Osteria Vecchia Torre, Savignano s/Panaro MO [6.2]

vecchiatorre_savignano.jpgBasterà la voglia di godere dei dolci profili delle colline di Modena per inarcarsi lungo la Pedemontana, magari fermarsi a slumare lo stupefacente Castello di Vignola: e qualcuna delle viuzze del centro. Oppure risalire verso la montagna per godere dei paesaggi senza tempo attorno a Guiglia, o più su a Zocca. Che, incredibile, ha anche altri motivi di esistere che non siano i natali del Blasco.
Lungo i tornanti, tra un proiettile a due ruote e l’altro – anche se a due ruote su queste fiatose salite vanno anche e con ben altro incedere i cicloamatori – ti imbatterai nella Vecchia Torre, inciampando magari nel grande e comodo parcheggio che di questi tempi guasta mai.
La famiglia che gestisce questa Casa ha dedicato passione non solo ai fornelli ma anche alla ristrutturazione dell’ambiente che è curata allo spasimo, e di ottimo auspicio per una onesta e non troppo cerebrale scorpacciata.
Dalla carta potrai trarre diverse indicazioni, che questa è la terra delle crescentine, del gnocco fritto (e per favore che non t’abbia a sentirlo chiamare lo gnocco) e in stagione dei borlenghi, una delle mille versioni di impasto acqua e farina cotta sui testi.
Dunque antipasti a buffet di vario genere, ma soprattutto una buona batteria di primi che si lasceranno ricordare per una certa cura nella preparazione, in terra dove si usa premiare più il quanto che il cosa: buoni i tortelli di zucca con il balsamico, presentati anche con qualche ambizione, e valevoli anche le tagliatelle ai funghi che brillano per l’inusuale nitore del sugo e la cottura in forma.
Per le pietanze dalla cucina avrai dovizia di carni, tra cui le bistecche servite belle calde sulla pietra ollare.

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Ma puoi dedicarti anche alle crescentine, comunemente conosciute come tigelle, mentre di certo saprai che le tigelle sono le piastre roventi tra le quali le crescentine erano tradizionalmente preparate. Qui sono un po’ più grandi della misura truppesca ormai purtroppo diffusa, e di buona consistenza e spessore, e ben cotte e pregevoli al palato: abbastanza buone da farsi amare con la tradizionale imbottitura di pesto di lardo agliato, aromatizzato al rosmarino e la grattugia di parmigiano reggiano. Salumi in accompagno, per i quali vorresti invocare altra attenzione.
Torte fatte in casa al capitolo dolci.
Nota di merito per una carta dei vini con qualche referenza interessante, anche alla voce Lambrusco dove sono presentati anche prodotti di un certo spessore.
Servizio molto alla mano e addizione educatissima: da 20 a 35eurini, secondo abboffo.



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