Al San Cristoforo Nicola Cavallaro, Milano [7.9]

 

nikcavallaro.jpgSe peschi il terno giusto e varchi la soglia del San Cristoforo una serata  non troppo affollata, avrai tra le molte atout di questa piacevole Tavola anche la spumeggiante consulenza al tavolo di Nicola Cavallaro in persona. Lo chef veneto si muove tra i tavoli con affabile disponibilità, mettendo a disposizione dei commensali più curiosi la propria frizzante personalità , magari concordando un bel percorso di approfondimento della sua cucina anche fuori dalla pur ampia e intelligente carta.
Cavallaro è un cuoco cosmopolita: ha letteralmente girato il mondo – sia con i piedi a terra sia sulle navi – costruendosi un vocabolario espressivo assai variegato. Ma ha anche capitalizzato una solida esperienza per l’attenzione al cliente che si realizza in una propensione alla concretezza che altro non può che fare aggio sulle derive più velleitarie di certo “modernismo” un po’ autoriferito in cui il goloso può a volte inciampare.
Che ci sia grande scienza e padronanza della materia lo evinci dall’ampia proposta di crudi, naturali e operati,  e di “Plateau” con dovizia di crostacei e molluschi pregiati (ostiche Belon e Fin de Claire). Per i piatti cucinati avrai poi equilibrio per le proposte di terra e di mare, ove i due elementi non siano armonizzati nello stesso piatto. All’uopo hai tre belle Minute bell’e pronte, accattivanti anche nel nome: trentotto, di quattro piatti; cinquantotto di cinque piatti di terra; sessantotto con sei piatti di pesce.
Otherwise, segui il jefe.

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In omaggio alle origini, uno spritz che mette allegria, prima di un amouse bouche di pancetta con misticanza e miele d’acacia. Poi ecco una portata che è una intera sinfonia: lo scampo con budino di melone bianco, ricotta di bufala, peperoncino e germogli (curioso, lo scampo crudo a scomparire un po’ nella ricchezza dei sapori) e una eccellente sfoglia di gamberi rossi sicilia, burrata e melaverde: splendido assembalggio che in un boccone unisce dolce, salata e asprigno in una vera esplosione di gioja papillare.
Sono buonissimi e “lanciati” i ravioli di coda alla vaccinara con ricci: la pasta è ben tirata porosa ed elastica, ripieno e condimento sono in controllata tensione; purtroppo giunti al tavolo solo tiepidi.
Altisonante il titolo dell’altro primo, tuffoli ai 5 pomodori (confit, appassito, fresco a crudo, salsa e pomodoro verde) per un risultato semplicemente… semplice, ad esaltazione delle minimali sfumature del popolare frutto rosso.
Un vero brivido per lo spiedino di sgombro con rucola selvaggia e schiuma di liquirizia: pesce azzurro (bene! bello osare con il timido sgombro) rucola (rucola?!?) e schiuma (anche qui?). Eppure all’assaggio il brivido è lungo la schiena, perchè la preparazione letteralemente trionfa sul palato, componendosi in un istante di folgorante lucentezza.
Dalla pasticceria: la spuma di yoghurt con mango, sorbetto alla ciliegia, bavarese di banane e il cioccolato all’amarone di Giuseppe, un bel dessert materico e saziante a dispetto dell’articolata composizione: in entrambi tre gli attori del piatto bella suggestione di contrasti e sensazione generale d’appagamento. Peraltro completata da bei vassoi in vetro di pasticcini e cioccolatini di soave bontà
Conserverai alla fine una nitida sensazione, uno schietto ricordo di questa cucina. Fossi uno scrittore, potresti dire “la cifra stilistica”.
Invece, da umile scriba, puoi riferire che che Nik Cavallaro ha una sua voce riconoscibile, che ruota attorno a questa abilità di scaternare una particolare alchimia di sapori, spesso in mutuo contrasto, proprio al momento dell’assaggio, regalandoti autentici momenti di stupita felicità.
La lista dei vini, pur con qualche spazio vuoto di “fine stagione”, ha belle ed insolite referenze (erbaluce i love you), oltre ai must have del genere proposti con cartellini educati e grande professionalità al tavolo.
Se poi accompagni il tutto con la piacevole rilassatezza verdolina delle pareti, l’ampio spazio tra i tavoli, la solerzia del sommelier, scenderai i due gradini che ti conducono al lungonaviglio con un permanente sorriso.
L’addizione alla carta vara attorno ai sessanta, valicandoli con le più impegnative scelte di mare.

30.11.2011 Il locale ha attualmente sospeso l’attività

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26 commenti

  1. artemisia scrive:

    eccolo! avevo pensato, per un prossimo viaggio a Milano, anche a codesto cuoco, e ora giusto in tempo, che ti trovo?

    ringraziamenti.

  2. Albe scrive:

    Bhè dovevi aggiungere che la compagnia “era di un certo livello” :D

  3. massimo scrive:

    Complimenti per lo stile della rece. Asciutto, essenziale ed al contempo elegante.
    Confermo che Cavallaro “ha una sua voce riconoscibile”, anzi da tempo tende ad un continuo miglioramento con toni che si fanno via via sempre più netti…
    C’ero anch’io quella sera da Cavallaro, ero con lui ad “analizzare le birre”…

  4. #1. Vedi? servizio di pubblica utilità…

  5. Peccato che non la pensino come voi caro massimo. nessuna crescita sul gambero. 78 come lo scorso anno. 55 cucina 15 cantina, 7 servizio 1 bonus ecco a voi lo sccop

  6. Lo chef in persona tra di noi! E con una notizia in anteprima!

    PS.: non ho ancora preso familiarità con i nuovi punteggi del Gambero, e l’anno scorso non conoscevo il San Cristoforo: per cui, mi proietto al futuro!

  7. Albe scrive:

    Chef, ci illumini sui giudizi.

    Ad esempio il servizio durante la serata è stato eccellente, il voto 7 cosa rappresenta? E’ in scala 1-10?

  8. 7 è in scala 1-10 relativo alla voce “servizio”. ma da quest’anno mi pare sia stata cassata la voce “ambiente” che erano altri dieci punti, per dare maggior “peso” alla cucina. Ma non ho avuto ancora occasione di verificare.
    Sono d’accordo che 7 è una valutazione micragnosa.

  9. Albe scrive:

    Il servizio è stato nettamente superiore al 7.
    Unica pecca: la bottiglia troppo lontana dal tavolo.

  10. non riuscivi a bere a collo?

    *ride*

  11. Valentina scrive:

    Andata via da Milano, l’unica cosa che rimpiango sono le cene da Nicola.

  12. carlo scrive:

    ci sono stato, aumenterei il voto di un decimale per via della sountuosa pietanza carnivora che lo scriba ha invero assaggiato.

  13. artemisia scrive:

    ma davvero hanno cassato l’ambiente per dare maggior peso alla cucina?

    ma da dive “esce” questa filosofia?

    che cultura del cibo rappresenta?

    faccio bene a non fidarmi delle guide; non ci azzeccano quasi niente con le mie esigenze di cibo.

    (non è che è la prima volta che la sento, ma mi fa sempre ……..)

  14. Che da un po fastidio a mente fredda è che la recensione riporterà una pecca nel servizio dovuta a una mia assenza. Mancato due volte in tre anni. La prima quando è nato mio figlio, la seconda per un matrimonio. Non solo questo scrive l’ex direttore Bonilli ce da me aveva mangiato: ” Non te la prendere, le guide, e io c’ero dentro fino a tre settimane fa, sono sempre più difficili da fare.
    ………………………… mi dispiace.
    A me il tuo locale piace più del 78, se questo ti consola :-)

    conslazione maga direte ma consolazione deve restare perchè alternativa non c’è : )

  15. Noi qui si è apprezzato, e a vedere dalle keyword qualcuno se ne accorgerà. Intanto sono ingolosito dal menù infrasettimanale a *prezzi popolari*

  16. serata romana il 28 ottobre

  17. Albe scrive:

    Ci dica di più chef.

  18. sul sito

    http://www.nicolacavallaro.it trovate tutte le infos grazie

  19. mauro scrive:

    Mi avete proprio convinto, chef incluso ! Il 23 Ottobre sarò a Milano e cenerò da Nicola. Finalmente finisce la mia ricerca. Grazie a tutti.

  20. e domani si testa ancora il Caff … :-)

  21. su questo blog che poi gli dici mandami un email se uno commenta dove ho commentato ?

  22. Moira scrive:

    Questo commento è stato utile anche per la community di Trivago, infatti è stato recensito qui: http://www.trivago.it/milano-45605/ristorantetrattoria/nicola-cavallaro-803321/recensione-e474995-

    Grazie per il contibuto!

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