La Cantina di Ninco Nanco, Roma [6.7]

 

ninconanco.jpgA due-passi-due da uno dei capolavori dell’umanità – il Panteone che nel cuor mi sta – troverai questa Cantina, valido rifugio per una zona di bellezza straordinaria tanto quanto degna di ogni timore dal punto vista gastronomico.
Le cose che devi sapere prima di varcare la soglia di Ninco Nanco, al di là della colorita genesi del nome, è che qui passerai una serata piacevole, berrai un ottimo Aglianico, e all’addizione non dovrai soffrire troppo. Ma devi anche sapere che al Ninco Nanco si fa cucina Lucana. Territorio, varietà alimentari, prodotti e giacimenti gastronomici, vini, quasi esclusivamente rossi di quelle terre sono qui amati, evidentemente, e valorizzati in un ambiente “caldo” ed accogliente da Massimo Pisaniello. E se il nome vi dice qualcosa sì, la schiatta è la stessa della Locanda di Bu a Nusco.
Carta delle vivande piuttosto composita con antipasti, zuppe, prima di pasta fresca, primi di pasta di gragnano, pietanze e dolci, oltre ad una fantasmagoria di fuori carta se volessi gettarti tra le caritatevoli braccia dello chef.
Per entrare avrai una vellutata di ceci con gocce di baccalà (fritte) assieme ai pani caldi ed aromatizzati di propria produzione, un piatto riuscito e coinvolgente per armonia ed intensità dei sapori.
Tra i primi potrai avere i ravioli di ricotta con vellutata di tartufo, che potrai trovare un po’ acquosi e con il tartufo a fare il comprimario, oppure i paccheri con passata di carciofi e canestrato di Moliterno, più equibrati.

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Forti le pietanze: ben fatto l’agnello i cassoula, sapido e pimentoso, fors’anche uno zinzino di troppo, e il filetto di maialino in caramello di cipolla e balsamico, con la cicoria a fianco in reiterato contrasto.
C’è scelta anche al capitolo dessert, pur senza particolari grida: il pasticcio d’arancio vien su un po’ banale, più caratteristica la pasta frolla con ricotta e pere. Anche il tortino al cioccolato non ti lascerà di stucco, pur se eseguito correttamente.
Menzion d’Onore per la carta dei vini: particolare, attenta e davvero diversa dal solito: troverai infatti una sterminata proposta di Aglianico, Vulture e Irpino, disponibili in ricca varietà di millesimi, oltre a numerose referenze sudiste soprattutto rosse. Per completezza etichette anche dal resto d’italia e una pagina di Champagne.
Il servizio è allegro e “simpatico”, pieno di entusiasmo anche se a tratti svagato. Ritmi delle portate non sempre sincronizzati e qualche incertezza sono poi compensati dalla disponibilità e dai bicchierini “di rinforzo”.
Conto pregevolmente assestato sui 40/45yuri, che tra la Rotonda e Navona è quasi un regalo.

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14 commenti

  1. artemisia scrive:

    sei calato fino a roooma? (faccina con occhi fuori della testa)

    non mi pare tuttavia che tu scoppi di entusiasmo, se non per il tuo panteon :)

  2. Stefano scrive:

    è una Tavola salvifica, là in mezzo al tuttofinto moltocaro: ha anche motivi per essere visitato, quali ad esempio la cartterizzazione lucana e la stupenda scelta d’Aglianico, mai vista così completa. Cucina con qualche spunto interessante, ma anche con qualche piega.
    però mi sento di consigliarlo, sapendo cosa t’attende, il rapporto spesa/benessere è valido.

  3. hammers scrive:

    un locale da rivedere assaggiando ulteriori pietanze. Ma di certo notevole nel rapporto spesa/benessere.

  4. mauri scrive:

    ci sono tornato ieri sera, caro stefano, e la mia opinione su ninco nanco è peggiorata. insipidi i cavatelli con fagioli, stoppaccioso il maiale con carciofi spadellati. ho sperato nel dolce, un cestello di pasta sfoglia con crema pasticcera, ma mi è sembrato un cibo per diabetici. per non parlare del cono di cioccolato fondente che lo accompagnava: un “inmordibile” pezzo di marmo ghiacciato.
    da bere ho chiesto l’aglianico di aquila del vulture. sul menu era segnato quello del 2001, a me hannno portato quello del 2003, che magari è anche un’annata migliore, ma me lo devi dire (soprattutto visto che sgancio 30 euro per la bottiglia).
    peccato, perché il ristorante è accogliente e si trova in un’ottima posizione. ma non credo che ci tornerò.
    ti segnalo invece un ristorante nel quale recente ho goduto parecchio: il drappo, in vicolo del malpasso, a due passi da campo de fiori. proprietari sardi, di quelli un po’ musoni e fieri. indimenticabili polpette al profumo di arancia.

  5. questa del cambiare annata senza dirlo è una distrazione imperdonabile. Se in carta c’è il millesimo e il prezzo, mi aspetto che mi venga segnalata la variazione dell’uno e dell’altro.
    in genere tra il 2001 (annata buona, spesso ottima) e il 2003 (anno cladissimo, siccitoso, problematico assai) c’è la differenza che c’è tra me e Raul Bova.

  6. federico scrive:

    Uh, ma perchè tra te e Raul Bova c’è tanta differenza?
    Non si direbbe affatto! In tal caso tu sei il 2001!

  7. Luca Perone scrive:

    Invito tutti a ritornare da “la cantina di Ninco Nanco”

  8. simona scrive:

    e se degustassimo con un pò di musica dal vivo?????
    il jazz è perfetto come accompagno a vino e prelibatezze lucane!

    • Luca Perone scrive:

      Ciao Simona,organizziamo aperitivi ed altri eventi durante ogni mese..per scoprire cosa abbiamo pensato per voi,puoi trovarci su Facebook…la cantina di ninco nanco!

  9. cristiano scrive:

    provato questo sabato insieme ad un amico.sinceramente mi ha deluso molto.per primo ho preso orecchiette con broccoli pinoli ed alici(10 euro)
    ma dei pinoli ed alici non c’era traccia..per secondo agnello in umido dove mi hanno portato 4 pezzetti di carne (la maggior parte era osso)
    al prezzo di 15 euro. per finire sul conto ci e’ stato addebbitato anche un coperto di 3 euro a persona!!!
    da evitare.

  10. Maria scrive:

    Salve,questa sera sono stata nell’unico tipico ristorante Lucano a Roma,”la cantina di Ninco Nanco”.Atmosfera molto calda,serena e rilassante;ottima direi per degustare prodotti tipici e un buon Aglianico del vulture.Inoltre il tutto era accompaganto dal quartet Jazz..i Ninco Nanco Jazz!Cucina delicata e attenta ai particolari,sapori freschi e genuini.Contrariamente all’opinione di cristiano,ho degustato anceh’io un ottimo e saporito piatto di orecchiette con broccoli alici e pinoli.In cottura,mi ha spiegato con cordialità ed educazione il gestore,le alici(più delicati rispetto ai broccoli e ai pinoli sbriciolati)si amalgamano al condimento e non sono visibili,ma come ai pinoli arricchiscono il piatto,rendendolo gradevole ma non eccessivo nei sapori.L’agnello,tipico delle dolomiti Lucane,a differenze del abbacchio romano molto più grasso e di dimensioni superiori,viene cucinato con maestria alla griglia lasciando intatto il sapore.Per finire un gran quantità di goloserie…io ho provato la Mousse al cioccolato bianco e mango caramellato…divina!!Complimenti..ci tornerò presto con altri amici!

  11. gigione scrive:

    CI SONO STATO IN SETTIMANA E UN GIORNO DI FINE SETT. LE ORECCHIETTE STUPENDE E IL VINO AGLIANICO FAVOLOSO L’AGNELLO SUBLIME ………. FORSE IL RAPPORTO QUALITA’ PREZZO NELLE DUE VOLTE CHE SONO STATO NON E’ STATO ECCELLENTE MA RAGAZZI SIAMO ANCHE AL PANTEHON …… COMUNQUE CI RITORNO ANCHE AFFASCINATO DALLA STORIA IL LOCALE RICORDA INFATTI IL MITO DI UN REGNO QUELLO DELLE DUE SICILIE ORMAI ANDATO…… DI CUI SENTIMENTALMENTE (sono CALABRO-CAMPANO-ABBRUZZESE) SONO MOLTO LEGATO. ….
    CONSIGLI PER I PROPRIETARI: NON LEGARSI SOLO ALLA BASILICATA COME CUCINA REGIONALE MA ALLARGARLA UN PO’ A TUTTE LE EX DUE SICILIE….. SIA PER OFFRIRE DI PIU’ E SIA PER REPERIRE I PRODOTTI CAMP E ABRUZZO SON REGIONI CONFINANTI—- POI SPOSTARE IL LOCALE A CAMPO DEI FIORI PIAZZA FARNESE (SE POSS.LE) LI A DUE PASSI IL VERO NINCO NANCO PARLO’ CON LA EX REGINA DI NAPOLI PER RICONQUISTRARE IL REGNO PERDUTO.. CON CROCCO ED ALTRI BRIGANTI LEGITTIMISTI..

    buon appetito Abbasso la Padania Viva O’ Re e la figa.

  12. Francesco scrive:

    La cantina di NINCO NANCO un posto da provare …..

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