
Non dovrebbe: ma ancor sorprende quanto la convivialità sia socializzante. Una coinvolgente esperienza gastronomica, una bottiglia emozionante lubrifica di più di tutti ed ogni social network digitale: e dona al cuciniere qualcosa in più di un’oncia di felicità.
Questo per intanto.
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Cappuccino di zucca e crema di parmigiano reggiano con l’amaretto al profumo di noce moscata
Un classico. E se capita che la zucca è buona e puoi fare di zucca-e-basta diventa veramente un accidente. In realtà tortelli di zucca senza la pasta… |
Birra Ambrata Doppio Malto – La Tabachèra
Non l’ultimo arivato, tra la nouvelle vague dei microbirrifizi intaliani: |
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Sarà pure la volta che al tuo tavolo siedono curiosi golosi, e non Gargantua: potrai dunque ammannire loro un piatto di spensierata gajezza e sobria levità, seppur di non agevolissima realizzazione.
Per partire l’ombrina, passata in padella con un cucchiaio d’olio e l’aglio vestito: cinque minuti per parte bastano per spellarla e disossarla: dalle carni ricava un leggerissimo ragout che aromatizzerai con alcuni capperi dissalati e ben strizzati.
Nella casseruolina con i bordi alti fai andare uno scalogno tritato con una fettina di lardo ben battuta, magari bagnando con qualche goccia di vino rosso corposo. Nel solito modo depriva della buccia i Sammarzano,…
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![DOC Castelli di Jesi Classico Riserva “Le Giuncare” – Monteschiavo 2005 [7.7]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/verdicchio-le-giuncare-monteschiavo-2005.thumbnail.jpg)
Il ‘verdicchione’ di Monteschiavo arriva sul mercato almeno 24 mesi dopo la vendemmia in attesa della complessità e del peso anelati.
Ecco che ha colore paglierino piuttosto pallido con ovvii riflessi verdolini. Molto complesso il velo, con merletto fittissimo presto frammentato.
Il naso ha la frutta tropicale – ananasso e banana – e gialla, con le albicocche anche secche & conservate. Finale con note minerali eteree e punte speziate in cui, curiosamente, trovi il chiodo di garofano e la cannella. Finale in crema d’uovo.
L’assaggio è molto viscoso, grosso e cremoso fin da subito, con un sorso che riporta gli aromi copiandoli. In aggiunta …
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![Champagne by Bollinger 2003 [8.0]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/champagne-2003-by-bollinger.thumbnail.jpg)
Anno straordinario, cuvee straordinaria: Pinot Noir Ay e Verzenay con Chardonnay Cuis – dice – rendono un giallo dorato, con spuma esuberante d’avorio vecchio, dall’effervescenza prolungata.
Il naso è complesso, con apertura nel segno delle rose e una profondità aromatica particolare. Trovi il ricordo dei fichi secchi, d’uva passa e caramella mou.
La bocca è molto articolata e seducente ad un tempo. Attacca ancora ricco di bollicine, deciso, quasi affilato: poi s’ingrossa acquisendo un dorso pieno, sostenuto in tensione per l’attesa dell’acidità residua controllatissima.
Termine agrumato-amarognolo, delizioso….
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No, si chiama Burde perchè il bis-bis-bisnonno transumava in Romagna, e là fa Burdèl! No, si chiama Burde perchè c’era il bordello! No, si chiama Burde perchè…
In fondo è solo uno, e nemmeno il più importante, degli schizzi di colore veridicamente fiorentino di questa bottega con uso di cucina: con tanti toscani in giro. Spenti, che quasi ti viene il rammarico di non odorarne il robusto aroma.
Perchè da Burde avverti qualcosa di quell’essere un po’ sopra le righe che è fiorentino più che toscano: ma senza affettazione alcuna, senza posa e schiettamente. E fa calore.
Il vino è immanente: e vino da bere, da amare, da consumare: non un oggetto da collezione,…
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