Appunti Diviàggio: La Strega a Palagianello
Cucina di pesce e non solo. Il ristorante tutto per me, come fossi re Faruk. E lo spada più migliore… degli ultimi settecento anni.
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Cucina di pesce e non solo. Il ristorante tutto per me, come fossi re Faruk. E lo spada più migliore… degli ultimi settecento anni.
Sarà anche l’annata calda: ma il Torcolato di Miotti è un miracolino. Spettacolare colore ambra aranciato, con splendidi riflessi dorati.
Ceruleo, materico, scoplisce disegni frattali sul verto tra colonnine nitide e ferme.
Il naso è imperioso, con deciso sentore di miele, fichi secchi, marmellata di ciliege, tamarindo e infine la nobile buccia d’arancia candita.
L’assaggio è, letteralemente, travolgente. L’attaco è deciso, volitivo: aleggia di frutta secca, con un centro di struggente intensità. Zuccherino senza giungere ad essere stucchevole, è dolce di frutto denso, polposo fino al finale sterminato e masticabil. Una crìa di acidita…
Come mill’altri, Risacca cominciò nel secolo scorso cucinare il pesce catturato in proprio nella baracchetta. Poi l’età dell’oro della Riviera, il turismo a frotte, la voglia di veranda sul mare: una mano di vernice azzurra color pastello, una discreta architettura in legno dipinto ed una mamma con la mano felice e il tempo ha fatto il resto.
Quand’anche in una giornata d’ottobre ti si spalanca il tepore del mezzogiorno, hai campo proprio di fronte alla spiaggia, una irresistibile brezza fresca e asciutta a spazzolarti le guance, per ascoltare le proposte del giorno chiamate a voce.
Solo pescato, dunque e con qualche idea non del tutto ovvia a rallegrare….
C’è la via delle Cantine, roba del XV secolo: nomi dagli accenti arabi qui (ma presto scoprirai che sono reminiscenze albanesi). Celaret e Sheshit.
La Locanda abita un palazzo d’epoca: sala da pranzo sotto volte di dieci metri, stanze eleganti senza sfarzo. Bella.
Rino Botte si occupa della gestione e di vino (e come potrebbe altrimenti con un cognome così?) e Lucia della cucina. L’ arte culinaria della Locanda è schietta, incastrata nel territorio tra le strepitose verzure e l’uva Aglianico. Imperdibile la zuppa di fave e cicoria con il caciocavallo, un’esperienza il gelato all’Aglianico.
Sorprende ancora il cittadino nordico quanto…
Fa caldo, molto caldo. Nelle strette strade dei paesi circumvesuviani soffia una brezza tesa ed inesorabilmente afosa: atlantica, non fosse così tiepida.
Mi rifugio nella Casa con le Finestre Verdi, assediata da tubi innocenti che ci regaleranno, in primavera un secondo piano terrazzato per lussuriosi pranzi all’aperto.
Cucina terragna, molto solida, nel solco della tradizione ricercata con una certa pignola attenzione: cavalcata di antipasti tra i quali brilla il formidabile Gattò di patate, sarsiccia e friarielli. E la scarola con olive e pinoli.
Poi un coraggioso ragù di lardo con i mezzanelli, semplice e delizioso, o gli immancabili paccheri di gragnano con zucca,…