Modificati i disciplinari dei vini DOC di Romagna
In piena bufera di denominazioni, all’infuriare delle polemiche sulle modifiche al disciplinare del Brunello, al vendo degli acrostici che volano come aquiloni nel cielo enologico (DOC, DOCG, VdT, DOP, IGT, V – sì, perchè ci sarà anche il “Vino” sic et simpliciter) ecco che sulla Gazzetta Uffiziale vengono pubblicati i nuovi disciplinari di di Cagnina, Pagadebit, Sangiovese e Trebbiano di Romagna, evoluzione patrocinata dal Consorzio Vini di Romagna per “accompagnare l’innalzamento qualitativo dei Vini di Romagna”.
Ecco le novità, in sintesi:
- l’innalzamento generalmente di gradi 0,50% del titolo alcolometrico totale del vino al consumo;
- definita la densità minima di ceppi per ettaro;
- fissazione della data di commercializzazione per la Cagnina di Romagna (secondo giovedì d’ottobre)
- invecchiamento minimo 22 mesi per il “Sangiovese di Romagna” che può fregiarsi della specificazione aggiuntiva “riserva”
La parabola però non è terminata, perchè il nuovo Regolamento della Commissione Europea, i DOC e DOCG verranno trasformati in DOP “avallate direttamente dalla Commissione Europea”. Questo commendevole empito però se da un lato “in modo semplicistico, come intende la Commissione europea, fa chiarezza circa le informazioni rivolte al consumatore” dall’altro, “lascia ancora molti dubbi sull’effettiva applicazione, soprattutto per il modo con cui si comunicherà ai consumatori la differenza delle categorie nella piramide produttiva e su chi garantirà la veridicità di quanto apparirà sulle etichette”.
Il rischio perciò è che “vini generici con vitigni blasonati possano contrastare importanti e storiche Denominazioni di Origine”, anche perchè “sparirà la definizione di “vino da tavola” e la nuova definizione sarà solo “vino”, ma con la novità che anche questa categoria di prodotti potrà riportare il nome dei vitigni di origine e l’annata della vendemmia”.
Difficile non essere d’accordo…
Emerge quindi una sempre valida filosofia di fondo resta la stessa: valorizzare il territorio. Allo scopo è allo studio una nuova denominazione “Romagna” che “raggruppi gli attuali vini DOC [...] che permetta poi di indicare il vitigno e, come nel caso di una tipologia del Sangiovese, di poter riportare anche le menzioni geografiche aggiuntive”.
I nuovi disciplinari sono disponibili on line in formato pdf.
Fonte: Ufficio stampa Consorzio Vini di Romagna

