Anche Zonin approda al Wine Tasting Panel
Gipì Paglia aveva lanciato l’idea, suscitando l’interesse della blogherìa per le degustazioni “aperte”: 50 assaggiatori non professionali per raccogliere una messe di pareri utili alla definizione del gusto sui propri prodotti. Niente male e molto duepuntoqualcosa: per il risultato vale la pena di leggere le opinioni del mecenate di Orbetello.
Ora apprendo grazie all’occhio curvilieno di Jack Cossater che anche Francesco Zonin si fa promotore di un Panel: a me la cosa pare degna della massima attenzione, che se anche le multinazionali si rapportano con la blogherìa un qualche perchè ce lo devono aver visto.
Sarà bello se anche questa grande azienda – senza ipocrisia, ricavandone il massimo vantaggio come è nell’humus di una azienda industriale – potrà avvalersi di un campione d’assaggio. Se questo diventasse uno strumento per migliorare il time to market non stellare delle aziende italiane in genere, di quelle vinicole in particolar modo, saremo tutti contenti.
Vedremo.






Poggio Argentiera aveva dalla sua l’effetto sorpresa, senza dubbio. Sarà iteressante vedere se e come Zonin riuscirà in qualche modo a ‘personalizzare’ il pannello assaggiatori e non far sì che tutto si riassuma con un semplice invio di bottiglie.
Mi fa particolarmente piacere essere preso ad esempio da una grande azienda per questa iniziativa.
E mi rendo conto che essendo piu’ grandi e’ una cosa che richiede molto coraggio.
Non fa mai piacere veder parlare male di un proprio vino, e con una cosa del genere ogni tanto e’ inevitabile, ma se uno la prende nel modo giusto e’ anche una cosa molto stimolante.
Intanto mi sono iscritto al panel di zonin, almeno rientro un po’ delle spese!
Bravo Francesco.
concordo pienamente