Bistrot Bartolini, Pavia [6.1]

 

Bistrot Bartolini, Pavia [6.1]Enrico Bartolini è il giovanissimo artefice de “Le Robinie di Cà d’Agosto” di Montescano. Te ne hanno parlato bene, spesso benissimo, ma di là non ci sei passato che non è proprio di strada: per cui l’occasione è ghiotta per assaggiare questa sua nuova creazione. Dove, va detto, supervisiona il progetto ma non opera direttamente.
Dichiarata e facilmente leggibile l’intenzione di fare: non un “Piccolo Robinie”, ma di dare vita ad una iniziativa autonoma, con una propria visione. Il nome del talentuoso chef però è lì, incombente: dunque se varchi quella soglia è perchè in qualche modo ti aspetti di avvertirne almeno l’anelito.
Il Bistrot è realizzato all’interno dell’Hotel Moderno: vero, uno dei più prestigiosi di una Pavia peraltro miserevolmente scarsa in quantità e qualità d’offerta alberghiera, ma in zona Stazione FS, notoriamente non un Campi Elisi in miniatura. Troverai l’ambiente accattivante: l’allure delle cose di un qualche decennio fa, quando non sono ancora abbastanza vecchie da essere vintage, ma non sono più nuove. Ecco, passate da poco: ma non male, anzi il tocco di fresca carineria aggiunto dal personale, molto giovane ma preparato, ti fa simpatico.
Certo, quel che d’affettazione è un po’ sopra le righe, ma riesci a trovarti a tuo agio tra la gran messe di sorrisi e riguardi, quasi d’altri tempi.
Benaugurante il pane, l’eccellente referenza di Eugenio Pol a Fobello, con una strepitosa Coppa Piacentina.
Dalla Carta sono scomparse le Degustazioni, che avevano furoreggiato nei mesi scorsi: c’è però il Gran Piatto di antipasti, che facendo torto al suo nome è un piatto grande sì, ma con due-fettine-due di salame, un niente di patè, due scaglie di salmone affumicato accasciato sull’insalata. Nel bicchierino la caponata, ridondata nella spuma di rinforzo.

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Viene il risotto ai funghi di bosco, per il quale – seppur nella commentatissima versione con il gelato di rape rosse – lo chef è famoso: buono, ma noterai la cottura al Gran Dente, una scorciatoja che mette al riparo dai guai ma non valorizza appieno la copiosa mantecatura ed il bel tocco di fresco del basilico appena stracciato sulla supeficie.
Corretta la zuppetta di farro e fagiuoli, bastevole. Il Fritto di alici e verdure, ampio ed aromatizzato con paprika e curcuma, ha un bel contrasto con la salsa al miele: ma con i pescetti cotonatì assai in una panatura veramente asciutta.
Avrai anche coscia d’anatra con verdure glassate, tradizionale nella preparazione e ben passata, ma gravata da un afrore di fiammatura che non giova all’assieme.
Con il caffè giunge un assaggio dell’eccellente torta cioccolatino di Pistocchi.
Insomma ovunque qualche incrinatura, qualche indecisione che non vorresti fronteggiare sedendoti ad una Tavola che al finale si colloca in una fascia di manifesto e d’addizione tutt’altro che ordinaria (valica, seppur di poco, i 50 euri per i 4 piatti).
La cantina è costruita con attenzione ed offre anche quatro etichette alla mescita.
Un locale a cui aprire un credito: vedrèmo.

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L’Acquerello, Fagnano Olona VA [8.5]
Pelagos, Paliochori Milos GR ( Πέλαγος, Παλιοχώρι Μήλος) [6.8]
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4 commenti

  1. Jacopo Cossater scrive:

    Chissà come mi era sfuggita questa tua scheda.. Mi interessava, io che ero rimasto comunque conquistato dal Bartolini “maggiore” e che sarei rimasto ore ed ore seduto nella sua veranda ad osservare l’inverno dell’oltrepò da dietro quel vetro.

  2. [...] a commentare il suo menù, online troverete un sacco di post (Altissimo ceto, TommasoFarina, Appunti di gola, Consumazione obbligatoria) posso solo dire che ho mangiato molto bene, con uno stile in cucina che [...]

  3. [...] Bistrot Bartolini (Pv) Interessanti le osservazioni critiche di Stefano Caffarri: http://www.appuntidigola.it/2008/11/…lini-pavia-61/ Un saluto, L. [...]

  4. CattivoGustaio scrive:

    Interessante commento, devo ancora provare il locale, consapevole della mia inesperienza a livello critico/culinario. Avendo un po’ di pratica della zona, tuttavia, non concordo troppo con la descrizione meno che “idilliaca” sulla zona in cui tale locale è situato: tra le “zone stazioni” di molte medie citta’ italiane oggigiorno, come zona non e’ affatto sconsigliabile come verrebbe da pensare….
    Trattasi inoltre di un piccolo viale alberato, in prossimita’ della storica “Minerva”… No, non faccio parte dell’ APT di Pavia o altro… Presto spero di contribuire anche con una opinione sul locale e sulla sua cucina. :-)

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