L’incontro, Modena [6.4]
Ti sarà capitato, un lunedì di Pasqua, di perderti tra le strade antiche della Modena meno mondana: quella di Sant’Eufemia, dove fioriscono Tavole di grandissimo pregio e prestigio ed altre meno altisonanti. Ti sarà capitato di trovare fior di saracinesche abbassate, che è festa grande: di affacciarti quindi ad una Casa sconosciuta, che ti ispira solo per l’interessante Carta esposta all’esterno e per il grazioso portico arredato al verde con piante e vasi di fiori.
Sarai accolto da sorrisi smisurati e gaja cortesia, come par si sia perso l’uso: e scalderà il cuore la semplicità con cui sarai accompagnato al tavolo nelle belle sale, curate, con il soffitto con i travi a vista e gli stucchi alle pareti, bei quadri, mobilio d’austera nobiltà e una bella parete di bottiglie a vista.
Le proposte della carta si innestano su una linea territoriale rigorosa, con piccole variazioni sul tema e ben gradite, oltre a qualche piatto di pesce: tra gli antipasti infatti florilegio di salumi in selezioni accurate tra cui culatelli, oltre al carpaccio di cervo e d’oca, e a varii crostini. Ampia anche la scelta di primi, arricchiti da istantanei fuori carta: nel trionfo della sfoglia all’uovo fatta in casa avrai i tortellini e i quadrucci in brodo di cappone, e i rari passatelli. Particolarmente riusciti i ravioli di ricotta all’Incontro, serviti con aglio olio pomodorini e parmigiano, in cui la mano è particolarmente felice. Potrai assaggiare i classici tortelli di zucca, le tagliatelle con il ragù e risotti con i porcini. In stagione fuori carta ti sarà segnalata la disponibilità delle introvabili spugnole, con la corretta ed impudica ma apprezzabile assai declamazione del prezzo, e questi tortelli di carciofi saltati con la pancetta, sapidi senza essere grevi.
Più prudenza nei secondi, dove abbondano le carni ai ferri e qualche preparazione di stretta osservanza come il nodino e la cotoletta. Buona scelta di arrosti alla vecchia, con un buon coniglio e un altrettanto buon capretto, presentato con la cottura profonda di una volta.
Di solito è presente un ottima scelta di caprini di ricerca, disponibili secondo mercato.
I dolci sono nel solco della cucina del dì di festa, con la zuppa inglese, la torta al cioccolato e il semifreddo al mascarpone.
La lista dei vini è tutt’altro che banale, così come tutt’altro che banali sono i ricarichi che ameresti meno impegnativi.
All’Incontro c’è un approccio informale ed un servizio sciolto, che tende a diventare un po’ arruffato nel momento di massimo pieno: ma la simpatia e la verve a tratti un po’ naive con cui sarai seguito per tutto il pasto fanno ben perdonare le sbavature. Non perdonerai invece il poco commendevole coperto, addizionato a 4euri a testa infanti inclusi che fa volare il conto attorno ai 45, 50 talleri, che è piuttosto tanto.
Fossi un vecchio amico di famiglia lo faresti notare, con bonaria chiarezza, che no, 4 euri per quel pane – panini non troppo brillanti di freschezza e “comperi” e grissini di larga produzione – e quel coperto non possono essere l’ultima cosa che ti rimane in mente…
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4 euro sono un vero furto.