Maccheroni de La Tosca zucchine e fiori, bottarga e pecorino

 

Nei sette minuti a disposizione per apparecchiare il pranzo, ti ricorderai di quando il monumentale Andrea del Vecchio Mulino ti disse di questa toscanissima pasta, nomata senza dubbi “La Tosca” e fatta, dice, con SOLO grano duro toscano di Maremma et similia. La scoprirai niente male, e proposta a prezzi umanissimi, diciamo sulla linea delle più conosciute paste “commerciali”: dalle quali però si stacca per più di una incollatura per porosità e muscolo.
Dunque nell’olio caldo fai andare la polpa di uno zucchino scuro denudato della scorza e reso a dadolata, per tre o quattro minuti basta e avanza. A parte taglia i fiori perpendicolarmente alla lunghezza, in bandelle larghe mezzo centimetro.
Lessa al dente i maccheroni in abbondantissima acqua salata: traili dal fuoco e passali nell’ampia padella dove attende la polpa dello zucchino. Tira bene con l’acqua di cottura per un minuto o due, saltando energicamente se hai polso o aiutandoti con il cucchiaio di legno se tentenni, o se tua moglie guarda con il microscopio il piano cottura dopo finito. Spegni e fuori dal fuoco aggiungi i fiori, mescolando bene.
Nei piatti caldissimi versa la pasta condita, aggiungi la mai abbastanza lodata bottarga di cefalo di Pesca Lagunare di Orbetello e un buon pecorino stagionato, di media importanza gustativa.
Manda in tavola, indubbiamente con una Ansonica di Maremma. O, volendo, con un Verdicchio di Matelica di più di un anno.

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un commento

  1. Alberto scrive:

    Apprezzo moltissimo lo sforzo :)

    E complimenti ancora per la sua bellissima grafia :D.

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