Foro dei Baroni, Puglianello BN [8.4]
Quando affronterai quei chilometri che ti separano dell’apice della Valle Telesina dove giace sonnacchioso Puglianello, non dimenticare il limite di velocità che affligge la superstrada: poi lasciati correre verso questo paese che come molti dell’Italia minore è in realtà di normale eccezionalità.
Il Foro si staglia dal selciato lisciato dallo struscio di un milione di suole, in un bell’edifizio storico, dove due sale sobriamente arredate offrono tavoli ampi e ben distanti, ed ambiente luminoso e non troppo soffuso.
L’accoglienza coniuga la verve campana e una fervida professionalità – che sarà il motivo di tutta la serata – da parte dell’instancabile maitre Pasquale Marzano, onnipresente al momento giusto, assai discreto nel durante, mentre arrivano in tavola i grissini di quattro differenti aromi, tutti raccontati uno per uno, incluso una spettacolare versione non lievitata con finocchiello.
Dalla cucina esce lo chef Raffaele D’Addio, sorriso chilometrico e mano tesa, pronto a raccontare e raccontarsi, scegliendo con cura le parole come sceglie con cura gli ingredienti: con audacia ma senza azzardi. Suggerisce e consiglia, indica e propone, senza trascurare l’idea originale, l’ispirazione, il modello.
Una spettacolare birra artigianale di piccola produzione locale, la Marzen St.John, per aperitivo, i tre pani caldi in tre modi, deliziosi, mentre preferisci seguire il menù degustazione che contiene ampie citazioni della filosofia di questa Casa, proposto per antipasto primo e pietanza a soli 30euri. C’è anche un più impegnativo menù a 50, per i grandi golosi.
Il benvenuto è un involtino d’agnello con crema di carciofi e croccante di pasta pizza, fulminante epifania di sapori intensi e combinati, morbidità e compiutezza d’insieme.
A seguire l’entreè, denominata “giuoco di cotture al piccione, insalatina di carciofi all’aceto di mele, salsa al mosto d’aglianico” in cui è vinta la scommessa delle cottura lunga a bassa temperatura. Piatto complesso, in cui è importante la combinazione di sapori e sapidità che a tratti pare davvero intensa.
Dalla tradizione “Pasta e patan” riprogettata alle fondamenta: lo sfritto reso crema delicata, con i gnocchetti oblunghi di grande morbidità e il tocco, folgorante, di colatura d’alici. Un piatto di commovente semplicità, reso ricco di sapore e di colore, fino ad una opulenza organolettica di totale appagamento.
Tra le pietanze potrai avere la pancetta di maiale cotta a bassa temperatura, mela annurca in cartoccio e cucchiai di cacao sao tomè: una tavolozza molto ampia in cui puoi rischiare di perdere l’orientamento, non fosse per l’esecuzione nitida e rigorosa: morbido, contrastato dal tocco di cacao: ispirato e scenografico – anche se non decisivo – l’apporto dell’annurca, pomo eponimo campano.
Se t’avanza ancora quel tanto di appetito potrai cavalcare la formidabile selezione di formaggi accompagnati da un servizio di pane apposta: friselle, croccante al sesamo, julienne di sesamo.
Infine i dolci.
Scelta imbarazzante, mentre arriva un piccola pasticceria di livello strepitoso: sullo stesso vassoietto di cristallo spesso avrai il gelato alla glassa d’agrumi, la crema fritta, la buccia d’agrumi candita, il platano fritto al cioccolato, la mousse di cacao.
E seguirà la Pastiera “a modo nostro” con un riuscito contrasto tra crema inglese con il grano con la frolla ripiena di gelato. Che buona.
E con il caffè – bollente e ottimo – i grissini di cioccolato.
A tutto questo ben diddio si accompagna una cantina ricca di proposte campane spesso non convenzionali, e pilluzzicata altrove. Grandissima flessibilità con l’offerta a bicchiere, potrai assaggiare in pratica quasi ogni cosa. Eccellente anche la proposta di bicchieri “nobili” da dessert.
A disposizione la carta dei distillati.
Anche alla carta non riuscirai a valicare la soglia dei 40, 45 euri.
E per la piacevolezza del locale e la cura del cliente, la tecnica sopraffina, il servizio amorevole, si tratta di un rapporto spesa/benessere di livello stellare.
Vai, t’attende una serata bellissima.


Amici……oggi ho assaggiato una cucina che mi ha deliziato il palato……la gola e tutto il resto…..
La cordialità e la professionalità che non è facile trovare………
Lo raccomando a tutti….grandi e piccini
Ciao
18/09/2010
in una recente visita al mio paese nativo (Puglianello) da NY ho avuto l’opportunita’ di avere passato una serata a cena al ristorante Foro dei Baroni, Puglianello.
Il cibo e’ stato ottimo…la selezione di vini locali e’ eccellente… il servizio molto cordiale .. e’ stata un’esperienza bellissima… meglio di molte esperienze dei ristoranti di NY.
Faro’ il possibile di visitare il Foro dei Baroni ad ogni visita al mio paese nativo.
Ciao
a presto
Una cucina meravigliosa!! Sapori tradizionali campani assolutamente rivoluzionati, in grado di sprigionare sensazioni esaltanti. Da provare almeno una volta nella vita o forse meglio frequentarlo spesso!!