La Grotta, Lazise VR [6.8]
Pel goloso appassionato affamato avventurarsi sulle rive del lago in preda a convulsioni teutoniche della stagione turistica può essere un’esperienza frustrante, anche molto. Si sa, pecunia non olet, e quindi la tendenza più diffusa è quello di fornire al mercato quello che il mercato chiede: che spesso non è delizia per una somma di altri fattori che al suddetto avventuriero importano poco o punto.
Il popolo dei veronesi indica però, qui nella stra-deliziosa Lazise un angolo sicuro per pinne & squame: prenota sempre, che è molto frequentato, ed affronta la faticosa ricerca di parcheggi fosse solo per concederti quei dieci passi di passeggiata sull’orlo della rustica e perciò elegantissima darsena raccolta come una vasca di ninfee a dosso della piazzetta del paese.
Alla Grotta c’è sempre folla: d’estate anche nell’acquario esposto allo struscio, dove i tavoli – non troppo vicini non ostante l’angustia degli spazi – sono curati da una brigata di sala di grande efficienza.
La prima cosa che noterai è il mestiere: meglio: la professionalità, che la cucina sforna i piatti con una esattezza ed un ritmo davvero d’eccellenza.
Assieme alla lista delle vivande volteggerà al tuo tavolo il maitre che con fare un poco scanzonatoma preciso ti racconterà con partecipazione i piatti migliori della sera, con robuste escursioni fuori carta.
Poi la macchina si avvia, ed è un piacere veder girare gli ingranaggi come orologi: ecco il piatto di scorfano crudo con rucola e limone, fresco ma senza brividi di inventiva, ecco la tempura di fiori di zucca con ripieno di ricci e salsa rossa: piatto bellissimo su cu il pignolo potrà criticare la filologia della tempura, ma che risulta appetitoso assai. Un piacere anche per gli occhi il vasto Piatto Crudo con mazzancolle, salmone, tonno e scampo. Quest’ultimo che vale da solo.
Ampia la scelta di primi, e tutti godono di presentazioni semplici ma divertenti, in stoviglie ricercate senza essere impervie: gli spaghetti capesante e ostriche (cotte) sono molto legati e perdono in nitore dei sapori, mentre sono più riusciti i bigoli al torchio con scampi e taccole, che non sono annebbiati da fondi ma lasciati alla loro integrità. Anche i tagliolini con zucchine gamberetti soffrono di una eccessiva cremosità pur cotti con attenzione.
Bel colpo d’ala con la pietanza che secondo pescato potrà essere un succulento filetto di Sanpietro con verdure leggermente croccanti e pesto leggero, equilibrato e saporito al contempo.
Interessante anche il capitolo dolci, tra i quali spicca la millefoglie con crema chantilly e frutti di bosco emendata dall’ovvietà da una mano ferma e sicura, senza svolazzi ma concreta.
La lista dei vini, copiosa per i bianchi, è proposta a prezzi corretti, correttissimi se si pensa alla location. Altrettanto leggera l’addizione che per il bendiddio si fermerà a 40, 45europei.
Una piacevole serata, una bella sorpresa.


Appena reduce da un pranzo eccezionale, sottoscrivo in pieno quanto sopra. Una qualità e un prezzo/prestazioni altrimenti introvabile. I miei più vivi complimenti a Marco e Signora.
nonostante tempo questo tempiio della ristorazione lacustre. La capacità tecnica si unisce da un’indubbia maestria nella scelta delle materie prime. L’unico consiglio che i sento di trasmetterese si vuol trascorrere alcuni momenti di gioia gastronomica: andare fuor stagione e soprattutto prenotare e pretendere uno dei 6 tavoli nella vetrina di fronte al porto…