5 Questioni sul wi-fu: Andrea Gori

 

Del vulcanico sommelier informatico c’è ben poco da aggiungere: se non che ha accettato di buon grado di sottoporsi all’inquisizione dell’indegno scriba, tra una verticale di Chateau dell’800 e una acrobatica seduta di abbinamento tra death-metal e traminer aromatici alsaziani. Va detto che Andrea oltre a fulminare il mondo del wi-fu con la sua funambolica personalità è un professionista di prima grandezza e grande tradizione, generato com’è d’osti di sette generazioni. E, non da ultimo, scrive paratattico come bere un bicchier d’acqua. Non male l’accorato peana per la cucina italiana.

Grande crescita commerciale ma anche grande crescita qualitativa. Dopo la sbornia dei prezzi, gli scandali e le cantine piene. Dov’è arrivato e dove sta andando il vino italiano?
È arrivato quasi in alto ma siamo ancora in mezzo al guado. Sono ancora troppo forti le sirene del mercato quantitativo perché si possa dire che c’è attenzione alla qualità. Lo scandalo a Montalcino dovrebbe far partire nuovo interesse e nuova qualità in tutti i vini a base sangiovese, mentre per i vini a base nebbiolo un’annata come la 2004 sta convincendo tutto il mondo che il Nebbiolo sta proprio tra Cabernet e Pinot Nero nell’olimpo dei vitigni da Fine Wines. Il vino italiano deve innanzitutto rafforzare la qualità e l’immagine di questi due prodotti principe (agiungendoci forse solol’Aglianico) e poi via via affermare gli altri autoctoni che sono aumentati in maniera incontrollabile, generando nei consumatori confusione e disinteresse. Rimango ottimista per il futuro ma dobbiamo imparare a non prendere sempre le scorciatoie che ci ributtano ogni volta 20 anni addietro.

Cuochi superstar, cuochi in TV. Grandi personalità di spicco, ma ancora troppi locali omologati. Dov’è arrivata e dove sta andando la ristorazione italiana?
In teoria verso la trattoria e il mangiare popolare ma secondo me chi va a mangiare fuori e vuole spendere 100 euro vuole ancora essere sorpreso. E gli “effetti speciali” hanno omologato un po’ certa ristorazione. Anche qui, credo abbiamo solo bisogno di migliore comunicazione e meno lotta tra fratelli coltelli tra gli chef, la nostra cucina si imporrà nel mondo nell’arco di 10 anni ovunque e il vino andrà dietro a ruota.

Continua a crescere il numero dei siti e dei blog dedicato al Wine & Food. Che c’azzecca l’Internet con l’enogastronomia?
Teoricamente poco ma dato che l’enogastronomia parla di gusto e il gusto è soggettivo, chiunque si sente autorizzato a dire la sua. Ci sarà selezione ma anche grande arrichimento, non ho mai letto tante cose interessanti sul tema se non come sul web negli ultimi sei mesi. Il problema è l’aggregazione di questi contenuti, due spaghi forum e altri social network del settore non funzionano e hanno una qualità degli interventi troppo eterogenea.

E’ un fatto: c’è la legge e ci sono i controlli. Si può discutere nel merito, ma intanto i consumi di vino al ristorante crollano. Quali proposte concrete?
Da me i consumi aumentano, sulla legge direi che come tutte le cose (vedi il fumo) se il contenuto è giusto e condivisibile crea interesse sul tema e non panico. Certo che non è stata comunicata benissimo e subito demonizzata. Ma a mio modo di vedere può rappresentare una opportunità e non una minaccia, come tutte le leggi giuste (e i controlli).

Prospettive, politica, cultura. Ma di cosa non può fare a meno l’enogastronomia italiana?
L’enogastronomia italiana è uno degli asset fondamentali del nostro paese e tra cultura e prospettive siamo a posto, quello che è mancata per ora è stata la volotntà politica di investire come paese in questo comparto. Quindi direi proprio che l’enogastronomia non può fare a meno di nessuna delle ltre ma se cultura e prospettive ci sono, manca solo la volontà politica di portarle avanti.

Vedi Anche Se Ti Piace

share retweet
 

un commento

commenta

*

Ricevi un avviso se ci sono nuovi commenti. Oppure iscriviti senza commentare.