacarbone-cava-de-tirreni.jpgNon è dato di sapere se il Pappacarbone del titolo sia il Santo millenario Pietro Primo, gran Abate, profeta della regola Cluniacense e patrono di Policastro. Non è dato di sapere se Rocco Iannone scegliendo questa evocativa denominazione volesse dire qualcosa senza troppo dire: ma di certo varcando la soglia dell’asciutto ma accogliente locale di Cava hai la sensazione di essere amato fin dal primo passo.
Non stimato rispettato eccetera, ma proprio amato. Lo staff è giovane ed attento e spende più di un sorriso per mettere anche il solingo viandate a suo agio nella sala ben illuminata.
C’è una Carta delle Vivande, ma tanta volonterosa solerzia merita altrettanta fiducia: quindi come sottrarsi ad una proposta integralmente a sorpresa, in cui concorderi solamente il numero delle portate, la profondità della cottura della pasta e del pesce?
Ecco dunque giungere per apertura una bruschettina con alici dissalate, delicate vigorose sul pane oliato.
La prima portata di cucina è il pesce aluzzo con bufala, chiodini e cannolicchio, così fresco da parer vivo. Chiederai dell’aluzzo, e e ne avrai una cassa in visione, con una naturalezza disarmante. Scoprirai che detto aluzzo è un pesce azzurro simile all’aguglia, aka barracuda del mediterraneo, aka luccio di mare, alè. Cotto pochissimo e il resto a crudo è letteralmente  splendido.
Avrai tra i caldi la zuppa di lenticchie con sfusato d’Amalfi addolcito e gamberi bianchi: prodigiosa l’intensità di sapori, morbidissimi i gamberi, curioso ma azzeccata la nota agra di quel limone unico al mondo. A seguire gli spaghetti con carbonara di cozze e bottarga di tonno: richiesti, ti diranno che sono i lunghi di De Cecco trafilati in bronzo, perchè qui va un formato ed un fornitore diverso per ogni piatto. Piatto cremoso, saporito, equilibrato, profumato. Cottura perfetta.

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Placato poi l’appetito più reboante, sarai pronto per inciampare nel capolavoro della serata, quel piatto per cui vale la pena di attraversare l’Italia dagli appennini al Lilibeo: il calamaro scottato ripieno di porcini (crudi): semplicemnete delizioso. Sfilettato al tavolo come per finire l’opera di sapiente seduzione, ecco il sostegno della misticanza di erbe. Maggiorana, basilico, semi d’anice, altro… Spettacolare per armonia e consistenza, melodia e persistenza. Applausi, applusi.
Nel mezzo ti sarà offerto un bicchierino di yoghurt di bufala Tenuta Vannulo con aceto balsamico e miele di castagno. Eccezionale il prodotto, quasi etereo il risultato. Acido-dolce in modo strugente, addizionato di quella goccia di miele direttamente dall’atletico pasticcere che si palesa al tavolo in scenografica epifania.
Per concludere il dessert epigrammatico del Pappacarbone, le maddalene sfornate al momento con crema: semplici e semplicemente deliziose. Di per se stessa, ma anche per l’aroma di pasta frolla appena sfornata del tutto irresistibile che si diffonde per la sala in delizioso pregusto. Soavi, quasi impalpabili in leggerezza. Concluderai con sfogliatelle e caffè.
C’è cantina con varietà di proposte, alcune anche in mescita.
Il service viaggia con ritmo esatto e spaziato, con più di una vena di preziosa attenzione. L’atmosfera nel locale è rilassata, le luci brillanti, i colori chiari e volitivi. Ti piacerà indulgere fino all’addizione, che per la galoppata ruoterà intorno ai 50, 55 europei.
Alla carta poco meno per una dose di felicità tanto ampia da far dimenticare i tovagliolini di carta blu e il pane buono ma basico, di gran lunga lontano dall’espressività dell’arte culinaria che d’altronde s’esperienza: diresti, la cucina cinematica.

pappaCarbone
via Rosario Senatore, 30
84013 Cava de' Tirreni
t. 089 466 441
eMail: pappanews@tiscali.it
web: pappaCarbone

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4 commenti

  1. artemisia scrive:

    capperi, caffarri, ti piacque! :)

    qui ci sono stata anch’io, e ne feci uno dei primi appunti su AAA.

    in effetti, Cava stessa è una sorpresa, e Rocco Innone ci sta bene.

  2. mi piacque assai. e come vedi dalle immagini, la luce era alta e forte, e la apprezzai tosto.

  3. artemisia scrive:

    ehm ehm la luce…so che gli venne detto, e fu oggetto di qualche scherzo tra lui e le amiche che mi ci portarono :)

  4. luigi63 scrive:

    Vorrei ringraziare tutto lo staff del ristorante PAPPACARBONE, per la calda e piacevole accoglienza riservata. Il personale è attento, mai invasivo, competente e disponibile a soddisfare le richieste dei clienti, riesce a rendere l’ambiente, (a primo impatto freddo e minimalista), molto familiare Abbiamo trascorso una deliziosa serata, provando le varie specialità proposte; alcune le ho molto apprezzate altre non hanno incontrato i miei gusti (vero è che provando molte cose e non seguendo un tema specifico, qualche portata può non essere in sintonia con l’altra). Tutte le portate erano ben presentate, sufficientemente esaustive ed in grado di rendere al meglio la tipicità e qualità del prodotto utilizzato. Un punto al di sopra , le maddalene alla crema, il loro sapore mi è rimasto per tutta la serata.

    Sui vini: molto concentrati su quelli campani, riescono a proporre degli ottimi accopiamenti utilizzando cantine non molto conosciute ma non per questo inferiori. Una nota MOLTO POSITIVA, che sposo e spero prenda piede molto velocemente (è molto diffusa in America), è la disponibilità ad accettare che i clienti possano portare le loro bottiglie (diritto di tappo)

    Il CONTO: Una quasi piacevole sorpresa, non esagerato in linea con il locale e con le portate. Due menu degustazione (2 ant. 1 primo, 1 secondo, dolce, 1 bott vino e 1 bicc, vino da dessert) 140€

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