Baita “Ai Fortini di Napolenone”, Molveno TN [6.1]
Il Lago di Molveno è uno zaffiro incastonato nel Brenta: boschi verde smeraldo a fare da vera, il cielo azzurro come il cielo più azzurro e l’acqua – non limpida come ai tempi di SM Altezza Reale, ma comunque chiara – a fare da gran specchio a tutto.
Potabilissima, quasi del tutto in piano a parte un “dente” di poche centinaia di metri verso la fine, la passeggiata circumlacuale, se ti manca il lemma è l’ora di acquisirlo con pedule e zainetto. Anche per famiglie, un largo sentiero adatto anche agli indossatori di tutine colorate della MTB conduce alla conca verde ramarro interamente ricoperta di erba che sembra finta tanto è fitta regolare e morbida dove ha luogo la Baita Ai Fortini. E’ ricalcata sul modulo dei rifugi alpini, e in tutto e per tutto li ricorda: servizio, tavoli dentro ma anche fuori, menù polenta-e-il-resto e prezzi.
Quel che fa la differenza per la verità oltre alla salùbre e piacevolilssima scampagnata, e il declivio su cui potrai lasciar rotolare senza tema di traumi i Piccoli di Essere Umano eventualmente al seguito, è la qualità stupefacente della polenta: grana grossa, piuttosto grezza, cotta alla perfezione e salata pure (cioè non tanto), con quel che di ramaiuolo che senti in fondo al cucchiaio che ti lascerà particolarmente appagato.
Abbila con i tradizionali Fagiuoli al Bronzòn, aggiunti di grosse fette di salsiccia che sembran cotechino, oppure con la speziata lucanica. C’è anche -volendone – il più ovvio spezzatino, spaetzli, canederli e tutto l’armamentario montagnino. Torte fatte in casa, birre commerciali e un bevibile rosso della casa.
Attenzione: la polenta fatta così richiede tempo, quandi non spazientirti e metti in conto una slow-song.
Spenderai secondo l’abboffo da 15 euri per un piatto unico a salire per viaggi più completi: ma non è questo il luogo per banchetti a crepapancia, e ti basterà ben meno.


Finalmente un antro dove non si disserti de carnis…
Bel post Caf! A quando un post sul frico e polenta?
sb