Osteria Francescana, Modena [9.7]

Ad entrare, un filo di emozione dalle parti di Via della Stella. Ecco, si apre la porta di cristallo, e un mondo situato altrove t’abbraccia. No, non è la prima volta che vieni qui: ma ora la ristrutturazione ha allentato il respiro agli spazi, ove trionfa il bianco, il ghiaccio, il grigio. Eppure non è certo gelida la sensazione che ti pervade: la luce, ecco, luce ovunque. Luce nel feeling che chez Bottura ti lascia sulla pelle già solo nei primi istanti, luce nei sorrisi del personale di sala che altrimenti ricordavi molto preparato ma molto serio, in espressioni quasi  cartonate. Ora il Maitre ti accompagna al tavolo dove non un’aria è fuori posto e con informale competenza ti fa capire in un istante che lì c’è il menù, ma tutto si può, basta chiedere.
Con la splendida, rassicurante Grand Carte tra le mani puoi iniziare a condividere parte del piacere anche intellettuale di Bottura nei confronti del bello, che fin da subito capisci fa parte della sua vita: le piccole folgori d’acquerello sono una dichiarazione d’intenti, fors’anche una promessa, almeno quanto i nomi dei piatti, come sempre esotici e poetici, impegnativi ma pervasi da un sottile filo di ironia [mango e i suoi amici... ].
Scegli dunque, mentre ti arriva un sontuoso cestino di panetti fatti con il lievito madre ai più varii aromi e un olio di straodinaria elezione prodotto in proprio.
Per benvenuto: aule in tempura con carpione gelato, uno straordinario contrasto di sapori e temperatura. Un vero boccone di puro e ininterrotto piacere. Perfezione con brividi, e se questa è l’ouverture, già sogni la rappresentazione.
Indulgerà anche alla scenografia, lo chef, mandando in tavola il Crudo di Dentice grigliato virtuale, servito sotto la campana da cui traluce il fumo aromatizzato che il cameriere con abile gesto ti farà sospirare alle nari: poi una granita di mozzarella gelata e la bottarga di dentice. Immenso.
Torna in questo mondo il Baccalà mantecato con salsa di pomodoro e spinaci, ove i sapori nitidissimi e decisi si compongono in perfetto equilibrio. Struggente il retrogusto lievemente amaro della foglia verde che resta a lungo.
Mai dimentico della terra che vive, Bottura interpreta anche un Riso con la zucca, mele campanine e chicchi di picolit con amaretto in polvere. Una declinazione superba di un piatto di tutti i giorni, che da queste parti della Padanìa va in onda con rustica quotidianità: eppure declinato in una versione giuocata sui toni dolci che impatta zuccherina, per trovare subito dopo un equilibrio precario ed emozionante.
La zuppa di pesce liquida con raviolini è una di quelle preparazioni definitive: un liquido di limpidezza cristallina in toni d’ambra in cui le piccole piramidi tronche racchiudono un intero trattato di sapori di mare, in cui sono tutti riconoscibili merluzzo, crostacei e molluschi. Esaltante il brodetto, un vero e proprio elisir.

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Potrai scegliere – non senza un certo imbarazzo tra le seducenti proposte – la voluttuosa Cotoletta alla milanese… di pesce. Si chiama proprio così, il filetto di rombo fritto in una panatura di polvere di rios allo zafferano, con il midollo e le alghe. Strepitosa la frittura, con il profumo del riso avvertibile distintamente a introdurre la delicata carne del rombo. Delizioso.
Eppure la festa è appena cominciata: giunge anche il momeno più dolce, a cui non potrai rinunciare per alcun motivo. Per esempio alla travolgente piccola creme brulee di parmigiano, seguita da un sorbettino di pesca, chartreuse (il celebre liquire certosino) e spuma di lime.
Puoi avere SUD, un dessert che per forza va raccontato nei sui personaggi: olio di oliva, ravioli aperti di caffè e capperi, latte di mandorle ed origano, olive candite nel miele e cristalli di sale. Ma per perdere definitivamente l’ultimo pudore e immolarti sulle vie del gusto dovrai – obbligatoriamente indulgere in Mango e i suoi amici: parmigiano, foie gras, polenta bruciata, radicchio, pepe e tabacco. Una sinfonia di sapori distillata in forme di strabiliante seduzione. Enorme.
Eppure tutto è giuocato con il senso della misura, buon gusto, pacatezza: avrai campo anche per le delizie che ti giungono con il caffè che da sole meriterebbero un bel parlare: i sorprendenti marshmallows bruciati allo zafferano, i piccolissimi bignè al cocco, o la piccola, folgorante selezione di cioccolatini.
Solo alla fine lo chef de cuisine farà capolino, e di nuovo troverai piacevole evoluzione anche in questo: un’accoglienza più rilassata, in cui tutta la tensione di una ricerca di grande spessore si diluisce nel confronto con l’avventore che non può che essere compartecipe di una esperienza. Perchè qui lo si sappia, è il luogo dell’invenzione, di gran lunga più preziosa della scoperta.
All’Osteria c’è una carta dei vini piuttosto vasta, con frequenti incursioni all’estero, proposta con cartellini corretti.
Il servizio è di classe, preciso, senza sbavatura alcuna. Professionalità che include anche un senso acuto di relazione con l’ospite di ogni ordine e grado.
Prezzi? con grande spazio per variazioni date le notevoli possibilità di combinazione, puoi attendere serenamente un’addizione attorno ai 100 europei per un percorso di quattro piatti. Ci sono anche due Menù: I Classici che non richiede ulteriori spiegazioni e Le Sensazioni, in cui ti affiderai completamente all’estro ed all’inventiva dello chef.
Una Tavola imperdibile per ogni goloso, una vera esperienza che coinvolge non solo gli aspetti sensoriali e gustativi ma anche la perduta emozione di lasciarsi condurre altrove.



9 commenti

  1. Alberto scrive:

    Che cavalcata!

  2. Jacopo Cossater scrive:

    Uh. Non so come mai ma ho perso quasi tutto il commento. Che voleva essere qualcosa tipo: Che spettacolo! Purtroppo non ho mai avuto occasione di passare da Bottura, nonostante l’intento. Mi incuriosiscono in particolar modo la zuppa di pesce liquida con raviolini ed il riso con la zuppa. In carta c’è ancora il riso grigio, ostriche e fine de claire? Mi aveva incuriosito.

  3. Stefano Buso scrive:

    Crudo di Dentice grigliato virtuale! questo piatto merita un incontro ravvicinato del III tipo…
    complimenti Caf
    S.buso

  4. #3. Non lo ricordo… ero in orbita per i miei piatti, mi sono dimenticato metà delle note… per fortuna tutto era *indimenticabile*

  5. Patatone scrive:

    Davvero hai trovato il servizio sorridente e affabile? Era la grande mancanza che riscontravo sempre alla Francescana…Servizio molto competente ma freddo… I piatti di Bottura mi hanno sempre lasciato senza parole..

  6. “luce nei sorrisi del personale di sala che altrimenti ricordavi molto preparato ma molto serio, in espressioni quasi cartonate. ”

    nella mia precedente visita, non meno di due anni fa, avevo proprio questa sensazione: un filo di tensione che quasi raggelava la mimica facciale. sono andato a curiosare i miei vecchi appunti, ed ho trovato scritto “se anche sorridessero…”
    Ora invece ti confermo: sciolto, quasi giocoso il maitre, tutto molto rilassato e affabile. per questo la sensazione generale di felicità è stata anche più intensa.

  7. Patatone scrive:

    La mia ultima visita risale a circa 8-10 mesi fa’…C’è sempre Palmieri in sala vero? Vista la prossimità lo visiterò presto …Complimenti per questo sito che ho scoperto solo oggi…Numerose recensioni di locali vicini e sconosciuti….Continua così…

  8. E’ finita così, con un bacio al grande Bottura ,dopo una cena magistrale.Tutto perfetto,inizia con una semplice domanda : ” Cosa vuole mangiare ? ” Eh, no, questa non mela devi fare, dopo che ho letto tanto di te, dopo aver visto il menù e pensato che potrei assaggiare assolutamente tutto!!!!!!!! Scelgo comunque un tema che da sempre suscita in me reazioni quasi orgasmiche,il foie gras , e lascio fare ……..
    I piatti sono lì, descritti da tutti gli “esperti ” che hanno visitato questo posto. La differenza sta esclusivamente nel poter degustare l’indescrivibile. Grandissimo Massimo Bottura,lasciati baciare……

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