Lido Lido, Cesenatico FC [8.9]

 

lidolido_cesenatico.jpgSeduto nell’elegante locale sul lungomare più commerciale del mondo, ti verrà in qualche momento di pensarlo, Beh, qui c’è qualcuno che sa far da mangiare. Così, semplicemente.
Perchè questa Casa è bella assai e curata, con tanti coperti ma ben disposti. Tovaglie di classe, gli attrezzi giusti, e qualche comprensibile concessione alla moda ottica del momento seppur sempre con tocco sobrio ed una certa rilassata eleganza. Non manca nulla, nemmeno i camerieri con la longuette griffata. Ma quello che ricorderai è che in cucina c’è una vera e propria macchina da guerra che produce piatti alla soglia della perfezione a getto continuo, con un menù di impressionante vastità, su materie di eccezionale livello e producendosi in proposte a menù dal rapporto costo benessere difficilmente eguagliabile. Basta, e invece no.
Seduto dunque al tuo tavolo bianco (ovvio, da maggio a settembre prenota sempre) perderai più di un istante per decidere il tuo percorso, ed in questo ti aiuteranno la Degustazione di Antipasti (quattro piatti) a 48 euri, il Piccolo, con il classico percorso, a 55, etrambi sia di pesce che di carne. Il Grande Menù con tre antipasti a 65 per il pesce e 58 per la carne, e un bel Vegetariano a 35, servizio e coperto inclusi.
Alla carta la scelta è propriamente imbarazzante: una decina di referenze per ogni pietanza, e tutte dai nomi assolutamente seducenti, dai gamberi in pastella con pomodoro verde al rabarbaro in agrodolce all’agnolotto liquido con broccoli verdi, dagli strozzapreti con olive nere, ragù di animelle e carciofi allo scrofano arrostito con finocchi fondenti e salsa alle spezie, al piccione laccato al miele con funghi pioppini.
Dunque, deciderai di lasciarti nelle mani capaci di Vincenzo Cammerucci, che di ben lungi sarà dal fartene pentire.
Subito, al seguito del cestino di pani aromatici, grissini e focacce, ecco giungere la ricciola cruda con insalata di asparagi e arancio essicato, una composizione eterea ed equilibrata con materia eccelsa. Un piatto solido e perfetto.
A seguire avrai i ravioli al nero di seppia con carciofi e granciporro (una specie di saporito decapode granchiforme): morbidi e sapidi, entusiasmanti nel contrasto tra la verzura abbrustolita e la salsa leggermente piccante.

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Tra i secondi avrai la grigliata mista nello spiedo con scorzone patate novelle cotte sotto cenere al lardo: una intepretazione della ovunque imperante capovolta di pesce misto, qui resa con una pulizia ed un nitore dei sapori da primato.
Potrai, volendone, indugiare nel capolavoro del frittomisto di pesce diliscato e verdure, probabilmente uno dei migliori di sempre: asciutto e morbido, sapido e delicato, spazioso e ampio nelle qualità, è cosa davvero difficile da migliorare. Ovazione.
Fremendo attenderai il capitolo dolce: e invece della solta banalità ecco una tavolozza fresca e da grande appagamento: millefoglie di cioccolato e gianduja, con gelato al cioccolato al peperoncino e sorbetto alla fragola. Squisito, ancor più se servito con uno splendido e non certo micragnoso calice di Marsala Rubino Pellegrino, una poesia di per sè.
Per soprammercato, un gel al frutto della passione a pre-dessert e la piccola goloseria, a scialare.
Per appetiti sterminati: le porzioni sono ben concrete, ma puoi avere in chiusura anche una piccola e curata selezione di formaggi.
Della mano dello chef patron potrai dire senza timore della sicurezza, della certezza anzi dei suoi passi. Di fiumi di professionalità e di competenza: ma dovrai per forza dire del tocco felice con cui i piatti si conchiudono in tre, quattro ingredienti di singolare pulizia, dove l’armonia è creata anche dalla semplicità e da pochi, riusciti tocchi di rara maestria. E’ vero, la vertigine è solo sfiorata: ma in contrapasso avrai un marciare rodato del servizio che anche nel momento di pieno di un sabato estivo rasenta la perfezione nel ritmo, mai frenetico, nella costanza, mai soporifera, e nella seguenza priva di incertezze.
La carta dei vini è vasta e variata, sopra tutto per i bianchi, tra i quali trovi anche alcune etichette non scontate. Cartellini nella norma, appena marcata. Puoi avere una bella scelta di bianchi a bicchiere, e una lunga lista di pregiati distillati tra cui anche qualche mirabile XO.
Troverai questa esperienza culinaria ancor più pregevole per la sua collocazione geografica, dove fare gastronomia di livello pare una acrobazia spericolata tra le arringhe di antipasti freddi caldi e i risotti alla pescatora e i fritti da surgelo: per questo e per altro il Lido Lido vale la commenda e l’amore sempiterno.
Vale il viaggio e l’arduo parcheggio: e saranno 65/70 euri solo se sceglierai alla carta e senza lesinare. E per tanto avere, è ben poca cosa.

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